{"id":95614,"date":"2018-07-12T20:13:23","date_gmt":"2018-07-12T18:13:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/comune-accordo-ditte-e-funzionari-comunali-gestivano-appalti-e-soldi\/"},"modified":"2023-01-16T18:56:16","modified_gmt":"2023-01-16T17:56:16","slug":"227326-comune-accordo-ditte-e-funzionari-comunali-gestivano-appalti-e-soldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/227326-comune-accordo-ditte-e-funzionari-comunali-gestivano-appalti-e-soldi\/","title":{"rendered":"&#8220;Comune Accordo&#8221;, ditte e funzionari comunali gestivano appalti e soldi"},"content":{"rendered":"<h4>Oltre 155 mila euro spesi per acquistare 42 panchine con un costo reale poco meno di mille euro; 170 mila euro per costruire un palazzo al posto di una strada cancellata completamente per il piacere dell&#8217;imprenditore. L&#8217;ufficio tecnico comunale distribuiva per tutti il pane quotidiano<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227332 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180712_115532-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\">CORIGLIANO (CS) &#8211; 40 misure personali, 5 in carcere, 18 ai domiciliari, 10 con obbligo di presentazione alla Pg, 7 sospensioni dal pubblico servizio: 55 in tutto gli indagati. Sono stati impiegati 150 uomini 50 autovetture e reparti esterne alla provincia: coinvolte aziende operanti anche al di fuori come a Pesaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Bari, Firenze, Cir\u00f2 Marina, Petilia Policastro ed altri. Sequestrate 11 societ\u00e0 coinvolte per un valore di circa 9 milioni di euro. Pi\u00f9 in particolare: 5 imprenditori costituivano il nucleo costituivo e organizzativo dell\u2019associazione a delinquere, finiti agli arresti in carcere. Arresti domiciliari per ulteriori 18 tra imprenditori e pubblici funzionari, tra cui anche un ex assessore ai lavori pubblici. Nei confronti di 10 tra imprenditori e pubblici dipendenti \u00e8 stata disposta la misura dell\u2019obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre nei riguardi di 7 pubblici funzionari \u00e8 stata disposta la sospensione dal pubblico servizio.<\/p>\n<p>Imprenditori, professionisti e pubblici funzionari dipendenti del Comune di Corigliano Calabro (CS), ritenuti responsabili di reati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d\u2019asta, frode nelle pubbliche forniture, falso ideologico, abuso d\u2019ufficio e corruzione. Le indagini, durate circa un anno e 6 mesi, hanno consentito di ricostruire le dinamiche relative alla gestione degli appalti pubblici in particolare nel Comune di Corigliano Calabro delineando l\u2019esistenza di un vero e proprio centro di potere criminale costituito da un \u201ccartello\u201d di societ\u00e0 ed imprese che condizionavano le procedure di gara di aggiudicazione ed esecuzione beneficiavano dell\u2019atteggiamento compiacente e colluso di pubblici funzionari.<\/p>\n<p>42 panchine del costo unitario di 860 euro in realt\u00e0 il comune le ha pagate 3700 euro l\u2019una; strade chiuse per costruire palazzi ad un costo di 170 mila euro, funzionari comunali che peroravano direttamente la causa di imprese presso l\u2019autorit\u00e0 di bacino, societ\u00e0 di servizio che assicuravano la vittoria almeno ad una ditta del cartello e in ogni caso si assicurava un contentino a tutte le ditte. Questi sono solo alcuni degli episodi raccontati dagli inquirenti durante la conferenza stampa tenutasi presso il comando provinciale della Guardia di Finanza alla presenza del Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro Otello Lupacchini, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari Eugenio Facciolla; Comandante Provinciale Guardia di Finanza Cosenza il colonnello Marco Grazioli; Ten. Col. Valerio Bovenga, Comandante del Gruppo Sibari; Cap. Francesco Coppola, Comandante della Compagnia di Rossano; Lgt. cs Domenico Allevato, Comandante della Tenenza di Corigliano Calabro.