{"id":94949,"date":"2018-06-28T16:06:33","date_gmt":"2018-06-28T14:06:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-lettera-sanita-da-crotone-a-cosenza-parolacce-e-voce-grossa-per-curarsi\/"},"modified":"2023-01-16T18:55:31","modified_gmt":"2023-01-16T17:55:31","slug":"225024-la-lettera-sanita-da-crotone-a-cosenza-parolacce-e-voce-grossa-per-curarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/225024-la-lettera-sanita-da-crotone-a-cosenza-parolacce-e-voce-grossa-per-curarsi\/","title":{"rendered":"LA LETTERA &#8211; Sanit\u00e0, da Crotone a Cosenza: parolacce e voce grossa per curarsi"},"content":{"rendered":"<h4>Sarebbe un diritto curarsi ma oggi diventa un lusso riuscire ad uscire con i propri piedi dall&#8217;ospedale. Il racconto di Paola\u00a0Turtoro e della sua odissea\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CROTONE (CS) &#8211; \u00abChi le scrive \u00e8 una cittadina crotonese che ieri ha letto la notizia dell\u2019increscioso episodio verificatosi nel reparto di ginecologia dell\u2019ospedale di Crotone. Lungi da me sobillare alla violenza ma, approfitto di lei perch\u00e9 faccia da megafono alla mia voce, ogni caso va esaminato nel contesto in cui si verifica. Circa due mesi fa ho avuto modo di dis-apprezzare proprio il reparto coinvolto che mi ha vista protagonista quasi diretta (accompagnavo mia sorella per degli accertamenti) di quanto poco rispetto e quanta poca professionalit\u00e0 impera in quel reparto, a cominciare dal medico che, in fase di ecografia, chiamava il primario per invitarlo la mattina successiva ad essere presente perch\u00e9 aveva \u201csottomano un qualcosa di mai visto\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019amore per la scienza (sic) ha dunque prevalso sull\u2019etica professionale causando un ulteriore trauma psicologico alla paziente (mia sorella, ribadisco, ed in mia presenza) che in quel momento si vedeva diagnosticare un cistoma ovarico di oltre 30 centimetri di diametro. Subito dopo ci siamo scontrate con altri episodi poco edificanti per un ospedale, tipo il confondere (da parte di una delle infermiere) un farmaco antistaminico con il liquido di contrasto per la risonanza magnetica prescritta alla paziente, per passare (e salto tanti altri passaggi che mi hanno costretta ad impormi con toni roboanti) al momento di eseguire la risonanza, quando l\u2019addetto ha \u201cpregato\u201d che la paziente (mia sorella) riuscisse ad entrare nel \u201ctubo\u201d visto il volume dell\u2019addome (un cistoma ovarico di oltre 30 cm \u00e8 come un feto cresciuto troppo nel grembo della madre\u2026).<\/p>\n<p>Finita la fase di accertamento diagnostico siamo state invitate dal primario del reparto per definire il modus procedendi, e qui sorvolo sulle continue interruzioni, che ha passivamente subito lo stesso da parte di inservienti alquanto irrispettose, durante il colloquio finale. In considerazione dei tanti fattori esposti sia dai medici che dalle circostanze si decide di affidarsi all\u2019ospedale vicino pi\u00f9 qualificato per il tipo di intervento richiesto e la scelta ricade sull\u2019ospedale \u201cAnnunziata\u201d di Cosenza che vanta la presenza di una valida equipe medica oncoginecologica guidata dal primario Dr. Morelli.<\/p>\n<p>La riuscita dell\u2019intervento ha confermato la buona fama dell\u2019equipe ma\u2026anche qui c\u2019\u00e8 un ma, e questo \u201cma\u201d vorrei fosse chiaro a chi parla per sentito dire o per il gusto di disprezzare il proprio perch\u00e9 se \u00e8 vero che da noi ci sono pecche (non sottovalutabili) non \u00e8 detto che gli altri ne siano immuni. Dunque, dicevo, superato l\u2019intervento \u00e8 arrivata la fase piu\u2019 delicata: <strong><em>il post operatorio.\u00a0<\/em><\/strong>Una fase che ci ha messo di fronte all\u2019arroganza ed al menefreghismo del 90% del personale infermieristico, basti pensare che nei 9 giorni di ricovero di mia sorella io sono rimasta con lei 24 ore su 24 per 9 giorni poich\u00e9 non aveva assistenza e, quando richiesta, arrivava dopo ore e con le lamentele e, spesso, le parolacce e la voce grossa degli addetti.<\/p>\n<p>Il parossismo \u00e8 stato raggiunto al momento della \u201cliberazione dal catetere\u201d, che ha provocato una paresi vescicale che stava per portare all\u2019arresto renale e, dopo 8 ore (dico 8 ore) di dolori atroci e sorrisini sardonici da parte delle infermiere e del medico di turno quel pomeriggio, ha trovato la soluzione perch\u00e9 io (mia sorella era troppo debilitata per alzare la voce) mi sono imposta minacciando di rivolgermi ai Carabinieri. Fortunatamente e grazie alla mia \u201cmaleducazione\u201d il tutto si \u00e8 risolto ma se non fossi stata \u201cmaleducata\u201d? La cosa peggiore \u00e8 che in quel di Cosenza ho riscontrato un\u2019usanza che (ahim\u00e8) esiste anche a Crotone (ed in altri ospedali): chi \u00e8 valido viene boicottato, viene deriso e viene ostacolato nello svolgimento di quella che io definisco una missione, questo per dire che gli angeli esistono anche in mezzo ai demoni e l\u2019angelo che abbiamo conosciuto ha il viso dolcissimo di una ragazzina ma appartiene ad una donna (infermiera) che vive il suo lavoro come una missione, ascoltando le pazienti e cercando di alleviarne i disagi. Ma \u00e8 sola e non fa numero.<\/p>\n<p>Concludo questo mio \u201csfogo\u201d ricordando a tutto il personale sanitario che opera negli ospedali che se una persona si trova a dove ricorrere al servizio ospedaliero lo fa perch\u00e9 ha un problema di salute e non certo perch\u00e9 non sa dove passare la giornata, per cui ci vuole umanit\u00e0 nella stessa misura della preparazione, ci vuole pazienza ed amore per il prossimo perch\u00e9 un sorriso aiuta spesso pi\u00f9 di un farmaco e perch\u00e9 un ammalato \u00e8 una persona fragile e timorosa.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\">Paola Turtoro \u2013 cittadina crotonese<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe un diritto curarsi ma oggi diventa un lusso riuscire ad uscire con i propri piedi dall&#8217;ospedale. 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