{"id":96656,"date":"2018-08-04T17:26:02","date_gmt":"2018-08-04T15:26:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/medici-aggrediti-un-problema-atavico-diventato-routine\/"},"modified":"2023-01-16T18:57:26","modified_gmt":"2023-01-16T17:57:26","slug":"231147-medici-aggrediti-un-problema-atavico-diventato-routine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/231147-medici-aggrediti-un-problema-atavico-diventato-routine\/","title":{"rendered":"Medici aggrediti, un problema &#8220;atavico&#8221; diventato routine"},"content":{"rendered":"<h4>Le aggressioni negli ospedali, in particolare al Pronto soccorso, sono sempre esistite. Una volta c&#8217;era la polizia di Stato presente h24. Oggi grazie ai &#8220;tagli dello Stato&#8221;, i medici e gli infermieri si difendono da soli, ma ogni tanto le buscano seriamente<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; abbastanza &#8220;strana&#8221; alla\u00a0<em>ribalta delle cronache nazionali<\/em>\u00a0la notizia di un medico malmenato, come se fosse un fatto raro. Dispiace scriverlo, ma il fatto &#8220;gravissimo&#8221; delle <strong>aggressioni che subiscono i medici \u00e8 quasi di routine<\/strong>, e pochi ne scrivono e parlano solo nel momento in cui l&#8217;aggressione si lega a fatti cruenti. La realt\u00e0 \u00e8 ben diversa e ci dispiace che a portarla agli onori della cronaca sia stato\u00a0Francesco Bossio, il medico chirurgo anestesista dell&#8217;Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone a cui auguriamo una pronta guarigione. Le aggressioni sono legate a vari fattori che non elenchiamo per non toccare la sensibilit\u00e0 di qualcuno. Ma bisogna focalizzare alcuni punti importantissimi, primo tra tutti il pronto soccorso, il servizio sanitario preso maggiormente di mira. Parlando della Calabria e, in particolare di Cosenza, l&#8217;utenza che si registra in entrata \u00e8 triplicata, in particolar modo negli ultimi anni, dal momento in cui i presidi centrali sono divenuti hub con tagli consistenti nel resto delle strutture sanitarie nelle province.<\/p>\n<p>Ogni persona che in quel momento \u00e8 affetta da un disturbo o una patologia e &#8220;staziona&#8221; in Ps, non comprende che possono esserci in corso codici rossi che, sommata alla carenza di personale, il quale quotidianamente deve far fronte alle richieste di soccorso, causano un aumento del tempo di attesa. <strong>Tutto questo genera continue aggressioni<\/strong>. Il pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cosenza, per esempio, \u00e8 sempre stato negli anni &#8220;vittima&#8221; di questo genere di fatti, anche quando ancora l&#8217;unit\u00e0 e le attrezzature non erano state trasferite nella struttura nuova. Sia il giorno che la notte i medici e gli infermieri erano a combattere tra &#8220;il salvare la propria vita&#8221; e quella degli altri. Si partiva dagli insulti terribili per passare alle minacce di morte, agli inviti ad uscire fuori e &#8220;a risolvere la questione a quattro occhi&#8221;, finendo alle botte vere, alle spintonate, agli schiaffi, ai pugni.<\/p>\n<h3>Il poliziotto in quiescenza per aver preso un pugno durante un&#8217;aggressione in Ps<\/h3>\n<p>Vogliamo ricordare che un poliziotto in servizio al posto fisso dell&#8217;Annunziata di Cosenza, per aver cercato di riportare ordine all&#8217;interno del pronto soccorso proprio in un momento di tensione, ha ricevuto un pugno che, per quanto inizialmente sembrava fosse di poco conto, alcuni mesi dopo lo ha &#8220;trasferito&#8221; urgentemente in sala operatoria perch\u00e8 in pericolo di vita. Il poliziotto all&#8217;et\u00e0 di 50 anni o poco pi\u00f9 \u00e8 stato messo in quiescenza per i danni riportati che lo hanno reso incapace di continuare a svolgere il lavoro nella polizia di Stato. Questo \u00e8 solo uno dei tanti episodi a cui i medici e gli infermieri dell&#8217;Annunziata di Cosenza, e anche di altri nosocomi della provincia e della Calabria, sono costretti a vivere giornalmente. Purtroppo a<strong>nche questi fatti gravi sono diventati routine a cui far fronte<\/strong> (oltre a pensare a salvare la vita di chi varca la porta del Ps).<\/p>\n<h2>Posti fissi chiusi o in servizio a met\u00e0 negli ospedali<\/h2>\n<p>Vorremmo portare all&#8217;attenzione dei politici che hanno intenzione di agire per tutelare la categoria, che i grandi ospedali sarebbero dotati del cos\u00ec detto posto fisso, ossia un ufficio che assicura la presenza della polizia di Stato. In realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, perch\u00e8 la carenza di personale tra le file delle forze dell&#8217;ordine, in alcune strutture sanitarie, ha portato alla decisione di chiudere gli uffici e in altre, come ad esempio il nosocomio bruzio, di lasciare aperto l&#8217;ufficio solo di giorno rimanendo chiuso la notte. Questo in virt\u00f9 del fatto che al servizio in ospedale dovrebbe sopperire la presenza delle volanti. Di fatto la carenza di personale esiste un po&#8217; in tutti i ruoli della polizia di Stato, per cui \u00e8 quasi impossibile che gli agenti delle volanti possano in pochi attimi giungere al Pronto soccorso ed evitare che i sanitari vengano malmenati, in special modo se impegnati in altri interventi.