<\/p>\n<h2>LA CONFERENZA STAMPA<\/h2>\n<p>Il comandante provinciale della Guardia di Finanza Grazioli ha ringraziato il procuratore generale Lupacchini e il procuratore della repubblica di Castrovillari Facciolla. \u00abUn servizio importante per il nostro territorio e frutto della eccezionale sinergia tra autorit\u00e0 giudiziaria e la nostra Procura della Repubblica di Castrovillari e del corpo dei nostri militari, i reparti della sibaritide che si sono uniti in uno sforzo inusuale: il gruppo di Sibari, la compagnia di Rossano, la tenenza di Corigliano e poi Montegiordano, sotto la direzione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria che, straordinariamente, ci ha supportato ed ha diretto l\u2019attivit\u00e0\u00bb<\/p>\n<h2>Lupacchini: il rispetto delle regole<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-227339 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/comuneaccordo7-440x247.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"221\" title=\"\">\u00abLa mia presenza qui \u00e8 come testimonianza della seriet\u00e0 del lavoro che \u00e8 stato svolto in perfetta sinergia tra la procura di Castrovillari che ha diretto le indagini e la Guardia di Finanza che ha condotto gli accertamenti portando ad una pluralit\u00e0 di misure cautelari \u2013 precisa il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro Otello Lupacchini &#8211; . Voglio precisare che si tratta di un punto di partenza e non gi\u00e0 di u punto d\u2019arrivo, non fosse per il fatto che la Costituzione prevede e presume la non colpevolezza degli indagati, sino a sentenza definitiva di condanna. Laddove invece molto spesso queste cerimonie sembrano un punto di arrivo di un\u2019attivit\u00e0 che invece e ancora tutta da svolgere, realizzare, sottoposta ad una serie di controlli successivi fino alla Cassazione. Di conseguenza le conclusioni dovrebbero tirarsi solo allora e solo allora dovrebbero farsi i conti. Purtroppo queste cerimonie servono ad autoincensarsi senza preoccuparsi di quello che sar\u00e0 poi il risultato e spesso abbiamo visto \u2013 non \u00e8 il caso di questa operazione \u2013 finiscono poi in fumose e torbide bolle di sapone che lasciano attorno a se macerie morali, culturali, personali, familiari, senza aver conseguito quello che \u00e8 lo scopo della legge: accertare in positivo il dovere di punire. Questo \u00e8 quello che volevo preliminarmente dire perch\u00e9 mi sembra importante, altrimenti ci troveremmo qui a celebrare un qualcosa che \u00e8 di l\u00e0 da venire perch\u00e9 bisogna attendere il Processo per sapere cosa succeder\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ci troviamo qui anche per testimoniare un impegno per portare fuori quello che erano conoscenze in maniera del tutto casuale o forse anche per coprirsi le spalle da parte di qualcuno che denunciava anomalie nella pubblica amministrazione per poter dire \u201cmanco mai succedesse qualcosa, io l\u2019avevo detto, io vi avevo informato\u201d. Dipende poi come si era data l\u2019informazione, a chi si era data. Partiamo dalla denuncia di un sindaco dislocata rispetto all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, sulla quale l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria \u00e8 intervenuta disponendo una serie di deleghe di indagine. Ha trovato la collaborazione piena e competente da parte della Guardia di Finanza. Non ha guardato in faccia a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227353 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/operazione-comune-accordo-440x240.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"240\" title=\"\">nessuno, perch\u00e9 questo \u00e8 un altro aspetto che molto spesso caratterizza la sicofantia piuttosto che l\u2019accertamento giudiziario e l\u2019ha portato ad evidenziare una serie non di anomalie ma di fatti potenzialmente costituenti reato e responsabilit\u00e0 personali che come dicevo sono tutte da accertare dei quali comunque segnalano\u00a0 un rapporto malato tra comunit\u00e0, pubbliche amministrazioni, cartelli di imprese ed individui che rivestono pubbliche funzioni e che queste pubbliche funzioni\u00a0 finiscono per dislocare rispetto a quella che \u00e8 la loro finalit\u00e0 in un rapporto malato con la corruzione. E\u2019 questo il primo passo per andare al di l\u00e0 di quelle che sono i fenomeni di accomunazione originaria di cui spesso noi puntiamo gli obiettivi e non guardare invece quelle che sono le anomalie, le deficienze, le deviazioni di quelle che sono le Istituzioni chiamate a rispettare la legge; questo \u00e8 il senso della legalit\u00e0 che se ne fa un gran parlare ma ritengo non si abbia una idea chiara di cosa la legalit\u00e0 sia: rispetto delle regole che oggi viene fatto strame.