{"id":9710,"date":"2012-12-14T17:35:40","date_gmt":"2012-12-14T16:35:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=9710"},"modified":"2023-01-17T13:42:51","modified_gmt":"2023-01-17T12:42:51","slug":"4316-filorosso-tutto-pronto-per-il-17esimo-compleanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4316-filorosso-tutto-pronto-per-il-17esimo-compleanno\/","title":{"rendered":"Filorosso, tutto pronto per il 17esimo compleanno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>RENDE &#8211;<\/strong> L&#8217;ultimo compleanno da minorenne.<strong> Marted\u00ec il Filorosso festeggia il suo 17esimo anno di vita.<\/strong> Per l&#8217;occasione \u00e8 stata organizzata una festa, a partire dalle 19 con la proiezione dei video storici<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">del nostro Centro di Documentazione al DAM e, dopo la pausa pizza (free), musica live nella T.A.Z. con Bangie&#8217;s Bob, The sick dogs and The black dogs. Con quest&#8217;iniziativa, i ragazzi e le ragazze che hanno dato vita a questo favoloso momento collettivo di crescita e di idee e a questo movimento che ha mischiato cultura e sapere con la difesa dei diritti, vuole ricordare le proprie origini. Il merito dei compagni e delle compagne del Filorosso \u00e8 stato quello di rendere fruibile a tutti uno spazio, abbastanza vasto all&#8217;interno del Polifunzionale, che era freddo, buoi, desolato. L&#8217;inizio di questa bella pagina di storia culturale, sociale, politica, \u00e8 raccontata cos\u00ec dai ragazzi: <strong>Era il 14 dicembre 1995, era mattina, faceva freddo. Noi eravamo una ventina, uno striscione e un volantino, scrivevamo cos\u00ec: Questa mattina alle ore 10.30 \u00e8 stato occupato l&#8217;ex laboratorio linguistico nell&#8217;area del polifunzionale dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi della Calabria. L&#8217;esigenza di occupare questo spazio \u00e8 nata all&#8217;interno del collettivo Filo Rosso, formatosi in seguito alla mobilitazione del coordinamento studentesco. Viviamo in un&#8217;Universit\u00e0 che teoricamente dovrebbe avere la caratteristica residenziale, favorire la socialit\u00e0, le attivit\u00e0 culturali, i momenti di crescita collettiva. In realt\u00e0, in perfetta &#8220;armonia&#8221; con la logica dell&#8217;Universit\u00e0\/Azienda (imposta dalla famigerata Legge Ruberti sull&#8217;autonomia Universitaria) si \u00e8 sempre di pi\u00f9 affermata una linea di mera speculazione che ha trasformato l&#8217;U.d.C. in un deserto culturale, nel quale rimane sistematicamente soffocata la libera iniziativa di Studenti e Studentesse a livello individuale e\/o organizzato, soprattutto quando questa nasce con il proposito di agire nella sfera di una cultura e di una socialit\u00e0 altra. Abbiamo deciso in questi giorni di infrangere questa gabbia, coscienti della forza che rappresentiamo, della capacit\u00e0 che abbiamo come soggetto collettivo autorganizzato di realizzare un&#8217;esperienza di vita sociale che si sviluppi, al di fuori di questa realt\u00e0 imposta, nel libero confronto fra individui attraverso dibattiti, concerti, spettacoli, momenti di lotta politica che tendano a riaffermare i diritti negati, a proporre una diversa visione del mondo e delle cose. Preferiamo guardare le stelle piuttosto che dimenarci su una pista attendendo di conoscere il volto e le gambe di Miss Matricola.<\/strong> Secondo la pratica dell&#8217;agire comune organizzato abbiamo dimostrato di poter ottenere dagli organi universitari quelle che loro vorrebbero fare apparire concessioni, ma sono esclusivamente il riconoscimento inevitabile di un&#8217;ottica vincente: quella di riappropriarsi degli spazi negati. Chiediamo la collaborazione di chiunque si riconosca in queste affermazioni, per far crescere insieme un&#8217;esperienza di liberazione. La possibilit\u00e0 di creare, lottare, dipingere, fare musica \u00e8 la forza che ciascuno di noi possiede. Utilizzarla insieme liberamente diventa una necessit\u00e0 collettiva. Contro il supermercato della cultura. Per una societ\u00e0 interetnica senza discriminazioni e pregiudizi. Per una societ\u00e0 di tutti i colori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SPAZIO SOCIALE OCCUPATO AUTOGESTITO FILO ROSSO &#8211;<\/strong>&nbsp;&#8220;Abbiamo bussato e siamo entrati, in quello spazio desolato e semiabbandonato al Polifunzionale, c&#8217;erano due impiegati, computer accatastati, un&#8217;emeroteca. I cubi erano ancora in costruzione, ma molti dipartimenti si erano gi\u00e0 trasferiti. Quello spazio cos\u00ec bello, con le vetrate che dominano l&#8217;Orto botanico, era un deposito. Noi lo immaginavamo diverso, un po&#8217; com&#8217;\u00e8 oggi (il DAM), un luogo di incontro e socialit\u00e0, di studio e di autoformazione, di informazione indipendente e di produzione culturale per la comunit\u00e0 universitaria e il territorio. Quell&#8217;idea l&#8217;abbiamo praticata da subito, con curiosit\u00e0 e voglia di sperimentare. Loro ci hanno osservati, ci hanno studiati, ci hanno provocati, ci hanno ingannati, ci hanno demoliti, ci hanno denunciati. Noi siamo ancora qui, siamo diversi, ma siamo reali, e quell&#8217;idea di uno spazio autogestito dentro l&#8217;Universit\u00e0 della Calabria, \u00e8 realt\u00e0 grazie agli studenti di allora e ai laureati di oggi, ai laureati di allora e agli studenti di oggi. La forza del Filorosso sta in questo continuo esercizio del racconto e della memoria, della critica e della maturazione, della resistenza e del balzo in avanti&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; L&#8217;ultimo compleanno da minorenne. Marted\u00ec il Filorosso festeggia il suo 17esimo anno di vita. 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