<\/p>\n<h2>La vigilanza \u00e8 sempre ridotta<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche il discorso della vigilanza. L&#8217;ospedale di Cosenza \u00e8 dotato di servizio di vigilanza che, in ogni caso, sempre con personale ridotto non pu\u00f2 far fronte a situazioni in cui necessita la presenza delle forze dell&#8217;ordine. Quindi, ai politici, <strong>l&#8217;appello che si lancia<\/strong> \u00e8 quello di portare\u00a0all&#8217;esame del prossimo Consiglio dei ministri <strong>un&#8217;analisi corretta dei bisogni e delle vere azioni che necessitano<\/strong> perch\u00e8 i sanitari non vivano con il costante terrore di un&#8217;aggressione e che si rafforzi il meccanismo di tutela dalla base, partendo da una seria presenza delle forze dell&#8217;ordine. <strong>Prima di giungere\u00a0all&#8217;inasprimento delle sanzioni penali, si deve operare una buona prevenzione che porti alla sicurezza<\/strong>. Giungere ala sanzione penale significa il fallimento della prevenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">Medico malmenato, Oliverio: ingiustificabile quanto accaduto<!--nextpage--><\/h2>\n<p>&#8220;Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha sentito telefonicamente Francesco Bossio, il medico chirurgo anestesista dell&#8217;Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, vittima di un&#8217;aggressione inqualificabile, per accertarsi delle sue condizioni di salute e per esprimergli tutta la sua vicinanza, estesa anche agli infermieri e alla guardia giurata coinvolti nell&#8217;assurda aggressione&#8221;. Lo riferisce un comunicato dell&#8217;ufficio stampa della Giunta regionale. &#8220;Ho sentito un professionista assai provato &#8211; ha dichiarato Oliverio &#8211; incredulo per quanto accaduto. Un medico di lungo corso e di acclarata professionalit\u00e0 ed equilibrio che mai avrebbe immaginato un&#8217;aggressione di questo genere. Non pu\u00f2 sussistere giustificazione alcuna, anche in una condizione drammatica quale il decesso di un congiunto. Purtroppo le aggressioni verso gli operatori sanitari sono diventate un fenomeno assai diffuso nell&#8217;intero sistema sanitario nazionale&#8221;. &#8220;\u00c8 questa &#8211; ha aggiunto Oliverio &#8211; la plastica dimostrazione di quali tensioni, per insufficienze e lacune, si siano accumulate nel sistema del servizio sanitario. Ma nulla, e sottolineo nulla, pu\u00f2 giustificare atteggiamenti di tale violenza. Bene ha fatto l&#8217;Asp di Crotone a insediare gi\u00e0 prima di questo inqualificabile evento un gruppo di lavoro teso a mettere in campo iniziative a tutela degli operatori sanitari. La tutela degli operatori va garantita in modo imprescindibile anche a tutela degli stessi pazienti&#8221;<\/p>\n<h3>Grillo: ddl &#8216;antiviolenze negli ospedali&#8217; sar\u00e0 all&#8217;esame del prossimo Consiglio dei ministri<\/h3>\n<p>Il ddl &#8216;antiviolenze negli ospedali&#8217; sar\u00e0 all&#8217;esame del prossimo Consiglio dei ministri. Lo annuncia il ministro della Salute, Giulia Grillo. Le &#8220;ripetute e gravissime aggressioni nei pronto soccorso e negli ospedali ai danni del personale sanitario &#8211; rileva Grillo &#8211; non possono avere alcuna spiegazione e tanto meno alcuna giustificazione&#8221;. Il provvedimento prevede l&#8217;inasprimento delle sanzioni penali nei casi di aggressioni al personale e presidi di Forze dell&#8217;Ordine per la sicurezza delle strutture.&#8221;I fatti anche di queste ore &#8211; sottolinea Grillo in una nota &#8211; confermano l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di un intervento legislativo, come gi\u00e0 avevo annunciato. Ho chiesto di presentare al prossimo Consiglio dei ministri un disegno di legge a tutela dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale che lavorano sul fronte dell&#8217;assistenza ai cittadini&#8221;.