<\/p>\n<p>Ritengo per aver letto le 900 e pi\u00f9 pagine dell\u2019ordinanza di custodia cautelare che il rispetto delle regole vi sia stato: \u00e8 stata formulata una incolpazione perch\u00e9 d\u2019imputazione non possiamo ancora parlare; una incolpazione rispetto alla quale \u00e8 stato raccolto un compendio probatorio notevole; raccolto con competenza e conoscenza. E\u2019 stata formulata una richiesta di misure cautelari; \u00e8 stata operata una valutazione puntale precisa coerente non parcellizzata per addivenire alla conclusione provvisoria di una indagine che da questo momento non arriva ma parte verso altri approdi dell\u2019accertamento processuale. Di questa attenzione posta nel lavoro, evocata come rispetto, sin da questo momento, e da qui in poi ancora maggiore delle regole del giusto processo, non posso che ringraziare gli autori del risultato oggi conseguito che auspico possa avere le sue conseguenti valutazioni successive conformi nel rispetto delle regole\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Facciolla: le ditte del cartello erano sicuri di potersi aggiudicare e controllare le gare<!--nextpage--><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227341 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/comuneaccordo9-440x247.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"247\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abRingraziamenti sentiti da parte del Procuratore capo della Repubblica di Castrovillari per il procuratore Generale \u00abattento alle dinamiche sul territorio di sua competenza. Le parole del Procuratore generale sono significative sul fatto che c\u2019\u00e8 una reale vigilanza e controllo sulle attivit\u00e0 in essere. Ringrazio la guardia di Finanza e i collaboratori \u201cquotidiani\u201d della Guardai di Finanza di Sibari, il capitano della compagnia di Rossano, la tenenza di Corigliano, collaboratori che non dicono mai di no. Questa indagine nasce per la stretta collaborazione non solo con le forze dell\u2019ordine e la magistratura ma con il prefetto di Cosenza, Tomao, al quale va il mio personale ringraziamento per la preziosa collaborazione che ha dato in questi anni in cui sono alla guida della Procura di Castrovillari e anche in precedenza perch\u00e9 l\u2019esposto da parte del sindaco di Corigliano (oggi ex sindaco Giuseppe Geraci) con la quale si segnalava in maniera anomala (perch\u00e9 queste denunce vanno presentate alla Procura della Repubblica), che erano sempre le stesse ditte ad occuparsi dei lavori pubblici o direttamente o indirettamente quando c\u2019erano altre ditte a vincere le gare , comunque poi di fatto eseguivano sempre le stesse i lavori.<\/p>\n<p>Questa segnalazione \u00e8 giunta sul mio tavolo dal prefetto di Cosenza ed \u00e8 stata sviluppata poi dalla Guardia di Finanza. Abbiamo iniziato a verificare non solo che era vero ci\u00f2 che era stato segnalato ma c\u2019era una particolare ricorrenza anche fuori il territorio di Corigliano. La dinamica era la stessa: c\u2019era una sorta di modus operanti identico per varie gare d\u2019appalto; si concordavano le offerte con la percentuale di ribasso e si creavano le condizioni per aggiudicare ad una o all\u2019altra ditta quella che era la gara in questione. Quando ci\u00f2 non succedeva o per errore o perch\u00e9 capitava che usciva qualcuna con una offerta diversa, magari si aggiudicava poi i lavori, la ditta estromessa veniva accontentata con il riconoscimento di un 5% senza fare i lavori perch\u00e9 in realt\u00e0 i lavori venivano eseguiti dalle stesse ditte del cartello che gestivano questo tipo di situazioni.