{"id":96536,"date":"2018-08-02T07:30:06","date_gmt":"2018-08-02T05:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/donne-messaggere-di-ndrangheta-eseguite-45-misure-cautelari\/"},"modified":"2023-01-16T18:57:18","modified_gmt":"2023-01-16T17:57:18","slug":"230729-donne-messaggere-di-ndrangheta-eseguite-45-misure-cautelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/230729-donne-messaggere-di-ndrangheta-eseguite-45-misure-cautelari\/","title":{"rendered":"Donne messaggere di &#8216;ndrangheta, 45 misure cautelari. Arrestata criminologa"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda, ha portato all&#8217;esecuzione di 45 ordinanze di custodia cautelare<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Quarantacinque provvedimenti cautelari a carico di persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di droga, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati. Nel mirino i clan Grasso e Cacciola di Rosarno.<\/p>\n<p>La misura conferma l&#8217;impianto accusatorio dell&#8217;indagine, avviata nel settembre del 2017 dal Nucleo investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro, che il<strong> 9 luglio scorso aveva portato al fermo di 32 persone<\/strong>. Oltre ai destinatari del fermo, fra gli arrestati figurano altre sette persone, non destinatarie del provvedimento del 9 luglio, con ruoli di rilievo nelle due cosche di Rosarno. Dalle indagini emergono, in particolare, <strong>le responsabilit\u00e0 penali di quattro donne<\/strong>, che con le loro condotte hanno apportato, secondo l&#8217;accusa, un contributo sostanziale al perseguimento dei fini illeciti dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p>Le donne coinvolte nell&#8217;operazione sono accusate di avere favorito la veicolazione dei messaggi fra i vari affiliati, anche con quelli detenuti, e di avere gestito in prima persona le iniziative imprenditoriali avviate per riciclare il denaro ricavato dal narcotraffico. Le persone gi\u00e0 sottoposte a fermo nei confronti delle quali adesso \u00e9 stata eseguita l&#8217;ordinanza di custodia cautelare sono considerate elementi di spicco dei due clan della &#8216;ndrangheta di Rosarno, entrambe dedite alle estorsioni e all&#8217;importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hashish dalla Spagna e dal Marocco. Droga destinata a varie piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia.<\/p>\n<h3>In manette la criminologa che ha &#8216;favorito il crimine&#8217;<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-230739 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/tibullo-angela-criminologa-piccola.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"205\" title=\"\">E&#8217; tra le 45 persone arrestate stamattina la criminologa <strong>Angela Tibullo, di 36 anni, di origine polistenese, accusata di concorso esterno in associazione di tipo mafioso<\/strong>, corruzione in atti giudiziari e intralcio alla giustizia. La criminologa, in particolare, grazie alla sua professione &#8211; riferiscono i carabinieri &#8211; \u00e9 risultata determinante nelle dinamiche associative e nel perseguimento degli interessi illeciti di alcune cosche di &#8216;ndrangheta&#8221;. Le indagini su Angela Tibullo, hanno comprovato il carattere di non occasionalit\u00e0 delle condotte tenute dalla criminologa. &#8220;La Tibullo, che nelle intercettazioni confida la sua aspirazione al ruolo di<strong> &#8216;regina della penitenziaria<\/strong>&#8216; &#8211; riferisce ancora l&#8217;Arma &#8211; per soddisfare tali ambizioni, palesemente illecite, ha creato un vero e proprio<strong> &#8216;sistema criminale&#8217;<\/strong> aggregando professionisti, medici o funzionari compiacenti, funzionali ad agevolare il conseguimento degli ingiusti vantaggi per i propri assistiti, o minacciando di escludere da successivi &#8216;affari&#8217; quelli che dimostravano di non rispettare le sue indicazioni&#8221;.<\/p>\n<h3>Il ruolo della <strong>&#8216;regina della penitenziaria<\/strong>&#8216;<\/h3>\n<p>&#8220;Nella piena consapevolezza dell&#8217;illiceit\u00e0 del suo agire, si \u00e9 prodigata in favore degli affiliati detenuti per far ottenere loro la scarcerazione per incompatibilit\u00e0 con il regime carcerario, redigendo false consulenze e corrompendo i periti d&#8217;ufficio nominati dall&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria per valutarne lo stato di salute o i medici impiegati all&#8217;interno delle strutture di reclusione&#8221;. &#8220;Inoltre &#8211; affermano ancora dall&#8217;Arma &#8211; sono stati documentati numerosi episodi che confermano la consapevole agevolazione delle condotte criminali dei propri assistiti, avendo veicolato all&#8217;esterno delle carceri i messaggi dei detenuti e avendo fornito ogni altra forma di ausilio agli associati, tanto da essersi prodigata anche per reperire le abitazioni dove far trascorrere le <strong>misure detentive alternative al carcere<\/strong> o quant&#8217;altro necessario all&#8217;ottenimento delle autorizzazioni da parte dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria ai soggetti apicali dei sodalizi richiamati che lamentavano delle incompatibilit\u00e0 putative con il regime carcerario&#8221;. Secondo quanto si apprende, la criminologa Angela Tibullo \u00e8 stata arrestata dai carabinieri <strong>a Marino, in provincia di Roma.