<\/p>\n<p>Il provvedimento, spiega il ministro, &#8220;prevede l&#8217;inasprimento delle sanzioni penali nei casi di aggressioni al personale e presidi di Forze dell&#8217;Ordine per la sicurezza delle strutture. Tra le altre misure propongo anche l&#8217;istituzione di un Osservatorio anti-violenze e una campagna di comunicazione e di informazione per i cittadini sul ruolo degli operatori sanitari&#8221;. Numerosi, e con un trend in aumento, infatti, i casi di aggressione a sanitari negli ultimi mesi, di cui l&#8217;ultimo ieri ai danni un anestesista all&#8217;ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Il medico \u00e8 stato aggredito dai familiari di un paziente ai quali aveva comunicato il decesso del congiunto. Secondo un recente sondaggio del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l&#8217;Anaao-Assomed, il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di aver subito un&#8217;aggressione da parte dei pazienti. Di questi, oltre il 66% e&#8217; stato aggredito verbalmente, mentre quasi il 34% fisicamente. Le aree piu&#8217; a rischio sono la psichiatria e il pronto soccorso, ma soprattutto il rischio maggiore e&#8217; nel Mezzogiorno: arriva infatti al 72% nel Sud e nelle Isole il numero di medici che denuncia aggressioni e sale all&#8217;80% tra chi, di loro, lavora nei pronto soccorso.<\/p>\n<h2>Bossio: disegno di legge per riconoscere i medici pubblici ufficiali<\/h2>\n<p>&#8220;Nei prossimi giorni depositer\u00f2 un disegno di legge per proporre di riconoscere i medici e gli operatori sanitari come pubblici ufficiali nell&#8217;esercizio delle loro funzioni. Oggi sono a Crotone e pi\u00f9 tardi incontrer\u00f2 il medico dell&#8217;ospedale che ieri \u00e8 stato aggredito e picchiato dai familiari di un paziente deceduto per esprimergli personalmente la mia vicinanza e solidariet\u00e0 e conoscere dalla viva voce degli operatori le condizioni e l&#8217;organizzazione del lavoro&#8221;. Lo afferma, in una dichiarazione, la deputata del Pd, Enza Bruno Bossio. &#8220;Il quadro raccolto \u00e8 che, anche in questo caso &#8211; prosegue la parlamentare del Pd &#8211; la Calabria dimostra di avere in campo sanitario un patrimonio umano e professionale di grande qualit\u00e0, un valore crescente soprattutto perch\u00e9 costretto ad agire e operare in un contesto di gravissime carenze e limitate risorse economiche e di personale.<\/p>\n<p>I medici e tutti gli operatori sanitari lavorano in condizioni proibitive: sono i nuovi eroi del tempo moderno. Sette anni di commissariamento, di sistematica riduzione di servizi, di tagli, di blocco del turn over hanno inevitabilmente indebolito il sistema sanitario regionale. I calabresi sono spogliati dei loro diritti e, al tempo stesso, l&#8217;esercizio della professione medica \u00e8 esposta ad alto rischio. Ecco perch\u00e9 \u00e8 mio dovere, e lo avverto come un dovere morale di rappresentante istituzionale e di calabrese, restituire allo straordinario capitale umano che opera nelle nostre strutture sanitarie l&#8217;onore e il merito per il loro impegno prezioso e quotidiano, per la caparbiet\u00e0 e la dedizione che infondono nella loro missione. Mi far\u00f2 promotrice di una proposta di legge per riconoscere medici e infermieri come pubblici ufficiali, in modo tale da attivare necessari deterrenti e adeguate sanzioni&#8221;<\/p>\n<h2>Solidariet\u00e0 da\u00a0Margherita Corrado (M5S Senato) ed Elisabetta Barbuto (M5S Camera)<\/h2>\n<p>L\u2019episodio accaduto all\u2019ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone, dove un<br \/>\nanestesista in servizio nel reparto rianimazione \u00e8 stato aggredito dopo aver comunicato il decesso<br \/>\ndi un trentatreenne di Rosarno (Rc) ai familiari, che lo hanno colpito scagliandosi anche contro gli<br \/>\ninfermieri accorsi, \u00e8 un gesto folle e deplorevole da condannare senza esitazione.<br \/>\nIl dolore straziante che deriva dalla perdita di una persona cara non autorizza n\u00e9 giustifica in alcun<br \/>\nmodo il ricorso alla violenza, soprattutto contro chi svolge con professionalit\u00e0 il proprio lavoro.<br \/>\nEsprimiamo piena solidariet\u00e0 al medico anestesista dottor Francesco Bossio per quanto subito ieri.<br \/>\nConcordiamo con la necessit\u00e0 palesata in queste ore dal ministro della Salute, Giulia Grillo, di<br \/>\nintrodurre Il ddl \u201cantiviolenze negli ospedali\u201d da esaminare nel prossimo Consiglio dei Ministri e<br \/>\nauspichiamo che nell\u2019ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone torni, in generale, la serenit\u00e0.<br \/>\nOrmai le violenze contro i sanitari sono all\u2019ordine del giorno; vanno perci\u00f2 presi provvedimenti per<br \/>\nristabilire la distanza tra chi opera alacremente per la salute dei cittadini e chi pretende di farne il<br \/>\nbersaglio della propria rabbia ingiustificata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le aggressioni negli ospedali, in particolare al Pronto soccorso, sono sempre esistite. 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