{"id":95887,"date":"2018-07-21T07:20:20","date_gmt":"2018-07-21T05:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/il-gioco-dazzardo-ha-rovinato-mio-padre-e-la-mia-famiglia-la-storia-di-jessica\/"},"modified":"2023-01-16T18:56:35","modified_gmt":"2023-01-16T17:56:35","slug":"228263-il-gioco-dazzardo-ha-rovinato-mio-padre-e-la-mia-famiglia-la-storia-di-jessica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/228263-il-gioco-dazzardo-ha-rovinato-mio-padre-e-la-mia-famiglia-la-storia-di-jessica\/","title":{"rendered":"Il gioco d&#8217;azzardo ha rovinato mio padre e la mia famiglia: la storia di Jessica"},"content":{"rendered":"<h4><span style=\"color: #000000;\">Questa \u00e8 la storia di Jessica, ragazza cosentina che vive il dramma di occuparsi da sola della grave ludopatia del padre da 20 anni: &#8220;chi non vive il problema non pu\u00f2 comprendere. Il gioco d\u2019azzardo ha il potere di distruggere le persone e le loro famiglie prendendo in ostaggio le loro vite&#8221;. Ma non bisogna arrendersi e non ci si deve vergognare\u00a0<!--more--><\/span><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">COSENZA &#8211; Jessica ha <strong>32 anni, vive a Cosenza<\/strong> e quando ci accoglie nel suo studio ha tra le mani una macchina fotografica. Accenna un sorriso quando ci racconta della sua grande passione diventata poi un lavoro. Ma\u00a0nei suoi occhi e nelle sue parole c&#8217;\u00e8 tutta la sofferenza di chi da anni, combatte contro un male oscuro, quasi invincibile. L&#8217;hanno chiamata<strong> &#8220;la droga del XXI secolo&#8221;,<\/strong> perch\u00e9 la ludopatia \u00e8 a tutti gli effetti una <strong>dipendenza<\/strong>, una patologia.\u00a0 Se entri nel tunnel\u00a0del gioco d&#8217;azzardo, solitudine e isolamento ti portano a cancellare la tua vita e quella dei tuoi affetti pi\u00f9 cari.\u00a0La dinamica di una famiglia che vive la piaga del gioco d&#8217;azzardo ce la racconta proprio <strong>Jessica,<\/strong> che <strong>da anni lotta per aiutare suo padre<\/strong>. Una sorta di inferno dantesco dove da una parte c&#8217;\u00e8 il giocatore, che in modo compulsivo cancella la sua esistenza,\u00a0diventando un invisibile. Passa ore ed ore a giocare fino a spendere tutto, arrivando spesso a indebitarsi. E in molti finiscono nelle mani dei &#8220;cravattari&#8221;. Dall&#8217;altra ci sono i familiari: madri, mogli e appunto figli, che si annientano psicologicamente e fisicamente, tentando ogni strada possibile ma spesso senza risultati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nonostante la crisi, la povert\u00e0 e la carenza di lavoro,<strong> in Calabria e nella nostra citt\u00e0, il gioco d&#8217;azzardo \u00e8 una piaga diffusissima<\/strong>. La voglia di riscatto sociale, quella di avere una vita agiata o semplicemente di vincere e poi giocare nuovamente, viene affidata ad una macchinetta, un tavolo da poker, ai numeri del lotto o ad un gratta e vinci.\u00a0Il pensiero ricorrente \u00e8 sempre lo stesso:<strong> &#8220;se scommetto ogni tanto, cosa potr\u00e0 mai accadere di cos\u00ec grave?<\/strong>&#8220;. Ed \u00e8 da questa convinzione che nasce l\u2019inganno,che porta alla rovina non solo economica, ma affettiva e sociale.\u00a0L\u2019azzardo \u00e8 costruito appositamente per attirare le persone in una sorta di trappola. Se ci pensate,<strong> persino le sale dedicate al gioco d\u2019azzardo sono studiate per isolare<\/strong> e limitare il dialogo e il giocatore si ritrova per ore incollato allo schermo o con la testa china su un biglietto. L&#8217;azzardo distrugge le relazioni, e scatena tutta una serie di conseguenze: bugie, frustrazioni, aggressivit\u00e0 e solitudine. Ecco perch\u00e9 mette in crisi le famiglie che per sanare debiti o per non ritrovarsi davanti all&#8217;aggressivit\u00e0 del giocatore compulsivo, non riescono pi\u00f9 a fare la spesa o a pagare le bollette.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel corso degli ultimi anni sono nate diverse associazioni in Italia e sono state promosse numerose tavole rotonde, incontri, convegni, momenti di sensibilizzazione&#8230;<strong> e in Calabria? A Cosenza?<\/strong>\u00a0Ci si pu\u00f2 rivolgere solo al Sert, che per\u00f2 non cura certamente questo problema con il metadone. Servirebbe costanza, impegno, personale h24 e competenze in materia.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\">La storia di Jessica<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-228894 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ludopatia.