{"id":96522,"date":"2018-08-01T15:42:42","date_gmt":"2018-08-01T13:42:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-il-boss-tradito-da-una-telefonata-per-prenotare-la-vacanza\/"},"modified":"2023-01-16T18:57:16","modified_gmt":"2023-01-16T17:57:16","slug":"230687-ndrangheta-il-boss-tradito-da-una-telefonata-per-prenotare-la-vacanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/230687-ndrangheta-il-boss-tradito-da-una-telefonata-per-prenotare-la-vacanza\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta: il boss tradito da una telefonata per prenotare la vacanza"},"content":{"rendered":"<h4>La latitanza di Simone Cuppari, 36 anni di Brancaleone, condannato il 10 luglio scorso a 28 anni di reclusione\u00a0per traffico di stupefacenti,\u00a0\u00e8 finita a Martinengo in provincia di Bergamo<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CHIETI &#8211; I contatti con la Calabria li teneva attraverso i classici &#8216;pizzini&#8217; e lui, che pure non era solito parlare a telefono, alla fine \u00e8 stato tradito proprio da una telefonata intercettata: quella con cui ha prenotato una vacanza per la settimana di Ferragosto che avrebbe dovuto trascorrere insieme a moglie e due figli a Eraclea Terme. La latitanza di Simone Cuppari, 36 anni di Brancaleone, inseguito da tre Procure ovvero L&#8217;Aquila, Pescara e Locri, condannato il 10 luglio scorso a 28 anni di reclusione dal Tribunale di Chieti per traffico di stupefacenti, \u00e8 finita ieri pomeriggio intorno alle 15 a Martinengo in provincia di Bergamo. Cuppari, capo della omonima &#8216;ndrina, elemento di spicco di un&#8217;associazione per delinquere di stampo mafioso dedita prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti e riciclaggio, con base a Francavilla al Mare (Chieti) e ramificazioni in tutta Italia e che nell&#8217;organizzazione \u00e8 considerato un &#8216;vangelista&#8217;, ovvero uno dei vertici della &#8216;ndrangheta che partecipa alle riunioni dei comitati provinciali per le decisioni, \u00e8 stato arrestato ieri dai carabinieri del nucleo investigativo di Chieti. La sua\u00a0latitanza \u00e8 durata un anno e mezzo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-230690 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Cattura-440x162.png\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"162\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I militari lo cercavano da febbraio dell&#8217;anno scorso quando riusc\u00ec a scampare al blitz con 19 arresti che port\u00f2 a smantellare una cellula &#8216;ndranghetista&#8217; in Abruzzo. Cuppari in quell&#8217;occasione riusc\u00ec a sfuggire alla cattura, ma da quel momento i carabinieri di Chieti non gli hanno dato tregua tenendo sotto controllo audio e video decine di utenze telefoniche e possibili nascondigli e soprattutto monitorando i movimenti fra la Calabria e l&#8217;aeroporto di Orio al Serio o di alcuni personaggi che, come si \u00e8 scoperto, portavano &#8216;pizzini&#8217; nell&#8217;area bergamasca che raggiungevano in aereo per poi ripartire in giornata. Cuppari, che al momento dell&#8217;arresto non ha detto un parola, viveva in una palazzina dove aveva preso in affitto un appartamento tramite un prestanome: a quell&#8217;ora era uscito forse per fare la spesa, ma i carabinieri avevano circondato l&#8217;intero edificio. L&#8217;operazione che ha portato alla cattura \u00e8 stata illustrata nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Chieti e tenuta dal vice comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise, il colonnello Antonio Buccoliero, dal comandante provinciale dell&#8217;Arma colonnello Florimondo Forleo e dal comandante del nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti, il maggiore Marcello D&#8217;Alesio.<\/p>\n<p>Veniva informato dai suoi collaboratori tramite i &#8221;pizzini&#8221; Simone Cuppari; una tecnica collaudata, quella dei pizzini, usata per comunicare anche con la moglie, durante la latitanza, oltre che per tenere sempre sotto controllo gli affari e magari dare direttive ad affiliati e fiancheggiatori. Sono oltre dieci i pizzini sequestrati, unitamente a otto telefoni, ora al vaglio dei carabinieri e che potrebbero svelare ulteriori aspetti dell&#8217;attivit\u00e0 criminale di Cuppari che nel frattempo \u00e8 rinchiuso nel carcere di Bergamo. Ai pizzini e a Cuppari i carabinieri sono arrivati, come ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, il colonnello Florimondo Forleo nel corso di una conferenza stampa, &#8221;monitorando alcuni