<\/p>\n<h2>Il guadagno e a cosa portava il meccanismo<\/h2>\n<p>I lavori venivano eseguiti male, a risparmio, con il complicato meccanismo di nolo di personale e macchinari che faceva s\u00ec che si creava movimento tra la ditta che avrebbe dovuto fare l\u2019appalto e quella che materialmente lo realizzava. Tutto questo in violazione delle norme del codice penale Frode di pubblica fornitura, turbativa d\u2019asta, abuso d\u2019ufficio ma soprattutto un meccanismo di elusione del codice degli appalti: il divieto di subappalto veniva sistematicamente eroso, superato, aggirato e anche i limiti imposti dalla legge per il quantitativo di lavorazione che possono essere dati in subappalto, a cottimo, all\u2019esterno, da parte della ditta appaltatrice veniva completamente disatteso. Questo il panorama generale<\/p>\n<h2>Il capo fila: l\u2019ufficio tecnico del comune di Corigliano<\/h2>\n<p>Attivate iniziative soprattutto intercettazioni ambientali all\u2019interno del comune di Corigliano ci hanno consentito di comprendere come fosse possibile attuare il meccanismo: non era l\u2019operativit\u00e0 da parte di soggetti esterni, di imprenditori, ma era anche qualcosa in pi\u00f9 che trovava la sua sponda nell\u2019ufficio tecnico del comune. Ci sono conversazioni che abbiamo captato in occasioni di aggiustamenti di alcune pratiche di gara, sistemare offerte, percentuali, ecc. sono indicative per quelle che erano le attivit\u00e0 del sodalizio che controllava gli appalti e tutto ci\u00f2 che era il territorio dal punto di vista della collettivit\u00e0.<\/p>\n<h3>Le gare di appalto, le 42 panchine pagate a 3700 euro cadauno e il palazzo costruito al posto della strada<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227352 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/resize-440x193.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"193\" title=\"\">Sono undici gare: si va dai loculi del cimitero, alle condotte idriche, ai lavori di moderazione del rischio idrogeologico, lavori stradali, bitumazioni, rattoppi stradali di particolare importanza posti in essere per buche ed estemporanee e in una zona dove la scorsa estate ha perso la vita un ragazzino di undici anni dove in queste buche era finito con la bicicletta. Questo per dire che il danno molte volte non si produce solo alla pubblica amministrazione ma alla vita di relazioni all\u2019esterno delle nostre case. Ulteriore indicazione delle gare, per esempio dell\u2019arredo urbano che sono panchine, fioriere: abbiamo verificato come nella nota piazza Salotto di Corigliano , una piazza un po\u2019 il fiore all\u2019occhiello\u00a0 della cittadina, sono state allocate 42 panchine del costo unitario di 860 euro in realt\u00e0 il comune le ha pagate 3700 euro l\u2019una. Ma il dato soprattutto significativo un comune del Nord Italia che ha preso le stesse panchine le ha pagate al costo di 860 euro\u2026questa la dice lunga del danno alle casse comunali e alla collettivit\u00e0. Un\u2019altra vicenda che ha a che fare con la piazza Salotto: un imprenditore destinatario di provvedimenti emessi dal Gip ha realizzato un palazzo prospicente una via comunale che viene chiusa dalla stessa amministrazione comunale per consentire la realizzazione di una scalinata di accesso a questo palazzo che altrimenti avrebbe avuto una via e le macchine di passaggio a dare fastidio. La via \u00e8 stata letteralmente cancellata per la scalinata per un costo totale di 178 mila euro a carico delle casse del Comune.<\/p>\n<p>Mi sono soffermato su quelli che sono gli aspetti pi\u00f9 emblematici, ma ci sono le conversazioni che indipendentemente da chi partecipa e si aggiudica la gara si sente dire \u201ctanto il lavoro lo facciamo noi\u201d. Sembra emergere dalla nostra attivit\u00e0 captativa un accordo generalizzato tra nord e sud, cio\u00e8 le imprese che partecipano dal nord qui da noi, per rientrare nel discorso della soglia e portare quell\u2019indice percentuale che consente di aggiudicare all\u2019uno o all\u2019altro aderente al cartello, viene rispettato anche per gare fatte al nord Italia con la partecipazione delle nostre ditte alle gare che si fanno in quella zona. Questo la dice lunga non solo come operavano questo meccanismo ma su come erano sicuri di potersi aggiudicare e controllare le gare.