{"id":96086,"date":"2018-07-23T06:11:08","date_gmt":"2018-07-23T04:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/mare-goletta-verde-in-calabria-su-22-punti-monitorati-oltre-la-meta-risultano-inquinati\/"},"modified":"2023-01-16T18:56:49","modified_gmt":"2023-01-16T17:56:49","slug":"229020-mare-goletta-verde-in-calabria-su-22-punti-monitorati-oltre-la-meta-risultano-inquinati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/229020-mare-goletta-verde-in-calabria-su-22-punti-monitorati-oltre-la-meta-risultano-inquinati\/","title":{"rendered":"Mare, Goletta Verde: in Calabria su 22 punti monitorati oltre la met\u00e0 risultano inquinati"},"content":{"rendered":"<h4>Il monitoraggio di Goletta Verde che ritiene critica la situazione alle foci di fiumare e torrenti e persino nell\u2019Area marina protetta Capo Rizzuto. Nella provincia di Vibo Valentia in 5 casi su 6 i valori hanno dato un giudizio di \u201cfortemente inquinato\u201d con cariche batteriche elevate<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIn Calabria non possiamo pi\u00f9 tollerare l\u2019indifferenza delle istituzioni su un tema cos\u00ec importante come quello del pessimo funzionamento dei sistemi di depurazione. Sono pronti gli esposti per segnalare alle autorit\u00e0 competenti le situazioni limite al fine di avviare le dovute indagini\u201d. Quindici dei ventidue punti monitorati lungo le coste calabresi presentano cariche batteriche elevate, in prossimit\u00e0 di foci di fiumare e torrenti dove, spesso, i bagnanti ignari, vi si immergono pure, vista l\u2019assenza dei cartelli informativi relativi alla qualit\u00e0 delle acque e al divieto di balneazione. In Calabria vi sono i cosiddetti<strong> \u201cmalati cronici\u201d<\/strong> ovvero i casi <strong>dove la mancata depurazione resta un problema irrisolto da troppi anni<\/strong>. \u00c8 il caso di<strong> Isola Capo Rizzuto, in localit\u00e0 Le Castella<\/strong>, in piena Area Marina Protetta, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello. Una situazione che Goletta Verde denuncia da anni, e dove ogni volta constata la presenza di numerosi bagnanti ignari. Inoltre, in provincia di Vibo Valentia su 6 punti campionati, ben 5 sono risultati fortemente inquinati, visto che tutte le fiumare sfociavano in mare al momento del prelievo. Ricevono un giudizio di fortemente inquinato per il nono anno consecutivo anche la foce del torrente Caserta, la foce del fiume Mesima e la foce del torrente Ruffa. In provincia di Crotone, drammatica la situazione nel punto di prelievo alla foce del fiume Esaro, giudicato fortemente inquinato.<\/p>\n<p>\u00c8 impietoso il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste calabresi dall\u2019equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all\u2019informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea), presentato questa mattina in conferenza stampa al Darsena Club di Piazza Porto delle Grazie a Roccella Jonica da Serena Carpentieri, Portavoce Goletta Verde, Luigi Sabatini, Direttore Legambiente Calabria, Caterina Cristofaro, Legambiente Calabria, e Martina Raschill\u00e0, Circolo Legambiente Roccella Jonica.<\/p>\n<p>\u201cPremesso che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticit\u00e0 ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all\u2019inquinamento dei nostri mari &#8211; dichiara Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde &#8211; spiace constatare come la mancata depurazione affligga ancora in maniera drammatica il nostro Paese. \u00c8 ora di dire basta ad ogni forma di alibi, l\u2019Italia intervenga immediatamente per contrastare questa emergenza affinch\u00e9 la gestione delle acque reflue e l\u2019adeguamento del nostro sistema depurativo, insieme a progetti di qualit\u00e0 e innovativi, diventi una delle priorit\u00e0 dell\u2019agenda politica. Non sono pi\u00f9 ammessi ritardi e multe a carico della collettivit\u00e0, come quella che siamo stati condannati a pagare all\u2019Ue da 25 milioni di euro, pari pi\u00f9 30 milioni ogni sei mesi finch\u00e9 il nostro Paese non si metter\u00e0 in regola\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn Calabria \u00e8 emergenza depurativa. Non possiamo pi\u00f9 tollerare l\u2019indifferenza delle istituzioni su un tema cos\u00ec importante e delicato come quello della pessima qualit\u00e0 delle nostre acque in prossimit\u00e0 delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione \u2013 dichiara Luigi Sabatini, direttore di Legambiente Calabria &#8211; Nonostante le nostre continue vertenze, le amministrazioni calabresi hanno ignorato un problema che sta assumendo proporzioni sconcertanti e che mette a repentaglio una risorsa importante per il nostro territorio quale \u00e8 il turismo e l\u2019economia che esso genera. Ecco perch\u00e9, a fronte di una situazione insostenibile e che gi\u00e0 l\u2019anno scorso ci ha visti impegnati in prima linea nel presentare esposti rispetto a gravi casi di mancata depurazione, siamo pronti a denunciare nuovamente i responsabili di un problema che non pu\u00f2 essere risolto semplicemente con l\u2019affissione di un cartello di balneazione, provvedimento s\u00ec necessario ma non sufficiente, nella speranza di avere una qualit\u00e0 delle acque migliore rispetto a quella che bagna la nostra terra da quasi dieci anni a questa parte\u201d.