viaggi che non avevano ragione, di alcuni calabresi che partivano per Bergamo in aereo e ritornavano in giornata, muovendosi nel territorio di Bergamo anche solo per andare a prendere il caff\u00e8 in alcuni bar. Questo &#8211; ha aggiunto Forleo &#8211; ci ha chiaramente indicato che portavano dei messaggi e che li depositavano in luoghi convenuti, i classici pizzini, per poi essere recuperati da altri affiliati&#8221;. Pizzini che venivano lasciati nei luoghi pi\u00f9 diversi: cabine telefoniche, sotto i tavolini di un bar, nelle stazioni di autobus e treni&#8221;. Alla fine Cuppari \u00e8 stato per\u00f2 tradito da una telefonata fatta per organizzare una vacanza in famiglia su una &#8221;casa mobile&#8221; fra l&#8217;11 e il 17 agosto e che gli sarebbe costata quasi 1.600 euro per sette notti, come rivela una telefonata intercettata, una telefonata determinante, effettuata molto presto il 31 luglio e che ha dato la prova ai carabinieri della presenza di Cuppari nell&#8217;appartamento di Martinengo dove lo hanno raggiunto la moglie e i due figli proprio in vista della vacanza da passare insieme.<\/p>\n<h2>Colonnello Forleo: &#8220;Una questione personale&#8221;<!--nextpage--><\/h2>\n<p>&#8220;E&#8217; un anno e mezzo che ci stavamo dietro, era un vulnus che sentivamo di avere da quando nel febbraio 2017 era scappato a una retata in occasione della prima indagine su una organizzazione mafiosa che operava in Abruzzo e Molise. Sin dall&#8217;inizio \u00e8 diventata una questione personale perch\u00e8 il capo della &#8216;ndrina in libert\u00e0 era sicuramente un potenziale pericolo: noi non ci potevamo permettere che fosse libero colui che in qualsiasi momento poteva riorganizzare e fare infiltrare la ndrangheta nell&#8217;Abruzzo e Molise&#8221;. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, il colonnello Florimondo Forleo nel corso di una conferenza stampa tenuta per illustrare l&#8217;operazione che ha portato all&#8217;arresto del 36enne calabrese Simone Cuppari, il quale si nascondeva in un appartamento di Martinengo (Bergamo). &#8220;Per questo abbiano perso tempo e risorse &#8211; ha aggiunto Forleo &#8211; abbiamo avuto l&#8217;appoggio pieno della Procura distrettuale de L&#8217;Aquila che concordava nel non poter permettere che il capo della &#8216;ndrina, quello che era anche un &#8220;vangelista&#8221; ovvero uno dei vertici della ndrangheta che partecipa alle riunioni dei comitati provinciali per le decisioni, fosse in libert\u00e0 in Italia e quindi comunque continuasse a operare in tutto il territorio nazionale. Peraltro dovevamo mandare un chiaro segnale alle organizzazioni criminali che non si deve pensare che Abruzzo e Molise sino regioni di facile conquista.<\/p>\n<h2>Il latitante non parlava al telefono, usava schede farlocche<\/h2>\n<p>Noi dopo un anno e mezzo avevamo determinato i vari obiettivi, varie abitazioni che potevano essere il rifugio del latitante &#8211; ha detto ancora il colonnello Forleo &#8211; latitante che non parlava al telefono, che usava solo come &#8220;citofono&#8221; numerose schede farlocche intestate a cittadini stranieri ma la cui voce non veniva mai intercettata. Tantissime le intercettazioni su tantissime utenze che venivano utilizzate per brevissime comunicazioni, anche solo sms, e poi venivano gettate, ecco perch\u00e9 \u00e8 stato molto difficile. Potete ben immaginare la difficolt\u00e0 nel cercare di identificare questi flussi di comunicazione: e sicuramente quando abbiamo sentito l&#8217;unica telefonata fatta dal latitante, dove contattava un resort ad Eraclea Terme per organizzare le sue ferie di Ferragosto con la moglie e i figli, sentire la voce e sentire che si stava per organizzare per le vacanze, ha dato la certezza della sua presenza in quell&#8217;abitazione e ci ha spinto a vedere di cercare di fargli risparmiare i soldi della vacanza e gliela abbiamo offerta noi nel senso che la frase classica &#8220;l&#8217;abbiamo messo al fresco&#8221; in un mese di agosto caldo come questo credo che si adatti bene al personaggio&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La latitanza di Simone Cuppari, 36 anni di Brancaleone, condannato il 10 luglio scorso a 28 anni di reclusione\u00a0per traffico di stupefacenti,\u00a0\u00e8 finita a Martinengo in provincia di Bergamo<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":96523,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-96522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96522\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}