<\/p>\n<h2>Chi non si aggiudicava la gara veniva accontentato<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-227354 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vlcsnap-error742-376x192.png\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"192\" title=\"\">In ogni caso chi per errore si aggiudicava una gara veniva accontentato e questo mi piace evidenziarlo, nessuno imprenditore pur essendosi aggiudicato una gara non ha mai denunciato, non ha mai portato avanti i lavori o \u201c\u00e8 stato costretto\u201d; era un meccanismo in cui tutti ci guadagnavano: i funzionari dell\u2019ufficio tecnico, i direttori dei lavori incaricati perch\u00e9 in alcuni casi abbiamo verificato che mentre si esercitava la funzione pubblica di responsabili\u00a0 di una di queste opere pubbliche contemporaneamente una delle ditte aderenti al cartello conferiva un altro incarico. Un meccanismo che ha funzionato fin troppo bene nel corso degli anni. Per dare il senso di mancanza di autocontrollo di legalit\u00e0 che \u00e8 andato oltre perch\u00e9 c\u2019erano queste collusioni di interessi, addirittura quando si parlava di variante approvata o un problema di natura idrogeologica per lo spostamento di una condotta direttamente il responsabile dell\u2019ufficio tecnico si \u00e8 fatto promotore nell\u2019interesse della ditta recandosi a Catanzaro presso l\u2019Autorit\u00e0 di bacino. Era un contesto fuori da ogni schema operativo della pubblica amministrazione\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Bovenga: una societ\u00e0 ad hoc gestiva le gare garantendo la vittoria alle componenti del cartello<!--nextpage--><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-227340 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/comuneaccordo8-440x247.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"247\" title=\"\">28 imprese che hanno creato un sistema che accontentava un po\u2019 tutti che riusciva a funzionare nonostante le criticit\u00e0 delle varie imprese c\u2019era anche una ripartizione territoriale. Si fa riferimento ad una linea tracciata su una cartina geografica dell\u2019Italia sul Molise. Questa linea geografica in cui si divideva l\u2019Italia in nord e sud dicendo \u201cqui agisco io\u201d. Qui si d\u00e0 l\u2019idea della strutturazione del sistema tanto che si era costituita una societ\u00e0 ad hoc di servizi posta da tre &#8211; quattro addetti delle singole aziende che facevano una specie di regia del cartello delle singole imprese per poter presentare contestualmente e massicciamente le domande di partecipazione alle gare di appalto garantendo la vittoria ad una delle componenti del cartello. Il dato desolante \u00e8 che questo sistema era risultato quasi perfetto grazie all\u2019apporto dato dai funzionari dell\u2019ufficio tecnico del comune. Abbiamo otto funzionari pubblici coinvolti che in alcuni casi non hanno adoperato controlli e in altri agevolavano il sistema. Molti dei ribassi garantiti da queste aziende erano elevati perch\u00e9 in corso d\u2019opera venivano approvate delle varianti con l\u2019appoggio dei funzionari coinvolti che superavano il limite previsto dalla legge che prevede in alcuni casi il 5, in altri il 30% dell\u2019appalto fino all\u201980% o all\u2019intero valore dell\u2019appalto. Con questi aumenti anche di inutili valori non previsti e non urgenti ricambiavano l\u2019azienda per il ribasso notevole con cui si era aggiudicato l\u2019appalto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI ANCHE<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5357\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u201cComune Accordo\u201d, imprese controllavano gare d\u2019appalto per milioni di euro (NOMI e VIDEO)<\/span><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre 155 mila euro spesi per acquistare 42 panchine con un costo reale poco meno di mille euro; 170 mila euro per costruire un palazzo al posto di una strada cancellata completamente per il piacere dell&#8217;imprenditore. 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