{"id":95264,"date":"2018-07-06T00:43:11","date_gmt":"2018-07-05T22:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/bonifica-ex-legnochimica-cosa-poteva-fare-il-comune-di-rende-e-cosa-non-e-stato-fatto\/"},"modified":"2023-01-16T18:55:52","modified_gmt":"2023-01-16T17:55:52","slug":"226050-bonifica-ex-legnochimica-cosa-poteva-fare-il-comune-di-rende-e-cosa-non-e-stato-fatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/226050-bonifica-ex-legnochimica-cosa-poteva-fare-il-comune-di-rende-e-cosa-non-e-stato-fatto\/","title":{"rendered":"Bonifica ex Legnochimica: cosa poteva fare il Comune di Rende e cosa non \u00e8 stato fatto"},"content":{"rendered":"<h4>La Procura di Cosenza impugna la sentenza di non luogo a procedere pronunciata nei confronti del sindaco di Rende Manna e del dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico settore Ambiente Francesco Azzato<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; La vicenda giudiziaria nata dalla mancata bonifica dell&#8217;area dell&#8217;ex Legnochimica non \u00e8 ancora terminata per gli amministratori della citt\u00e0 di Rende. La Procura di Cosenza ha infatti impugnato le sentenze di non luogo a procedere pronunciate dal Gup Santese il 19 aprile nei confronti del sindaco Marcello Manna e del dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico settore Ambiente del Comune di Rende Francesco Azzato e l&#8217;assoluzione in abbreviato dell&#8217;ex assessore all&#8217;Ambiente Francesco D&#8217;Ippolito che ha rivestito un ruolo fondamentale intrattenendo i rapporti con la societ\u00e0. Sono<strong> accusati di omessa bonifica e disastro ambientale\u00a0insieme all&#8217;ex liquidatore Pasquale Bilotta per il quale, disposto il rinvio a giudizio, il processo si celebrer\u00e0 nei prossimi mesi presso il Tribunale di Cosenza<\/strong>. Il 2 luglio il Pubblico Ministero dott. Marisa Manzini, Procuratore della Repubblica Aggiunto presso il Tribunale di Cosenza, ha proposto alla Corte d&#8217;Appello di Catanzaro di rivedere le posizioni dei tre indagati per chiarire alcuni aspetti della mancata messa in sicurezza di contrada Lecco e quindi dell&#8217;intera area industriale di Rende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le ragioni che hanno indotto a chiedere di rivalutare il quadro indiziario a carico di Manna, Azzato e D&#8217;Ippolito riguardano secondo il Pm una manifesta illogicit\u00e0 e contradditoriet\u00e0 delle motivazioni della sentenza con cui il giudice ha dichiarato non doversi procedere nei confronti degli imputati in relazione all\u2019omessa bonifica perch\u00e9 il fatto non costituisce reato e in relazione al disastro ambientale per non aver commesso il fatto. Il Gup Santese nella sua pronuncia ha ritenuto <strong>impossibile per gli amministratori del Comune di Rende compiere atti concreti di messa in sicurezza alternativi alla bonifica che sarebbero invece stati efficaci per tutelare l\u2019incolumit\u00e0 pubblica.<\/strong> O almeno scongiurare il puntuale fenomeno estivo dell\u2019autocombustione che costringe chi frequenta il quartiere a respirare per settimane fumi pericolosi per la salute umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>COSA NON E&#8217; STATO FATTO PER TUTELARE I CITTADINI<\/h3>\n<p>Di fatto, nonostante ne fossero obbligati, non hanno fatto nulla. Neanche le operazioni basilari e doverose previste dalla legge (la rimozione dei rifiuti ammassati in superficie, lo svuotamento di vasche, la raccolta di sostanze pericolose sversate; il pompaggio di liquidi inquinanti galleggianti, disciolti o depositati in acquiferi superficiali o sotterranei; l\u2019installazione di recinzioni, segnali di pericolo, impianti di sorveglianza; <strong>lavori di taglio d\u2019erba; l&#8217;installazione di trincee drenanti di recupero e controllo; la costruzione o la stabilizzazione di argini<\/strong>; la copertura o impermeabilizzazione temporanea di suoli e fanghi contaminati; la