{"id":95354,"date":"2018-07-07T07:42:35","date_gmt":"2018-07-07T05:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operaio-cade-da-unimpalcatura-e-grave-non-si-puo-piu-morire-di-lavoro\/"},"modified":"2023-01-16T18:55:59","modified_gmt":"2023-01-16T17:55:59","slug":"226373-operaio-cade-da-unimpalcatura-e-grave-non-si-puo-piu-morire-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/226373-operaio-cade-da-unimpalcatura-e-grave-non-si-puo-piu-morire-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Operaio cade da un&#8217;impalcatura, \u00e8 grave: &#8220;Non si pu\u00f2 pi\u00f9 morire di lavoro&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Versa in gravi condizioni l&#8217;operaio di Lamezia, caduto da un&#8217;impalcatura mentre lavorava in un cantiere. La reazione di Azione Identitaria Calabria e di Potere al Popolo del Reventino e del Lametino\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LAMEZIA TERME &#8211; E&#8217; precipitato nel vuoto, mentre era al lavoro ed ora \u00e8 grave. L&#8217;operaio,<strong> M.F. cinquantenne di Lamezia<\/strong> si trovava sopra un\u2019impalcatura in un cantiere a Sambiase quando, per cause in corso di accertamento, \u00e8 caduto. Ora \u00e8 in pericolo di vita. L\u2019uomo stava ristrutturando un\u2019abitazione, quando \u00e8 precipitato per alcuni metri. Soccorso \u00e8 stato trasportato subito nell\u2019ospedale di Lamezia, per le gravi condizioni \u00e8 stato poi trasferito nel nosocomio di Catanzaro. Sul fatto indagano i carabinieri di Lamezia, guidati da Pietro Tribuzio per chiarire la dinamica mentre il cantiere \u00e8 stato posto sotto sequestro.<\/p>\n<h4>Azione Identitaria Calabria: &#8220;i sindacati si sono macchiati di negligenza&#8221;<\/h4>\n<p>&#8220;Purtroppo ancora una volta nella nostra gi\u00e0 martoriata terra ci tocca fare i conti con l\u2019ennesimo incidente sul lavoro, e l\u2019ultimo ha visto coinvolto un operaio lametino. Formulando i migliori auguri di guarigione a questo sfortunato lavoratore ed alla sua famiglia vorrei sottolineare che, purtroppo, sul fronte lavoro e sicurezza &#8211;<strong> scrive Igor Colombo di Azione Identitaria Calabria &#8211;<\/strong> le cose non migliorano affatto ed anzi continuano ad andare sempre peggio. Noi di Azione Identitaria qualche anno fa, proprio nella citt\u00e0 di Lamezia Terme, abbiamo affisso dei manifesti davanti alle tre principali sigle sindacali, Cgil-Cisl-Uil, accusando le stesse organizzazioni di essere sempre state, nei confronti dei governi liberal-capitalisti che si sono succeduti in Italia, troppo morbide ed accondiscendenti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I sindacati si sono macchiati del gravissimo peccato di negligenza nei confronti degli stessi lavoratori, che da loro dovrebbero essere tutelati, ed invece sono rimasti abbandonali al precariato e ad un affermato stato di insicurezza nei luoghi di lavoro. Chiedo alla principale organizzazione sindacale, la Cgil, che fine abbia fatto quella speciale Task Force annunciata in pompa magna dal suo direttivo regionale all\u2019indomani delle vittime sul lavoro di Lorica e Delianuova e che mai ha effettivamente visto la luce, altresi invece abbiamo assistito a manifestazioni della stessa Cgil, recentemente in Calabria, a sostegno dei diritti per gli immigrati della nave Aquarius, tralasciando la tutela dei diritti dei lavoratori italiani&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Purtroppo gli incidenti, che vedono vittime gli operai sui cantieri di lavoro, non sono figli di fatalit\u00e0 bens\u00ec avvengono per l\u2019assenza di adeguate norme di sicurezza, di mancata prevenzione e di inesistenza di sistemi economici che vengano in aiuto alle piccole e medie imprese, completamente abbandonate dai governi capitalisti. Alla luce dell\u2019ultimo