{"id":95466,"date":"2018-07-10T08:44:00","date_gmt":"2018-07-10T06:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/maxi-confisca-colpito-il-patrimonio-del-clan-labate-beni-per-33-milioni-di-euro\/"},"modified":"2023-01-16T18:56:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:56:06","slug":"226769-maxi-confisca-colpito-il-patrimonio-del-clan-labate-beni-per-33-milioni-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/226769-maxi-confisca-colpito-il-patrimonio-del-clan-labate-beni-per-33-milioni-di-euro\/","title":{"rendered":"Maxi confisca, colpito il patrimonio del clan &#8220;Labate&#8221;. Beni per 33 milioni di euro"},"content":{"rendered":"<h4>La maxi confisca da 33 milioni di euro ha colpito soggetti che gli inquirenti ritengono appartengano alla cosca reggina dei Labate. In primis Michele Labate di 62 anni.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Beni mobili, immobili, imprese commerciali e disponibilit\u00e0 finanziarie; la Guardia di Finanza stamattina, con il coordinamento della Dda della Procura diretta da Giovanni Bombardieri e su richiesta dell\u2019Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Stefano Musolino, sta eseguendo un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale locale che ha colpito in primo luogo Michele Labate, 62 anni, considerato come un esponente di vertice dell\u2019omonima cosca insieme al fratello Pietro, che annovera condanne irrevocabili, tra l\u2019altro, per associazione per delinquere di tipo mafioso ma anche Pietro Labate, 67 anni, gi\u00e0 Sorvegliato Speciale e latitante per lunghi periodi, che nel corso del 2015 \u00e8 stato sottoposto a fermo dal Gico per intralcio alla giustizia aggravato dalle finalit\u00e0 e modalit\u00e0 mafiose. A lui sono state contestate infatti minacce ad una testimone in un importante processo in corso proprio nei confronti del fratello Michele e di altri esponenti della cosca, per indurla alla falsa testimonianza. Reato per il quale \u00e8 stato condannato, con sentenza confermata in Appello nel 2016, a 5 anni di reclusione.<\/p>\n<p>La confisca di oggi, poi, colpisce i fratelli Giovanni e Pasquale Remo, condannati a 15 anni, con sentenza definitiva, per concorso in associazione per delinquere di tipo mafioso. I sigilli sono stati apposti anche al patrimonio immobiliare degli eredi di Antonio Finti (cl. \u201942), imprenditore reggino deceduto nel 2014 dopo la ricostruzione della sua \u201cvicinanza\u201d ai Labate grazie ai riscontri eseguiti sulle dichiarazioni fornite da un collaboratore di giustizia che lo indicavano come \u201csoggetto a disposizione della cosca\u201d e \u201cdeputato al reimpiego dei proventi illeciti attraverso acquisizioni immobiliari\u201d.<\/p>\n<h3>Il clan Labate e il settore della carne<\/h3>\n<p>L\u2019esistenza e l\u2019operativit\u00e0 della cosca \u201cLabate\u201d, nei quartieri di Gebbione e Sbarre della zona sud di Reggio Calabria, sarebbe stata pi\u00f9 volte accertata con pi\u00f9 di una pronuncia gi\u00e0 passata in giudicato. In particolare gli inquirenti hanno riconosciuto il ruolo di primo piano di Michele Labate e del fratello Pietro, e il controllo assoluto &#8211; gi\u00e0 dal lontano 1987 &#8211; della gestione delle attivit\u00e0 economiche, soprattutto nel settore del commercio della carne. In questo contesto le investigazioni economico-patrimoniali delegate dalla Dda al Gico, oltre a delineare la presunta<strong> \u201cpericolosit\u00e0 sociale qualificata\u201d<\/strong> di Michele Labate e dei fratelli Pasquale e Giuseppe Remo, avrebbero permesso di definire le loro aziende come \u201cimprese mafiose\u201d in quanto nate e accresciutesi \u201csfruttando il potere mafioso della cosca Labate per sbaragliare la concorrenza, per imporsi sul mercato, per procurarsi clienti, con totale alterazione delle regole della concorrenza, finendo per operare nella zona di competenza in posizione sostanzialmente monopolistica\u201d. A tal riguardo, attraverso articolati accertamenti e l\u2019acquisizione di diversa documentazione come contratti di compravendita di beni immobili, quote societarie, atti notarili, ecc., sono state ricostruite tutte le transazioni economiche effettuate da<strong> Labate e dai Remo negli ultimi 30 anni<\/strong>. Secondo gli investigatori i loro investimenti come quelli dei familiari, sarebbero stati effettuati con del denaro ritenuto di provenienza delittuosa, in quanto derivante da una \u201cattivit\u00e0 imprenditoriale svolta secondo modalit\u00e0 mafiose\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda Antonio Finti, sebbene non sia mai stato direttamente coinvolto in procedimenti penali associazione a delinquere di tipo mafioso o per altri, l\u2019esistenza del suo profilo di pericolosit\u00e0 sociale qualificata sarebbe stata accertata attraverso diversi riscontri alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. I Finanzieri, ricostruendo i flussi finanziari e le vicende economiche del suo intero nucleo familiare sin dal 1972, avrebbero scoperto che gli investimenti immobiliari effettuati nel tempo sarebbero stati del tutto sproporzionati rispetto alle risorse lecite disponibili.<\/p>\n<p>Alla luce di tutto ci\u00f2, il Tribunale ha cos\u00ec disposto di sottoporre alla Sorveglianza Speciale Michele Labate, Pasquale e Giovanni Remo, e Pietro Labate (che \u00e8 considerato il boss dell\u2019omonima cosca), e di confiscare appunto il patrimonio riconducibile a tutti e tre come anche ai relativi nuclei familiari, oltre che agli eredi di Antonio Finti. Si tratta di beni il cui valore ammonta a circa <strong>33 milioni di euro<\/strong> e costituiti dal patrimonio e dalle quote sociali di cinque complessi aziendali, 62 immobili (tra fabbricati e terreni) a Reggio Calabria, tre autoveicoli e rapporti finanziari-assicurativi oltre che disponibilit\u00e0 finanziarie. Con la confisca di oggi il valore del patrimonio sottratto alla \u2018ndrangheta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria negli ultimi 18 mesi, sale cos\u00ec ad <strong>oltre 630 milioni di euro.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maxi confisca da 33 milioni di euro ha colpito soggetti che gli inquirenti ritengono appartengano alla cosca reggina dei Labate. In primis Michele Labate di 62 anni.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":95467,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-95466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=95466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/95466\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/95467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}