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"268\" title=\"\">Ma chi pu\u00f2 aiutare ad affrontare questa malattia? Uno psicologo, lo psichiatra o un terapeuta, ovviamente a pagamento, che comunque non risolve il problema di chi, come Jessica sta tentando di arginare<strong> 20 anni di gioco compulsivo<\/strong> di suo padre. Giocatore cronico che dovrebbe essere affidato ad una struttura, che lo tenga in una sorta di isolamento dalle tentazioni e che lo segua in un percorso concreto di riabilitazione. Ma tutto ci\u00f2 qui, in Calabria nella nostra citt\u00e0, non esiste. <strong>La storia di Jessica\u00a0\u00e8 comune a molte famiglie<\/strong> che spesso si vergognano di quello che vivono, e che invece devono <strong>tenere alta la testa e combattere.<\/strong> Ci ha contattati perch\u00e9 vuole far capire che nell&#8217;affrontare questo problema, innanzitutto, non c&#8217;\u00e8 da vergognarsi e poi perch\u00e8 non ha ricevuto l&#8217;aiuto di nessuno, a partire dai familiari che hanno persino provato a sminuire il problema, finendo alle istituzioni. E&#8217; una ragazza dal carattere apparentemente forte, ma la sua fragilit\u00e0 viene fuori quando mi parla di suo padre. Con gli occhi lucidi\u00a0 che trattengono le lacrime mi racconta di come\u00a0la sua vita sia cambiata praticamente da bambina. <strong>Aveva 15 anni quando si \u00e8 trovata risucchiata in questo assurdo vortice.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8220;Sono convinta che dietro a questo problema ci sia qualcosa di genetico, di ereditario. Mio\u00a0padre ha iniziato a giocare quando ero piccola. Prima nel periodo natalizio con i parenti e gli amici: il poker, i\u00a0giochi a carte&#8230; E gi\u00e0 in quelle occasioni si parlava di soldi: le prime puntate, quelle pi\u00f9 azzardose e poi addirittura le bollette. La differenza \u00e8 che questo prima si faceva a casa, adesso invece dovunque vai, trovi possibilit\u00e0 infinite di giocare&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Dalle slot machine ai giochi a premi di tutti i tipi, con estrazioni ogni cinque minuti:<\/strong>\u00a0&#8220;<strong>Io le vedo per le persone<\/strong> che, come mio padre giocano di continuo, magari vincono e giocano ancora, fino a perdere tutto.\u00a0\u00a0Nella mia famiglia tutto si \u00e8 accentuato dopo che mio padre si \u00e8 ritrovato senza lavoro per via della chiusura dell&#8217;attivit\u00e0 nella quale era impiegato. Poi h<\/span><span style=\"color: #000000;\">a iniziato a lavorare in un&#8217;altra attivit\u00e0 dove noi familiari, che prima non avevamo idea della gravit\u00e0 del problema, abbiamo scoperto tutto. <strong>Mio padre percepiva uno stipendio, ma stranamente arrivava a casa solo la met\u00e0 dei soldi.<\/strong> E<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0se prima ci raccontava che lo stipendio non lo riceveva con svariate scuse, <strong>dopo anni abbiamo scoperto che in realt\u00e0 erano solo delle bugie.<\/strong>\u00a0Si faceva dare spesso anticipi che gli servivano &#8211; diceva al suo datore di lavoro &#8211; per le medicine e con una scusa usciva per recarsi in farmacia. Uscite sempre pi\u00f9 frequenti che hanno fatto nascere i sospetti. Lo hanno seguito e scoperto. E&#8217; stato il datore di lavoro ad avvisarci, perch\u00e9 i giocatori sono bravi a nascondersi, sono molto furbi e trovano sempre il metodo per fare quello che vogliono. Ma non sanno che prima o poi tutto viene a galla. Nonostante sia stato scoperto, la situazione \u00e8 addirittura peggiorata&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-228895 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/slot.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"220\" title=\"\">&#8220;Con il passare del tempo &#8211; racconta Jessica &#8211; mia madre, dopo aver sopportato per anni, ha deciso di lasciare mio padre che ha continuato a giocare sperperando tutto. Non \u00e8 riuscito a costruire niente e noi non avevamo niente. Non avevamo una casa nostra, ma solo affitti che a volte lui non\u00a0 pagava. La cosa pi\u00f9 tragica? <strong>Ha acceso prestiti a non finire e finanziamenti per continuare a giocare.<\/strong> E mi sono chiesta anche come sia riuscito ad ottenere denaro e carte di credito? Semplicemente per garanzia della pensione? Come \u00e8 riuscito ad ottenere soldi in banca e perch\u00e8 nessuno si \u00e8 preoccupato di controllare se mio padre fosse inserito nel famoso elenco CRIF, dei cattivi pagatori? Eppure, gli hanno dato tutto. Rate su rate che non ne ho neanche idea&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8220;Il suo maledetto vizio ha finito per smembrare la nostra famiglia e non ho ricevuto aiuto da nessuno, ma io continuo a lottare e non mi vergogno di quanto mi \u00e8 accaduto nonostante i parenti non ci credano, dicono che non \u00e8 possibile che &#8220;il sangue del loro sangue&#8221; giochi tutti i suoi soldi.