{"id":95297,"date":"2018-07-06T11:30:17","date_gmt":"2018-07-06T09:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/pregiudicato-calabrese-ritenuto-il-re-della-cocaina-resta-in-carcere-in-uruguay\/"},"modified":"2023-01-16T18:55:54","modified_gmt":"2023-01-16T17:55:54","slug":"226170-pregiudicato-calabrese-ritenuto-il-re-della-cocaina-resta-in-carcere-in-uruguay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/226170-pregiudicato-calabrese-ritenuto-il-re-della-cocaina-resta-in-carcere-in-uruguay\/","title":{"rendered":"Pregiudicato calabrese ritenuto il &#8216;re della cocaina&#8217; resta in carcere in Uruguay"},"content":{"rendered":"<h4>Nessuna misura alternativa alla detenzione per l&#8217;uomo definito dalle forze dell&#8217;ordine uno dei pi\u00f9 capaci narcotrafficanti del mondo<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MONTEVIDEO &#8211; Sono state rese note le motivazioni del rigetto da parte del giudice Dolores Sanchez della richiesta di scarcerazione e opposizione all\u2019estradizione verso l\u2019Italia di Rocco Morabito. L\u2019avvocato difensore aveva motivavo l\u2019istanza in virt\u00f9 della scadenza del periodo di detenzione di 120 giorni, massimo periodo di carcere ammesso in attesa di pronunciamento su una richiesta di estradizione. Secondo il codice di procedura penale dell\u2019Uruguay recentemente emendato, infatti, Morabito avrebbe potuto godere di misure alternative alla detenzione, quali il divieto di avvicinarsi ai confini nazionali, il ritiro dei documenti validi per l\u2019espatrio e l\u2019applicazione di una cavigliera elettronica. Il giudice Sanchez ha per\u00f2 negato queste misure. <strong>Sullo sfondo, l\u2019incessante attenzione e l\u2019azione sinergica del Procuratore Generale di Reggio Calabria, Bernando Petralia, della Procura Distrettuale, diretta da Giovanni Bombardieri<\/strong>, dell\u2019Arma dei carabinieri, del dirigente dell\u2019Ufficio di cooperazione giudiziaria internazionale penale del Ministero della giustizia, Stefano Opilio e della rappresentanza diplomatica in Uruguay.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>CHI E&#8217; IL &#8216;RE DELLA COCAINA&#8217;<\/h3>\n<p>Rocco Morabito detto \u201cU Tamunga\u201d, \u00e8 considerato il re della cocaina a Milano nel periodo a cavallo tra la fine degli anni \u201980 e gli inizi degli anni \u201990, nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 capaci narcotrafficanti del mondo. \u00c8 stato tratto in arresto in un albergo di Montevideo il 3 settembre 2017, grazie ad un\u2019attivit\u00e0 info-investigativa coordinata tra la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga Argentina e il Comando Provinciale di Reggio Calabria, dopo una latitanza di 23 anni.<strong> Costruitosi una falsa identit\u00e0, aveva con s\u00e9 vari documenti di nazionalit\u00e0 brasiliana sotto il nome di Francisco Capeleto de Souza, grazie ai quali era riuscito a far perdere completamente le sue tracce.\u00a0<\/strong>Al momento dell\u2019arresto, in albergo e nella sua lussuosa abitazione a Punta del Este, zona residenziale non molto distante da Montevideo, la polizia uruguagia ed i militari dell\u2019Arma di Reggio Calabria hanno trovato una serie di documenti falsi, una pistola, 150 mila dollari in contanti, 150 fotografie in formato fototessera e 13 schede telefoniche. Morabito \u00e8 tuttora detenuto all\u2019interno di un istituto di pena uruguaiano, in attesa del pronunciamento sulla richiesta di estradizione avanzata dallo Stato Italiano. Condannato in Italia per i reati di associazione di tipo mafioso ed associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, qualora estradato dovr\u00e0 scontare un totale di 30 anni di reclusione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">In foto Rocco Morabito prima e dopo la latitanza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuna misura alternativa alla detenzione per l&#8217;uomo definito dalle forze dell&#8217;ordine uno dei pi\u00f9 capaci narcotrafficanti del mondo<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":95298,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-95297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-mondo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}