{"id":97130,"date":"2018-08-16T08:05:40","date_gmt":"2018-08-16T06:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/megacanile-a-rende-nel-quadrilatero-dei-veleni-i-cittadini-un-business-a-cui-ci-opponiamo\/"},"modified":"2023-01-16T18:57:58","modified_gmt":"2023-01-16T17:57:58","slug":"233182-megacanile-a-rende-nel-quadrilatero-dei-veleni-i-cittadini-un-business-a-cui-ci-opponiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/233182-megacanile-a-rende-nel-quadrilatero-dei-veleni-i-cittadini-un-business-a-cui-ci-opponiamo\/","title":{"rendered":"Megacanile a Rende nel &#8216;quadrilatero dei veleni&#8217;, i cittadini: &#8220;Un business a cui ci opponiamo&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;area \u00e8 frequentata da oltre 20mila persone. Si teme il rischio di propagazione di malattie contagiose per l&#8217;uomo e l&#8217;ulteriore contaminazione di un&#8217;area gi\u00e0 martoriata dall&#8217;inquinamento<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; Una rappresentanza di cittadini e lavoratori della zona, \u00a0il comitato\u00a0Tutela Salute Pubblica RO.MO.RE. (ROse, MOntalto Uffugo, REnde) e l&#8217;associazione Crocevia denunciano di subire nel &#8216;quadrilatero dei veleni&#8217; oltre al danno la beffa. &#8220;Nell\u2019area nord, &#8211; allertano in una nota &#8211; tra Rende e Montalto, non bastavano le gravi problematiche ambientali gi\u00e0 presenti, adesso vi si vuole realizzare addirittura un megacanile. Una maledizione oscura sembra accanirsi contro questo martoriato territorio<strong> a nord del Comune di Rende (dove vivono e lavorano oltre 20.000 persone)<\/strong>, ovvero quello ricompreso nella fascia che va da Quattromiglia, Via <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233202 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/canile-rende-le-quattro-zampe-440x258.png\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"258\" title=\"\">Cristoforo Colombo, Cancello Magdalone, Contrada Lecco, Via Roald Amundsen, fino ad arrivare a Contrada Coda di Volpe, e poco pi\u00f9 a nord sino a Settimo di<br \/>\nMontalto\/Sant&#8217;Antonello, nel comune di Montalto Uffugo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione comunale di Rende, con in prima linea un assessore che abita proprio in quelle zone, incuranti della grave situazione ambientale di quest\u2019area e dell\u2019elevata percentuale di patologie tumorali, hanno pensato bene di prevedere in\u00a0 contrada Coda di Volpe (per intenderci <strong>a meno di 250 metri dal call center COMDATA, dove lavorano oltre 400 persone)<\/strong>, una struttura classificata dalla legislazione vigente come \u201cinsalubre di prima categoria\u201d, ovvero un mega canile con box per 430 cani su un\u2019area di oltre 15000 metri quadri (vedi Delibera di Giunta Comunale N. 163 del 22-06-2018).\u00a0Una scelta folle che ha il sapore della beffa, considerato che quest\u2019assessore vive proprio in quelle zone e conosce bene le problematiche ambientali e sanitarie.\u00a0I cittadini, appresa la notizia, si sono sentiti traditi e pugnalati alle spalle&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I &#8216;VELENI&#8217; TRA RENDE E MONTALTO<\/h3>\n<p>&#8220;Il carico ambientale di quest\u2019area &#8211; spiegano lavoratori, residenti e associazioni ambientaliste &#8211; si \u00e8 aggravato sempre di pi\u00f9 nel corso degli anni per la presenza di diverse fonti diffuse di emissioni; vedi problematiche causate dall\u2019ex inceneritore, chiuso anni addietro dopo che la magistratura ha accertato numerose illegalit\u00e0 con contaminazione dell\u2019aria e del sottosuolo da sostanze cancerogene, Centrale a biomasse, con emissioni continue in atmosfera, 24 ore su 24, l&#8217;impianto di produzione pectina, l&#8217;impianto di trattamento rifiuti Calabra Maceri, con miasmi che si spostano nell\u2019arco della giornata in base alla direzione dei venti, i bacini contaminati dell&#8217;ex Legnochimica, mai bonificati e con elevato rischio di inquinamento delle falde acquifere, condotte fognarie che vanno in tilt dopo ogni acquazzone, con riversamento dei liquami maleodoranti e inquinanti sul nudo terreno, il depuratore consortile, che provoca l\u2019emissione di esalazioni nauseabonde (ultimamente \u00e8 stato anche sequestrato dalla magistratura per gravi violazioni in materie ambientale).\u00a0<strong>I continui miasmi e l\u2019aria malsana costringono i cittadini a stare barricati in casa con le finestre chiuse, anche in questi giorni di forte calura<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I mutamenti di questi luoghi sono la conseguenza delle scelte sbagliate fatte dall\u2019uomo che hanno stravolto e deturpato il paesaggio di quest\u2019area a nord di Rende, dove la zona industriale \u00e8 diventata un tutt\u2019uno con i due centri fortemente urbanizzati: Quattromiglia e Settimo.