rimozione o svuotamento di bidoni o container abbandonati, contenenti materiali o sostanze potenzialmente pericolosi). Nulla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In pi\u00f9 il Comune, come previsto dalla legge, avrebbe dovuto sostituirsi a Legnochimica (e chiedere l\u2019intervento della Regione Calabria nel caso in cui non avesse avuto i fondi necessari) in quanto come lo stesso giudice afferma \u201calla data del 30.06.2015, fosse chiara, quantomeno al Sindaco Manna, l\u2019omissione dell\u2019attivit\u00e0 di bonifica da parte del soggetto responsabile dell\u2019inquinamento\u201d dopo anni di abbandono dei \u2018laghetti chimici\u2019. I termini infatti erano abbondantemente trascorsi e l\u2019amministrazione, in base all\u2019articolo 242 del Testo Unico Ambientale entrato in vigore nel 2015, <strong>avrebbe avuto l\u2019obbligo di prendere le redini della situazione e provvedere a disinquinare l\u2019area, ma non l\u2019ha fatto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>COSA SI POTEVA FARE PER TUTELARE I CITTADINI<\/h3>\n<p>Eppure dopo un esposto presentato dall\u2019associazione Crocevia che chiedeva al Comune di esercitare il potere sostitutivo nei confronti di Legnochimica<strong> era stato lo stesso sindaco di Rende Marcello Manna a denunciare il liquidatore Pasquale Bilotta per l\u2019omessa bonifica<\/strong>. Solo dopo un anno per\u00f2 chiede alla Regione Calabria, dopo un altro esposto dell\u2019associazione Crocevia, di sostituirsi a Legnochimica e disinquinare contrada Lecco in quanto impossibilitato a coprire le spese necessarie essendo in stato di predissesto finanziario. Il gup Santese inoltre afferma che nei dieci mesi trascorsi dall\u2019entrata in vigore del Testo Unico alla comunicazione inoltrata alla Regione i tre amministratori non avrebbero potuto portare a termine la bonifica. Un dato ovvio. L\u2019iter burocratico per\u00f2 poteva andare avanti senza attendere ulteriori proposte di Legnochimica, ma avviando il progetto di bonifica delle falde acquifere gi\u00e0 approvato, cercando una soluzione alternativa a quella ipotizzata dalla societ\u00e0 per smaltire i fanghi dei laghetti e ponendo in essere tutte le soluzioni esistenti per tutelare la salute pubblica della cittadinanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche questa estate invece a dieci anni di distanza dallo studio delle operazioni di bonifica applicabili, lavoratori e residenti dell\u2019area industriale di Rende continueranno a respirare benzene e vivere con l\u2019incubo dell\u2019autocombustione. Per evitare ci\u00f2, per la Procura di Cosenza, sarebbe bastato allertare la Regione Calabria e integrare i progetti gi\u00e0 esistenti. Invece, <strong>per il Procuratore della Repubblica Aggiunto Marisa Manzini, si \u00e8 lasciato trascorrere il tempo pur consapevoli dell\u2019obbligo di sostituirsi a Legnochimica, continuando ad emanare atti e provvedimenti assolutamente inutili<\/strong>. Sar\u00e0 ora la Corte d\u2019Appello a decidere se gli amministratori comunali rendesi siano responsabili o meno della contaminazione dell\u2019area industriale di Rende cui livello in questi anni di inerzia \u00e8 verosimilmente aumentato peggiorando l\u2019inquinamento dell\u2019intera zona.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5338\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Benzene su Rende, i canali di Legnochimica nel Crati e milioni di euro \u2018bruciati\u2019 (FOTO)<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Procura di Cosenza impugna la sentenza di non luogo a procedere pronunciata nei confronti del sindaco di Rende Manna e del dirigente dell&#8217;Ufficio Tecnico settore Ambiente Francesco Azzato<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":95265,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-95264","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95264\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}