\u00a0 E invece negli anni, ha preso denaro in casa o faceva di tutto per trovarne chiedendo anche ad amici e conoscenti. Solo per fortuna non si \u00e8 rivolto a delinquenti o strozzini&#8221;.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #000000;\">Il lavoro, la malattia e la depressione<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8220;Mio padre ha\u00a0attraversato un<strong> profondo periodo di depressione,<\/strong> iniziata gi\u00e0 quando ha perso il primo lavoro. Poi si \u00e8 ammalato di Parkinson e le medicine hanno accentuato questo suo stato d&#8217;animo e<strong> la ludopatia si \u00e8 fortemente aggravata.<\/strong> E cos\u00ec l&#8217;ho ospitato in casa, ma ho provato a rivolgermi a tantissime strutture ed ho scoperto che per la ludopatia a Cosenza \u00e8 possibile rivolgersi solo al Sert che per\u00f2, cura in particolar modo la tossicodipendenza. Non ho trovato nessuna struttura adatta alla situazione di mio padre&#8221;.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><strong>&#8220;Io non voglio abbandonarlo\u00a0<\/strong>&#8211; spiega &#8211; ma \u00e8 possibile che non ci sia nulla qui, per curarsi da questo male?\u00a0 Non esistono strutture, tantomeno pubbliche, per <strong>monitorare, curare, seguire, aiutare a tenere lontane queste persone da possibili tentazioni,<\/strong> isolandole per certi versi dalla loro quotidiana realt\u00e0? A mio padre sono rimasta solo io e non posso lasciarlo solo perch\u00e8 la sua salute \u00e8 precaria. Spesso me la prendo con mia madre che lo ha lasciato, ma le responsabilit\u00e0 sono al 50 e 50 perch\u00e8 lui, un santo non \u00e8&#8221;.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #000000;\">La solitudine, prima durante e dopo<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>I luoghi dove si gioca sono ambienti per chi \u00e8 solo ed \u00e8 condannato a restare solo. Sono posti dove ti rendi conto che forse c&#8217;\u00e8 chi sta peggio di te<\/strong>. E la solitudine cresce quando realizzi di avere un problema, una patologia, e non trovi nessuno che ti aiuti: &#8220;Oggi, temporaneamente mio padre sta meglio ed \u00e8 in una casa di riposo che pago con la sua pensione, ma poi dovr\u00f2 prendere una decisione alternativa perch\u00e8 <strong>mio padre non \u00e8 una persona anziana, ha solo 55 anni.<\/strong> Ma cosa far\u00f2? Come potr\u00f2 evitare che mio padre continui a voler giocare? Non c&#8217;\u00e8 una struttura adatta, non c&#8217;\u00e8 una medicina, non c&#8217;\u00e8 una soluzione e ci sono migliaia e infinite tentazioni.\u00a0 Eppure <strong>ci sono centinaia di persone<\/strong> &#8211; conclude &#8211; <strong>che hanno questi problemi<\/strong> e che spesso restano a soffrire in silenzio perch\u00e8 si vergognano della loro condizione cos\u00ec come i loro familiari&#8230; ma chi le aiuta? Ci sono famiglie distrutte, mogli costrette a dare soldi ai mariti, madri e padri che non sanno come gestire i figli. Si organizzano convegni, tavole rotonde, proposte di legge, ma in concreto e soprattutto qua nel nostro territorio vige il menefreghismo, come dire &#8220;il problema \u00e8 tuo e te lo risolvi&#8221;. Ma <strong>questa patologia non \u00e8 uno scherzo, non \u00e8 una stupidaggine.<\/strong> E&#8217; un incubo che nel tempo distrugge e si prende tutto. Ma nel mio caso, non il coraggio di andare avanti&#8221;.<\/span><\/p>\n<h3>Il Serd: &#8220;Chiediamo a Jessica di rivolgersi a noi&#8221;<\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-228940 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sert-cosenza.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"336\" title=\"\">Il Serd, non pi\u00f9 Sert (perch\u00e8\u00a0 riguarda i servizi per curare le dipendenze) ha voluto precisare in merito: &#8220;A Jessica volevamo chiedere di rivolgersi a noi, perch\u00e8 siamo in grado di occuparci della cura di questo tipo di dipendenza ovvero della patologia del gioco d&#8217;azzardo. Per questo c&#8217;\u00e8 un&#8217;equipe specializzata con uno psicologo, uno psichiatra e un operatore. Lavoriamo molto bene e possiamo assicurarle che le strutture esistono. Abbiamo la possibilit\u00e0 di seguire in loco la persona affetta da ludopatia e anche contatti con comunit\u00e0 terapeutiche che hanno aperto &#8220;moduli&#8221; per chi \u00e8 dipendente dal gioco d&#8217;azzardo; tutto gratuito e con tempi d&#8217;attesa a zero&#8221;.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di Jessica, ragazza cosentina che vive il dramma di occuparsi da sola della grave ludopatia del padre da 20 anni: &#8220;chi non vive il problema non pu\u00f2 comprendere. Il gioco d\u2019azzardo ha il potere di distruggere le persone e le loro famiglie prendendo in ostaggio le loro vite&#8221;. 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