\u00a0Quello del mega canile \u00e8 un progetto folle che, se andr\u00e0 in porto, aggraver\u00e0 ulteriormente i disagi e la qualit\u00e0 della vita dei cittadini che vivono o lavorano in quest\u2019area. \u00a0La struttura \u00e8 stata prevista su un\u2019area produttiva in piena espansione; <strong>una delle zone pi\u00f9 belle e pianeggianti dell\u2019intero Comune, che si affaccia da un lato sul fiume Crati e dall\u2019altro a ridosso di un\u2019arteria stradale aperta da pochi mesi<\/strong> (la strada delle industrie, tanto pubblicizzata dal Sindaco Manna), che collega le zone a sud (Cosenza\/Rende), con quelle a nord (Montalto Uffugo, Rose, Luzzi, Acri, Bisignano), dove si sta riversando gran parte del traffico della ss19bis, e dove a poche centinaia di metri dovrebbe sorgere il nuovo svincolo a nord dell\u2019autostrada, per collegarsi all\u2019universit\u00e0 e alla zona industriale. Lungo tale arteria si sono impiantate in questi ultimi anni numerose attivit\u00e0 produttive, commerciali e piccole aziende, quali Concessionarie auto, Cash and Carry, Brico, Bar, Call Center, dove operano e lavorano migliaia di persone&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I PROFILI DI INCOMPATIBILITA&#8217;<\/h3>\n<p>&#8220;La zona in questione &#8211; chiariscono residenti, lavoratori e attivisti &#8211; risulta incompatibile per vari motivi:\u00a0distanza dai nuclei abitati e dagli insediamenti produttivi inferiore ai 500 metri; <strong>i canili, in base al D.M. 5 settembre 1994, sono parificati a industrie insalubri di prima categoria e pertanto devono essere realizzati lontano dai nuclei abitati e dalle attivit\u00e0 commerciali<\/strong>;\u00a0ubicazione a ridosso del Crati, a meno di 150 metri dalle sponde del fiume, nei pressi di un\u2019area alluvionale <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233203 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/canile-catasto-rende-409x280.png\" alt=\"\" width=\"409\" height=\"280\" title=\"\">ad elevato rischio erosivo; ironia della sorte, si tratta della stessa zona dove alcuni anni addietro il Comune voleva realizzare addirittura una discarica consortile; progetto poi revocato dopo le proteste dei cittadini e dopo vari esposti presentati alla magistratura, ai Ministeri dell\u2019ambiente e dei Beni Culturali, al Nucleo Ecologico dei Carabinieri ed alla Polizia Forestale, che ne hanno accertato l\u2019incompatibilit\u00e0 ambientale. I politici e gli amministratori continuano ad accanirsi nei confronti dei cittadini e dell\u2019ambiente, dimostrando tra l\u2019altro di non avere la memoria storica di quei luoghi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altri impatti e rischi del megacanile riguardano: disturbo della quiete pubblica, causato dal latrato dei cani, ancor di pi\u00f9 accentuato dall\u2019effetto moltiplicativo (nel progetto si parla di oltre 400 unit\u00e0); emissione di odori nauseabondi; rischio inquinamento delle falde acquifere; rischio di epidemie, ad esempio causate dal batterio leptospirosi o dalla zoonosi, ovvero malattie che potrebbero colpire anche l\u2019uomo se non riconosciute in tempo. In canili di grandi dimensioni (quale quello previsto in quest\u2019area), <strong>la probabilit\u00e0 di propagazione di eventuali malattie \u00e8 ancora maggiore, anche perch\u00e9 dopo l\u2019infezione, i cani guariti eliminano il patogeno nell\u2019urina<\/strong> in modo intermittente per mesi e mesi.\u00a0Le vie principali di trasmissione indiretta possono essere: le acque, il terreno, il cibo e le lettiere contaminate; rischio di deprezzamento dei terreni e degli immobili, nel raggio di almeno 2 chilometri. Siamo quindi meravigliati per la totale miopia degli amministratori rendesi che non hanno valutato la reale espansione urbanistica di quell\u2019area, con il rischio di non attrarre nuove attivit\u00e0 produttive, o addirittura costringere quelle che gi\u00e0 vi operano a chiudere i battenti&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;ALTERNATIVA AL CANILE<\/h3>\n<p>Un comportamento, quello del Sindaco di Rende, assolutamente contraddittorio: da un lato ammette che quell\u2019area \u00e8 fortemente disagiata e con problematiche ambientali serie, al punto di esonerare i cittadini che ricadono nell\u2019area ricompresa tra l\u2019ex Legnochimica ed il Depuratore di Coda di Volpe, dal pagamento delle tasse sulla spazzatura; nello stesso tempo per\u00f2 si programmano nella stessa zona altre strutture a elevato impatto, che di fatto andranno ad aggravare ancora di pi\u00f9 le condizioni di vita dei cittadini e degli operatori che vivono e lavorano in quella zona. Se veramente si vuole dare un segnale positivo per migliorare le condizioni di vita in quell\u2019area e cercare di compensare i danni subiti sino ad ora dai cittadini e dai lavoratori, <strong>il sindaco farebbe bene a destinare quei terreni di propriet\u00e0 del comune, che costeggiano il fiume Crati, per un parco naturalistico che faccia da polmone per l\u2019intero territorio comunale<\/strong>, favorisca il riposo degli uccelli migratori, consenta ai possessori di cani di portarli a spasso e che comprenda anche un itinerario per passeggiate a cavallo e un parco avventura\/giochi, con annessa area pic-nic.