e grave episodio avvenuto a Lamezia Terme torno a ribadire &#8211; scrive Colombo &#8211; l\u2019urgenza di avere una legge che superi tutte le difficolt\u00e0 che ostacolano sotto vari aspetti l\u2019adozione di criteri e norme di sicurezza su tutti i luoghi di lavoro e sui cantieri, e cosi come abbiamo chiesto due anni fa in occasione del nostro blitz alle sedi sindacali di Lamezia Terme, chiediamo una legge nazionale che sia indirizzata alla socializzazione delle imprese per fare in modo che gli stessi lavoratori vigilino insieme ai loro datori di lavori ed imprenditori, affiancandoli nella conduzione delle attivit\u00e0, facendoli partecipare agli utili dell\u2019azienda stessa. La nostra proposta coincide con la visione prospettata recentemente dall\u2019imprenditore di Gioia Tauro, vessato ed avversato dalla ndrangheta, Nino De Masi, il quale l\u2019ha recentemente sottoposta al ministro del lavoro Luigi di Maio, quale antidoto per contrastare la criminalit\u00e0 organizzata sul territorio. E\u2019 di queste proposte che ci dobbiamo fare forti e non delle pratiche giaculatorie della casta sindacale che nulla ha fatto, neppure coi governi di sinistra, per frenare questa spirale tragica di incidenti sul lavoro e morti bianche&#8221;.<\/p>\n<h4>Potere al popolo: &#8220;Non si pu\u00f2 pi\u00f9 morire di lavoro&#8221;<\/h4>\n<p>Dopo l&#8217;ennesimo caso quello di Lamezia Terme che ha visto un uomo di 50 anni cadere da un\u2019impalcatura e riportare lesioni gravissime &#8220;esprimiamo tutta la nostra solidariet\u00e0 e vicinanza all\u2019operaio ferito ed alla sua famiglia. \u00c8 l\u2019ennesimo incidente sul lavoro, di quelli che in Italia si verificano quotidianamente senza nemmeno fare pi\u00f9 notizia. Dall\u2019inizio dell\u2019anno ad oggi, nel nostro Paese siamo arrivati a 389 vittime sul lavoro; per usare un termine caro ai fautori del mercato libero e senza regole, un\u2019unit\u00e0 e mezza al giorno, il che vuol dire un lavoratore e mezzo, perch\u00e9 le lavoratrici ed i lavoratori in Italia non sono altro che numeri, strumenti al servizio della legge del profitto&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La strage si consuma in un Paese che ha istituito nel 2009 un Osservatorio degli infortuni sui luoghi di lavoro, alle dipendenze dell\u2019INAIL, dove i morti costituiscono per l\u2019appunto solo numeri e percentuali. Eppure ogni giorno \u00e8 una strage senza fine di donne e uomini in carne ed ossa, una guerra non dichiarata, una mattanza silenziosa. Rivendichiamo &#8211; \u00e8 scritto nella nota di Potere al Popolo del Reventino e del Lametino &#8211; con forza l\u2019attuazione di un piano nazionale della sicurezza sul lavoro, denunciando i gravissimi limiti legislativi e strutturali, le continue inadempienze del legislatore e degli organi pubblici di controllo nelle aziende. In uno Stato dove la tecnologia e il progresso crescono ad un ritmo sempre maggiore, la posizione dei lavoratori e delle lavoratrici regredisce ad una condizione ottocentesca, nella quale condizione sono stati mortificati diritti e dignit\u00e0. In questo contesto, l\u2019aumento della precariet\u00e0, la paura di perdere il posto di lavoro, i ritmi sempre pi\u00f9 veloci e flessibili hanno contribuito a rendere meno sicuro il lavoro. In un Paese che si definisce civile non si pu\u00f2 pi\u00f9 morire di lavoro! Ci\u00f2 per noi rappresenta una vera e propria emergenza che il Governo e il Ministro del Lavoro in particolare non possono ignorare, urgenza reale rispetto alle tante presunte priorit\u00e0 enunciate dall\u2019esecutivo gialloverde.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versa in gravi condizioni l&#8217;operaio di Lamezia, caduto da un&#8217;impalcatura mentre lavorava in un cantiere. 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