{"id":96190,"date":"2018-07-25T08:25:25","date_gmt":"2018-07-25T06:25:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-fortuna-degli-imprenditori-legati-al-clan-piromalli-sequestrato-un-patrimonio\/"},"modified":"2023-01-16T18:56:55","modified_gmt":"2023-01-16T17:56:55","slug":"229454-la-fortuna-degli-imprenditori-legati-al-clan-piromalli-sequestrato-un-patrimonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/229454-la-fortuna-degli-imprenditori-legati-al-clan-piromalli-sequestrato-un-patrimonio\/","title":{"rendered":"La fortuna costruita dagli imprenditori legati al clan Piromalli, sequestrato patrimonio"},"content":{"rendered":"<h4>La Guardia di Finanza di Reggio Calabria e lo Scico hanno sottoposto stamattina a sequestro il patrimonio ingente riconducibile ad un importante gruppo imprenditoriale della Piana<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Nel mirino imprenditori che nel corso degli anni sono riusciti ad accumulare la loro fortuna grazie all&#8217;abbraccio affaristico e di interesse con la maggiore cosca di &#8216;ndrangheta del mandamento tirrenico, quella dei <strong>Piromalli<\/strong>. Stamattina i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazioni Criminalit\u00e0 Organizzata, stanno eseguendo, su ordine della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, il sequestro dell\u2019ingente patrimonio riconducibile a primari imprenditori della Piana, operanti nel settore degli appalti pubblici.<\/p>\n<p>I provvedimenti di sequestro per un valore di 115 milioni di euro hanno colpito il patrimonio, costituito da imprese commerciali, beni mobili, immobili e disponibilit\u00e0 finanziarie, riconducibile a Giuseppe Bagal\u00e0 61 anni, Francesco Bagal\u00e0 di 28, Luigi Bagal\u00e0 di 72 anni e Francesco Bagal\u00e0 di 41 anni.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">VIDEO<\/span><\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Operazione - sequestro patrimonio Bagal\u00e0\" width=\"740\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/u3kL7YQ3zw8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Le figure criminali dei soggetti sono emerse nell\u2019ambito delle seguenti operazioni di polizia \u201c<strong>Ceralacca<\/strong>&#8221; conclusa con la complessiva esecuzione &#8211; tra il 2012 e il 2014 &#8211; di 25 provvedimenti restrittivi personali nei confronti di soggetti ritenuti responsabili dei reati &#8211; a vario titolo &#8211; di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libert\u00e0 degli incanti, corruzione e rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, tra cui Giuseppe e Francesc\u00f2 Bagal\u00e0, nonch\u00e9 di provvedimenti cautelari reali su 15 imprese, beni mobili, immobili e disponibilit\u00e0 finanziarie per un valore stimato in circa 48 milioni di euro.<\/p>\n<p>Al riguardo, nell\u2019ambito delle stesse indagini \u00e8 stato accertato come il gruppo criminale guidato dai fratelli Giuseppe e Carmelo Bagal\u00e0 di 59 anni, che vedeva i rispettivi figli quali primi punti di riferimento, avesse alterato numerose gare indette sia dalla <strong>SUAP di Reggio Calabria che dalla SORICAL S.p.a.<\/strong> di Catanzaro, con la complicit\u00e0 sistematica di dipendenti infedeli delle due stazioni appaltanti, con modalit\u00e0 di alterazione delle gare che mutavano a seconda della stazione appaltante coinvolta.<\/p>\n<p>Poi il coinvolgimento nell&#8217;operazione \u201c<strong>Cumbertazione<\/strong>\u201d conclusa nel 2017 con l\u2019esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 27 soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere aggravata, turbata libert\u00e0 degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici, nonch\u00e9 di provvedimenti reali cautelari su 44 aziende, per un valore complessivo pari a 224 milioni di euro.<\/p>\n<p>La citata operazione aveva disvelato le cointeressenze di gruppi imprenditoriali di Gioia Tauro (in particolare, collegati alla famiglia Bagal\u00e0) con l\u2019articolazione di \u2018ndrangheta dei Piromalli, operativa nel relativo territorio, cosca che, secondo il costrutto accusatorio, attraverso i predetti imprenditori ad essa direttamente o indirettamente riconducibili, avrebbe acquisito il controllo del settore degli appalti indetti dal Comune di Gioia Tauro e da quelli limitrofi, nonch\u00e9 da altri enti quali<strong> l\u2019ANAS S.p.A. <\/strong><\/p>\n<p>In tale indagine erano stati riscontrati<strong> sofisticati sistemi di turbativa d\u2019asta<\/strong> tra cui, un cartello composto da oltre 60 societ\u00e0 che, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, era stato in grado di turbare nel periodo 2012\/2015 almeno 27 gare indette da plurime stazioni appaltanti per un valore complessivo superiore a \u20ac. 90.000.000, nonch\u00e9 la cornice \u2018ndranghetistica in cui le vicende delittuose si erano inserite, soprattutto in virt\u00f9 dell\u2019opera del gruppo imprenditoriale dei Bagal\u00e0 che si muoveva grazie alla sua \u201cvicinanza\u201d alla cosca \u201cPiromalli\u201d.