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il problema del randagismo, a nostro avviso (e su questo concordano anche gran parte delle associazioni animaliste), non si risolve con dei mega canili rifugio gestiti dai privati (che spesso rischiano di trasformarsi in veri e propri \u201clager\u201d), bens\u00ec attraverso: maggiori controlli, con pene pi\u00f9 severe per chi abbandona e maltratta i cani; campagne contro gli abbandoni e sulle adozioni; <strong>maggiore prevenzione, con sterilizzazioni di massa, realizzate anche attraverso convenzioni dei municipi<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233204 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/quadrilatero-veleni-rende-coda-di-volpe-440x246.png\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"246\" title=\"\"> con i veterinari,<\/strong>\u00a0(non facendo i controlli e le sterilizzazioni, si moltiplicano a dismisura i casi di randagismo, con enorme dispendio di fondi pubblici) e maggiori controlli sull\u2019inserimento obbligatorio del microchip, utile per individuare la provenienza del cane in caso di smarrimento o di abbandono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proponiamo un eventuale canile parco o canile sanitario di piccole dimensioni, ubicato in area idonea, gestito da volontari e da associazioni di impronta protezionistica, che abbiano come unico scopo la cura e l\u2019affido del cane. Purtroppo, specie nel sud dell\u2019italia, i canili stanno diventando un vero e proprio business; in pratica i gestori (quasi sempre soggetti privati), con l\u2019aiuto di amministratori compiacenti, spesso lucrano sui lauti contributi che il comune d\u00e0 per ogni singolo cane \u201crinchiuso\u201d nella struttura. I canili non dovrebbero essere delle carceri per i cani, bens\u00ec strutture di transizione affinch\u00e9 il cane recuperato in strada sia poi dato in affidamento ad una famiglia. Nella realt\u00e0 per\u00f2, specie nel meridione, ci\u00f2 spesso non avviene, poich\u00e9 <strong>avendo pi\u00f9 cani nella struttura, si hanno maggiori fondi pubblici, e quindi chi gestisce il canile \u00e8 poco interessano alle adozioni; a seguito di questo meccanismo perverso il gestore privato, pi\u00f9 cani ha, pi\u00f9 guadagna<\/strong>: il vero cancro del randagismo in Italia. Da notare inoltre che proprio sui canili si \u00e8 acceso ultimamente il faro della magistratura: dalle indagini svolte su vari canili della Calabria, \u00e8 emerso che anche la \u2018ndrangheta ha messo le mani sul business dei randagi&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>CITTADINI ANNUNCIANO MOBILITAZIONE<\/h3>\n<p>&#8220;I cittadini e le associazioni continueranno a stare vigili e si opporranno con tutte le loro forze a questo folle progetto su un\u2019area assolutamente inidonea. Nel caso in cui il Sindaco non si ravvedr\u00e0, stanno gi\u00e0 pensando a una petizione popolare, a manifestazioni, ad eventuale Class Action, nonch\u00e9 a un ricorso alla Corte Europea per i diritti dell\u2019uomo per i continui soprusi e persecuzioni che continuano a subire, per le scelte scellerate che nel corso degli anni hanno creato una zona ghetto, rendendo invivibile l\u2019intera area a nord di Rende, rovinando l\u2019esistenza di chi vi risiede o vi lavora, compromettendo anche la loro salute psico-fisica. Diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione Italiana, come quello di respirare aria pura senza inquinanti chimici, polveri ed esalazioni nauseabonde, vivere in un ambiente salubre e prelevare acqua dai pozzi per irrigare i campi e gli orti senza avere il terrore che sia contaminata, continuano ad esserci negati e nessuno fa qualcosa per ripristinare la legalit\u00e0. <strong>Chiediamo pertanto al Sindaco di fare un passo indietro, revocando la delibera di giunta comunale del 22 giugno 2018 e rinunciando definitivamente a tale intervento<\/strong> in quell\u2019area, gi\u00e0 fin troppo compromessa (anche perch\u00e9 si \u00e8 ancora in una fase dove l\u2019opera non \u00e8 stata neanche appaltata). Compia pertanto un atto di umilt\u00e0: i cittadini, la societ\u00e0 civile e le generazioni future gliene saranno riconoscenti&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5465\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Il megacanile di Rende in un\u2019area a rischio inondazione, residenti temono epidemie (FOTO)<\/span><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;area \u00e8 frequentata da oltre 20mila persone. 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