<\/strong><\/p>\n<h3>Le donne di &#8216;ndrangheta<\/h3>\n<p>Tra le sette persone arrestate a Rosarno dai carabinieri in aggiunta a quella gi\u00e0 interessate dai fermi del 9 luglio ci sono<strong> tre donne, Anna Maria e Antonietta Virgiglio e Marilena Grasso, di 56, 58 e 32 anni,<\/strong>\u00a0tutte legate da vincoli parentali strettissimi con i vertici della cosca Cacciola-Grasso. Le tre donne, secondo i militari, &#8220;hanno apportato con le loro condotte un contributo sostanziale al perseguimento dei fini illeciti dell&#8217;articolazione mafiosa. Hanno dimostrato di essere pienamente inserite nei meccanismi illeciti dell&#8217;organizzazione, con il compito di assistere gli affiliati nella detenzione e nel porto delle armi della consorteria, di favorire i contatti fra affiliati anche nei confronti di quelli detenuti, in generale cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso.<\/p>\n<p>Alle donne era riservata anche la gestione delle <strong>iniziative imprenditoriali<\/strong> attraverso le quali la consorteria criminale &#8216;ripuliva&#8217; le consistenti somme di provenienza illecita. Gli esercizi commerciali, avviati al solo scopo di riciclare il denaro ricavato essenzialmente dal narcotraffico, sono stati sottoposti a sequestro preventivo contestualmente all&#8217;esecuzione dei fermi di indiziato di delitto e vengono gestiti attualmente in regime di amministrazione giudiziaria&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Droga ed estorsioni, anche la Upim di Amantea<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff6600;\">Clicca in basso\u00a0<!--nextpage--><\/span><\/h3>\n<h4>Droga ed estorsioni, anche la Upim di Amantea<\/h4>\n<p>Sono numerosi i reati contestati a vario titolo alle 45 persone destinatarie delle misure cautelari che hanno colpito i clan Cacciola e Cacciola-Grasso di Rosarno: associazione di tipo mafioso, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi comuni e da guerra, corruzione in atti giudiziari, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, danneggiamento, minaccia, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro beni o utilita&#8217; di provenienza illecita, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, aggravati da modalita&#8217; mafiose o perche&#8217; funzionali ad agevolare il sodalizio mafioso.<\/p>\n<h3>L&#8217;unit\u00e0 delle due consorterie, incrinata da due delitti d&#8217;onore<\/h3>\n<p>&#8220;Ares&#8221; \u00e8 il nome in codice dato all&#8217;operazione. Trentadue fermi, che erano stati eseguiti il 9 luglio scorso, sono stati tramutati in arresti, ma nell&#8217;elenco dei destinatari delle misure ci sono altre sette persone che non erano state coinvolte nella precedente operazione mentre sei persone sono tuttora ricercate. I militari hanno ricostruito gli assetti e gli equilibri <strong>interni ed esterni alla cosca Cacciola,<\/strong> documentati nel corso tempo grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia.<\/p>\n<p>Dalle indagini emergerebbe che l&#8217;originaria compattezza della cosca si era affievolita dopo la scomparsa di Domenico Cacciola, ucciso nel 2013 dai suoi sodali per lavare l&#8217;onta di una relazione extraconiugale intrattenuta con Francesca Bellocco, a sua volta assassinata dal figlio, Francesco Barone, recentemente condannato per quel delitto. I clan<strong> erano dediti all&#8217;importazione di quintali di cocaina dal Sudamerica e di hashish dalla Spagna e dal Marocco, destinate a varie piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia,<\/strong> ma non disdegnavano attvita&#8217; piu&#8217; &#8220;tradizionali&#8221;, come le <strong>estorsioni<\/strong>. Fra gli episodi documentati, un&#8217;estorsione ai titolari dell&#8217;esercizio commerciale <strong>&#8220;Upim&#8221; di Amantea<\/strong> (Cs), ai quali sarebbe stato imposto di contattare i referenti delle organizzazioni mafiose locali per definire i termini del pagamento del &#8220;pizzo&#8221; necessario per svolgere la loro attivita&#8217; nel centro del Tirreno cosentino.<\/p>\n<p>Le <strong>donne<\/strong> di &#8216;ndrangheta erano state incaricate di riallacciare i nodi dei clan, tranciati dagli arresti effettuati dalle forze di polizia, ma erano anche <strong>manager<\/strong> in grado di gestire gli affari delle &#8220;famiglie&#8221; dietro il paravento di attivita&#8217; legali. Emerge il ruolo particolare svolto da tre persone Anna Maria Virgiglio, 56 anni, Antonietta Virgiglio, 58 anni, e Marilena Grasso di 32, che avrebbero apportato un contributo sostanziale al perseguimento dei fini illeciti dei due clan essendo pienamente inserite nei meccanismi illeciti dell&#8217;organizzazione, con il compito di assistere gli affiliati nella detenzione e nel porto delle armi, di favorire i contatti fra affiliati portando le loro &#8220;ambasciate&#8221; anche ai detenuti. Ma, soprattutto, era riservata loro la gestione delle iniziative imprenditoriali attraverso le quali la consorteria criminale &#8220;ripuliva&#8221; le consistenti somme di denaro di provenienza illecita.<\/p>\n<p>Gli esercizi commerciali avviati al solo scopo di riciclare il denaro ricavato essenzialmente dal narcotraffico erano stati sottoposti a sequestro preventivo contestualmente all&#8217;applicazione dei fermi gia&#8217; eseguiti nel luglio scorso e, attualmente, vengono gestiti in regime di amministrazione giudiziaria. Le persone gia&#8217; fermate erano 32. Per altre 7, non coinvolte nella rima operazione, sono state emesse misure cautelari, in carcere o ai domiciliari, eseguite stamane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda, ha portato all&#8217;esecuzione di 45 ordinanze di custodia cautelare<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":96537,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-96536","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96536","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96536"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96536\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}