{"id":9471,"date":"2012-12-12T09:58:24","date_gmt":"2012-12-12T08:58:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=9471"},"modified":"2023-01-17T13:42:37","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:37","slug":"4185-uccise-una-donna-la-difesa-non-e-imputabile-e-pazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4185-uccise-una-donna-la-difesa-non-e-imputabile-e-pazzo\/","title":{"rendered":"Uccise una donna, la difesa: \u00abnon \u00e8 imputabile, \u00e8 pazzo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Non imputabile perch\u00e8 pazzo. Strano, per\u00f2. Uno che \u00e8 pazzo, o meglio definirlo, incapace di intendere e di volere, nel mentre commette un delitto, riesce ad essere cos\u00ec pienamente lucido e calcolatore da progettare perfino l&#8217;evasione dal carcere.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Potrebbe concludersi con un nulla di fatto, il processo a carico di Gianluca Bevilacqua, il 35enne di Roggiano Gravina, che la mattina dell\u20198 ottobre di un anno fa, travolse e uccise con la propria autovettura la compaesana Emilia Cupone per motivi che non sono stati mai chiariti.<\/strong> Gli avvocati difensori del 35enne, i penalisti Carlo e Lucio Esbardo, hanno dimostrato, attraverso referti, relazioni e perizie mediche, che il loro assistito non pu\u00f2 essere processato perch\u00e8 incapace di intendere e di volere. Bevilacqua uccise la Cupone per futili motivi per quanto mai chiariti. I due ebbero un diverbio, forse per una sigaretta, e nella testa dell\u2019uomo scatt\u00f2 qualcosa che lo spinse a commettere un gesto di incredibile malvagit\u00e0: travolse pi\u00f9 volte la donna con l\u2019autovettura massacrandola. Il fatto accadde a Roggiano Gravina la mattina dell\u20198 ottobre del 2011, in via Vittorio Emanuele. Pochi dubbi sulla dinamica, confermata anche dalla sequenza delle immagini che &#8220;immortalarono&#8221; i frame violenti. I filmati registrati da una telecamera posta nei pressi di una tabaccheria e prontamente acquisiti dai carabinieri della stazione di Roggiano, agli ordini del maresciallo Porchia, dimostrano che Bevilacqua invest\u00ec volontariamente la Cupone. Bevilacqua venne arrestato nell\u2019immediatezza del delitto e successivamente rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo, dotato di una sezione per malati psichici. Qui l\u2019imputato, nonostante i problemi psichici, progettava l\u2019evasione. Venne scoperto grazie ad alcune intercettazioni ambientali: l\u2019imputato, durante i colloqui con i familiari, manifest\u00f2 l\u2019intenzione di simulare condizioni di salute incompatibili con la detenzione per farsi concedere gli arresti domiciliari all\u2019interno di una casa di cura privata dalla quale evadere non sarebbe stata un\u2019impresa impossibile. A quel punto l\u2019idea era quella di espatriare. Secondo il pubblico ministero, il fascicolo \u00e8 di competenza del pm Giuseppe Visconti, ci\u00f2 dimostra che i problemi psichici di Bevilacqua non erano tali da annullarne la coscienza e la volont\u00e0. Per lui il titolare dell&#8217;inchiesta ha chiesto la condanna a diciotto anni di carcere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Non imputabile perch\u00e8 pazzo. Strano, per\u00f2. 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