<\/p>\n<h3>Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde<\/h3>\n<p>Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra il 10 e il 13 luglio 2018 prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un \u201cmaggior rischio\u201d presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all\u2019insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d\u2019acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come \u201cinquinati\u201d i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116\/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e \u201cfortemente inquinati\u201d quelli che superano di pi\u00f9 del doppio tali valori.<\/p>\n<p>Sei i punti monitorati in provincia di <strong>Reggio Calabria<\/strong>, di cui la met\u00e0 giudicati fortemente inquinati: a Reggio Calabria, in localit\u00e0 lido comunale, alla foce del torrente Caserta; a Gioia Tauro alla foce del fiume Petrace; e a San Ferdinando alla foce del fiume Mesima. Considerato inquinato, invece, il punto monitorato a Bagnara Calabra, alla foce del torrente, mentre entro i limiti i valori riscontrati a Villa San Giovanni, in localit\u00e0 lungomare Cenide, sulla spiaggia presso l\u2019omonimo lungomare, e a Bianca sulla spiaggia fronte fiumara Laverde.<\/p>\n<p>In provincia di <strong>Vibo Valentia,<\/strong> su 6 punti monitorati, 5 sono stati giudicati fortemente inquinati ovvero a Joppolo, frazione Coccorino porticello, alla foce del torrente Mandricelle; a Ricadi, in localit\u00e0 Turiano, alla foce del torrente Ruffa; a Briatico, in localit\u00e0 Piana di Vada, alla foce del torrente Murria; a Vibo Marina, Bivona, alla foce del fosso Sant\u2019Anna; e a Pizzo, Calamaio, alla foce del fiume Angitola. Entro i limiti, invece, i valori riscontrati a Marina di Nicotera, alla foce del torrente Britto.<\/p>\n<p>Tre i punti monitorati in provincia di <strong>Crotone<\/strong>, risultati tutti fortemente inquinati: a Crotone, alla foce del torrente Passovecchio e alla foce del fiume Esaro; e a Isola di Capo Rizzuto, in localit\u00e0 Le Castella, in piena Area Marina Protetta, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello.<\/p>\n<p>In provincia di <strong>Catanzaro<\/strong>, entro i limiti il punto monitorato a Montepaone lido\/Soverato, alla spiaggia presso fosso Beltrame, mentre \u00e8 risultato fortemente inquinato il campionamento effettuato a Lamezia Terme\/Gizzeria, in localit\u00e0 Marinella\/Gizzeria Lido, alla foce del torrente Spilinga.<\/p>\n<h3>Cinque i punti monitorati in provincia di Cosenza<\/h3>\n<p>Dei 5 punti monitorati nel cosentino, 3 sono stati giudicati entro i limiti, a <strong>Villapiana Lido<\/strong>, sulla spiaggia fronte canale del pescatore; a<strong> Corigliano Calabro<\/strong>, Marina di Schiavonea, spiaggia fronte torrente Coriglianeto; a <strong>Bonifati<\/strong>, in localit\u00e0 Parise, sulla spiaggia fronte fiume Parise. <strong>Inquinati<\/strong> invece i punti di prelievo a <strong>Cassano Jonio<\/strong>, Laghi di Sibari, alla foce del fiume Crati e al confine tra Calabria e Basilicata con il campione prelevato a <strong>Tortora Marina\/Castrocucco di Maratea,<\/strong> alla foce del fiume Noce.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-229024 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/dati-goletta-verde-2018.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"715\" title=\"\"><\/p>\n<p>Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c\u2019e\u0300 anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Ecco perch\u00e9 anche quest\u2019anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati \u00e8 main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l\u2019avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Calabria il Consorzio ha recuperato 2.033 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l\u2019ambiente. L\u2019olio usato &#8211; che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli &#8211; \u00e8 un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un\u2019auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l&#8217;olio usato \u00e8 anche un\u2019importante risorsa perch\u00e9 pu\u00f2 essere rigenerato tornando a nuova vita in un\u2019ottica di economia circolare: il 98% dell\u2019olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell\u2019Italia il Paese leader in Europa. \u201cLa difesa dell\u2019ambiente e in particolare del mare e dei laghi &#8211; spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi &#8211; rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L\u2019operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell\u2019ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l\u2019economia del Paese\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monitoraggio di Goletta Verde che ritiene critica la situazione alle foci di fiumare e torrenti e persino nell\u2019Area marina protetta Capo Rizzuto. 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