<\/p>\n<p>Altra operazione che aveva colpito i Bagal\u00e0, quella denominata \u201c<strong>Martingala<\/strong>\u201d nei confronti di un articolato sodalizio criminale dedito alla commissione di gravi delitti tra cui associazione mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all\u2019emissione di false fatturazioni, con l&#8217;aggravante &#8211; per alcuni di essi &#8211; del metodo mafioso &#8211; tra cui risultano allo stato indagati i Giuseppe e Francesco Bagal\u00e0, e conclusa nei primi mesi del 2018 con l\u2019esecuzione di 27 provvedimenti restrittivi personali nonch\u00e9 di provvedimenti cautelari reali nei confronti di 51 societ\u00e0 &#8211; anche estere &#8211; partecipazioni sociali, beni mobili e immobili, disponibilit\u00e0 finanziarie per un ammontare complessivo stimato in circa<strong> \u20ac. 119.000.000.<\/strong><\/p>\n<p>In tale contesto erano emersi rapporti tra Antonio Scimone e Antonio Barbaro, Bruno Nirta; questi ultimi indicati rispettivamente quali intranei alle cosche \u201cBarbaro\u201d detti \u201cI Nigri\u201d di Plat\u00ec e \u201cNirta\u201d detti \u201cScalzone\u201d di San Luca &#8211; e i citati Bagal\u00e0 Giuseppe e Francesco i quali, si erano associati tra loro &#8211; con l\u2019aggravante di agevolare la \u2018ndrangheta &#8211; al fine di consumare una serie indeterminata di reati connessi e conseguenti alla gestione delittuosa di flussi economici, costituendo &#8211; attraverso Scimone &#8211; societ\u00e0 all&#8217;estero al fine di riciclare fraudolentemente ingenti somme di denaro derivanti da &#8220;fondi neri&#8221; creati attraverso le proprie attivit\u00e0 illecite e giustificati da apparenti rapporti commerciali.<\/p>\n<p>Alla luce di tali risultanze, la locale DDA, dopo apposite indagini a carattere economico\/patrimoniale finalizzate all\u2019emissione di una misura di prevenzione patrimoniale ha ricostruito tutte le transazioni economiche poste in essere dai <strong>Bagal\u00e0 negli ultimi 40 anni, <\/strong>individuando i patrimoni dei quali gli stessi risultavano disporre, direttamente o indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacit\u00e0 reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonch\u00e9 le fonti illecite dalle quali i proposti avevano tratto le risorse per la loro acquisizione.<\/p>\n<p>In tale ambito, i citati Reparti individuavano con riferimento al percorso esistenziale dei soggetti nel mirino del sequestro, le condotte delittuose poste in essere, le frequentazioni, i legami parentali, i precedenti giudiziari e gli altri elementi ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi della normativa antimafia, da parte della competente A.G., del prescritto giudizio prognostico sulla pericolosit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Il Tribunale ha ritenuto che <em>\u201ca fronte di rapporti consolidati nel tempo ed intrapresi dai soggetti storici della famiglia Bagal\u00e0, Giuseppe e Luigi, con i vertici del clan Piromalli, su cui hanno in modo convergente riferito tutti i collaboratori, l&#8217;attivita\u0300 imprenditoriale del proposto e prima di lui del padre Luigi, forte di tale indissolubile legame sedimentato nel tempo \u00e8 risultata certamente funzionale alle finalita\u0300 associative di monopolio economico del territorio nel settore delle pubbliche commesse, assumendo il rapporto con la cosca un carattere biunivoco stabile, continuativo e fortemente personalizzato\u201d<\/em> .<\/p>\n<p>Complessivamente con i provvedimenti in questione \u00e8 stato <strong>disposto il sequestro<\/strong>: di 5 imprese commerciali operanti nel settore della realizzazione di grandi opere edili e infrastrutture; quote societarie relative a 6 imprese; 161 immobili (fabbricati e terreni); n. 7 autovetture e beni di lusso (n. 4 orologi); rapporti finanziari e assicurativi, nonch\u00e9 disponibilit\u00e0 finanziarie, per un valore complessivo determinato, secondo le specifiche direttive impartite dal Ministero degli Interni, in 115 milioni di euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Guardia di Finanza di Reggio Calabria e lo Scico hanno sottoposto stamattina a sequestro il patrimonio ingente riconducibile ad un importante gruppo imprenditoriale della Piana<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":96191,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-96190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96190\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96191"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}