{"id":94702,"date":"2018-06-23T14:21:59","date_gmt":"2018-06-23T12:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-moglie-del-boss-vuole-cambiare-vita-rientra-dalla-caserma-e-muore-suicida\/"},"modified":"2023-01-16T18:55:15","modified_gmt":"2023-01-16T17:55:15","slug":"224164-la-moglie-del-boss-vuole-cambiare-vita-rientra-dalla-caserma-e-muore-suicida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/224164-la-moglie-del-boss-vuole-cambiare-vita-rientra-dalla-caserma-e-muore-suicida\/","title":{"rendered":"La moglie del boss vuole cambiare vita, rientra dalla caserma e muore suicida"},"content":{"rendered":"<h4>Non aveva firmato il verbale ed era tornata dal marito. Dopo un mese muore per aver ingerito dell&#8217;acido muriatico, caso archiviato<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LIMBADI (VV) &#8211; Archiviata anche la seconda inchiesta sul suicidio di Santa Buccafusca. Tita, come la chiamavano tutti, aveva 38 anni ed era la moglie del boss di Nicotera e Limbadi Pantaleone Mancuso alias &#8216;Luni Scarpuni. Si era innamorata di lui da adolescente, ancora quindicenne. Aveva aspettato che fosse scarcerato per sposarlo e mettere su famiglia. Un omicidio &#8216;eccellente&#8217; nel 2011 la terrorizza. Vincenzo Barbieri, &#8216;U&#8217; Ragioniere&#8217;, noto narcotrafficante in grado di trattare con i Sudamericani per conto dei clan del vibonese, viene ucciso da un commando armato nel centro di San Calogero con una raffica di colpi di mitra e fucili a pompa.\u00a0E&#8217; in corso un sanguinoso regolamento di conti e Tita teme il peggio per la sua famiglia. E&#8217; consapevole della posizione pericolosa in cui si trova il marito. <strong>I soldi della cocaina a Nicotera Marina, secondo il collaboratore di giustizia Andrea Mantella, transitavano proprio nella pescheria a lei intestata. Ha paura e vuole\u00a0cambiare vita.\u00a0<\/strong>Con il bimbo in braccio a poche ore dal delitto si presenta dai carabinieri di Nicotera Marina sollecitandone l&#8217;intervento: &#8220;Si ammazzano come i cani, mettere posti di blocco dappertutto&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tempo le dar\u00e0 ragione. Nei mesi successivi il cugino di Scarpuni, Domenico Campisi broker del narcotraffico affiliato ai Mancuso, viene trucidato in pieno giorno a Nicotera Marina in risposta all&#8217;uccisione di Barbieri. Nel frattempo, per\u00f2, Tita si \u00e8 suicidata. Non ha sottoscritto le dichiarazioni rese ed \u00e8 tornata a casa dal marito che dopo un mese, il 16 aprile del 2011 avvisa quegli stessi carabinieri a cui lei si era rivolta informandoli che aveva ingerito dell&#8217;acido. Muore dopo due giorni di agonia trascorsi tra gli ospedali di Polistena e Reggio Calabria. Viene aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Il caso, inizialmente archiviato, \u00e8 stato riaperto nel 2016 dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.\u00a0<strong>Dagli elementi anatomo patologici emersi dall&#8217;autopsia la donna sembrerebbe avesse ingerito una quantit\u00e0 di acido muriatico superiore a quella umanamente sopportabile<\/strong>. Un dettaglio che lasciava ipotizzare una sorta di coercizione. Ed \u00e8 il pm Camillo Falvo a chiedere se fosse possibile che Tita avesse agito da sola, volontariamente. L&#8217;inchiesta \u00e8 riarchiviata in quanto non vengono riscontrati elementi tali da elevare accuse per istigazione al suicidio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Santa aveva previsto anche questo. &#8220;Voglio preliminarmente specificare &#8211; aveva affermato nel verbale mai firmato &#8211; che <strong>nella famiglia di mio marito da tempo hanno insinuato che io sia pazza e sicuramente mi aspetto che sosterranno ci\u00f2 quando apprenderanno la notizia della mia scelta di cambiare vita&#8221;.<\/strong> Tita assumeva farmaci stabilizzatori dell&#8217;umore ed era stata ricoverata cinque giorni in Psichiatria per reazione paranoide acuta il 12 febbraio 2008. Era anche quello un periodo di forti dissidi all&#8217;interno dei clan del vibonese, mesi in cui finanche Romana Mancuso e il figlio furono vittime di un agguato. Nelle testimonianze rese durante le ore trascorse tra la caserma dei carabinieri di Nicotera Marina e il Comando Provinciale di Catanzaro, Santa Buccafusca parla di una fase di fibrillazione e di straordinaria violenza in seno alla cosca. Afferma di avere paura di Scarpuni e di voler essere protetta dallo Stato. Arriva fino al punto di telefonare al marito Pantaleone Mancuso implorandolo di seguirla nella scelta di collaborare con la giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Assistita da psichiatri trascorre la notte in una struttura dell&#8217;Arma riservandosi per l\u2019indomani di formalizzare il tutto e chiedere di essere sottoposta al programma di protezione. E&#8217; tesa e angosciata. Intrattiene ripetuti colloqui con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e UPG. Alterna momenti di maggiore decisione a momenti di incertezza, accetta di sottoscrivere solo la prima pagina. <strong>Poi tentenna, ha un repentino ripensamento, si rifiuta di firmare il secondo foglio. Un ufficiale del Ros le ricorda che se non firma dovr\u00e0 lasciare la caserma.<\/strong> Il suo stato d&#8217;ansia aumenta e chiede di poter usare il telefono. Dall&#8217;altro capo c&#8217;\u00e8 sua sorella, al termine della conversazione saluta dicendole: &#8220;Non firmo, non firmo proprio&#8221;. Alle cinque del mattino Antonietta Buccafusca raggiunge il Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro e riporta sua sorella a casa dal marito insieme al figlio. L&#8217;uomo durante una delle udienze del processo Black Money nel 2017 far\u00e0 delle gravissime affermazioni: &#8220;Non ho colpe, ho fatto di tutto perch\u00e8 mia moglie vivesse e lei (riferendosi ai soldi della cocaina nella pescheria citati da Mantella ndr) non ha mai ricevuto soldi da nessuno. E\u2019 ora che gli inquirenti la smettano e si mettano l\u2019anima in pace perch\u00e9 mia moglie non ha rilasciato dichiarazioni a nessuno\u201d. In realt\u00e0 le dichiarazioni esistono, ma non furono mai ufficializzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non aveva firmato il verbale ed era tornata dal marito. 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