{"id":97241,"date":"2018-08-18T19:01:49","date_gmt":"2018-08-18T17:01:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/finisce-la-latitanza-del-capo-del-clan-degli-zingari\/"},"modified":"2023-01-16T18:58:06","modified_gmt":"2023-01-16T17:58:06","slug":"233588-finisce-la-latitanza-del-capo-del-clan-degli-zingari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/233588-finisce-la-latitanza-del-capo-del-clan-degli-zingari\/","title":{"rendered":"Finisce la latitanza del capo del &#8220;clan degli zingari&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Luigi Abbruzzese &#8220;non \u00e8 uno qualunque&#8221;. Lo ha affermato Il procuratore capo della Dda Gratteri. 29 anni, latitante dal 2015, raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 pesante del padre &#8220;Dentuzzo&#8221; sul traffico internazionale di cocaina. Boss in ascesa era pronto a lasciare l&#8217;Italia<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233591 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/abbruzzese2-440x199.png\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"199\" title=\"\">COSENZA &#8211; E&#8217; considerato il capo del \u201cclan degli Zingari\u201d di Cassano allo Jonio (Cosenza), Luigi Abbruzzese, 29 anni, tratto in arresto alle prime luci dell&#8217;alba nella villa di propriet\u00e0 degli zii della convivente, resa il &#8220;fortino&#8221; per la sua permanenza nel frattempo di impartire ordini e vedere l&#8217;andamento &#8220;degli affari di famiglia&#8221;. Insieme a lui sono finiti in manette gli zii della convivente del 29enne, rispettivamente di 58 e 60 anni, incensurati. Per la compagna di Abbruzzese non sono scattate le manette per via delle norme giurisprudenziali di non punibilit\u00e0 per i prossimi congiunti rei di favoreggiamento.\u00a0Inserito nell\u2019elenco dei latitanti pericolosi Abbruzzese &#8211; che attualmente si pone al vertice del cos\u00ec detto \u201cClan degli Zingari\u201d e ne \u00e8 considerato il reggente &#8211; \u00e8 figlio di Francesco Abbruzzese alias<strong>\u00a0&#8220;<\/strong><em>Dentuzzo&#8221;<strong>, <\/strong><\/em>attualmente detenuto al 41bis nonch\u00e9 storico capo del medesimo clan \u2018ndranghetistico egemone a Cassano allo Jonio ed in tutta l\u2019area della Sibaritide. All&#8217;arrivo della polizia di Stato non ha opposto resistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-233590 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/abbruzzese.png\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"257\" title=\"\">Il latitante, ricercato dal 2015, \u00e8 stato condannato nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Gentleman condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro., in cui sin dalla prima ora si era reso irreperibile, in primo e secondo grado a 20 anni di reclusione in quanto ritenuto il capo di una organizzazione mafiosa dedita al traffico internazionale di stupefacenti, operante tra il Nord Europa e la provincia di Cosenza. Inoltre, \u00e8 destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro per traffico internazionale di stupefacenti.<\/p>\n<p>Abbruzzese soggiornava nel quartiere campo sportivo tra Cassano e Lauropoli, in un gruppo di villette.\u00a0All\u2019interno dell\u2019abitazione, nella piena disponibilit\u00e0 del latitante, sono state rinvenute 2 pistole (357 magnum e Glock) con relativo munizionamento, nonch\u00e9 quattro mila euro in contanti due carte di identit\u00e0 false utilizzate, con ogni probabilit\u00e0, dal fuggitivo per garantirsi la latitanza per oltre 3 anni, trascorsa tra Italia e Germania. La caratura criminale di Abbruzzese, \u00e8 testimoniata anche dal rilievo conferitogli in ambito europeo, dal momento che la sua figura era stata inserita in un progetto operativo, denominato \u201cEurosearch\u201d, coordinato dal Servizio Centrale Operativo (Sco) e da Eutopol, destinato a implementare le indagini per la cattura dei principali latitanti della criminalit\u00e0 mafiosa in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233592 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/abbruzzese4-440x241.png\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"241\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sue ricerche, estese in campo internazionale e da tempo proiettate anche in\u00a0 Germania, hanno consentito, dopo oltre un anno di indagini serrate coordinate dalla Procura Distrettuale di Catanzaro, di ricostruire una fittissima rete di fiancheggiatori appartenenti al nucleo familiare che ne hanno assicurato sistematicamente gli spostamenti, garantendone il sostegno logistico gli approvvigionamenti. La svolta investigativa \u00e8 pervenuta allorquando gli investigatori della Polizia di Stato (Sco, squadra mobile di Cosenza coadiuvata dalla squadra mobile di Catanzaro) hanno accertato il suo rientro in\u00a0 provincia di Cosenza, proveniente dalla Germania, ove per lungo tempo aveva condotto la sua latitanza \u201cattiva\u201d, destinata a fungere quale riferimento e autorevole punto di contatto nel traffico di stupefacenti, proveniente negli <em>hub<\/em> portuali del Nord Europa e destinati alla provincia silana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LA CONFERENZA STAMPA &#8211; I PARTICOLARI DELL&#8217;ARRESTO<\/span><!--nextpage--><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233596 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/e38708c9-fae4-4e67-8dab-4afabbc0bfaa-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Maglietta bianca, occhiali, barba lunga, latitante dal 2015, la squadra mobile lo cercava da un anno e mezzo. Una indagine tradizionale di un gruppo di lavoro formato da uomini che hanno turnato giorno e notte per portare avanti un\u2019indagine che ha portato ad individuare il latitante di nuovo in Italia da poco pi\u00f9 di un mese per esercitare il suo potere. Abbruzzese figlio di Francesco detto \u201cDentuzzo\u201d condannato all\u2019ergastolo ha raccolto l\u2019eredit\u00e0 \u201cin maniera degna\u201d e sul territorio doveva essere presente secondo gli inquirenti con spavalderia e spregiudicatezza. Si spostava, si faceva vedere, si muoveva. Per i poliziotti muoversi sul territorio degli zingari non \u00e8 stato facile.<\/p>\n<p>Il sacrificio \u00e8 stato ripagato con attivit\u00e0 investigativa tradizionale: intercettazione, pedinamento, appostamenti; si \u00e8 ristretta la cerchia ad un gruppo di favoreggiatori tra amici e parenti tra cui si \u00e8 individuata la zona in cui negli ultimi giorni si era spostato a ridosso del campo sportivo di Cassano, nella frazione di Lauropoli. Il blitz avvenuto alle 5.40 del mattino ha visto impegnati 50 poliziotti che con un\u2019operazione in stile militare, hanno cinturato la zona finch\u00e9 sono riusciti ad individuare alcuni appartamenti che per conformazione strutturale e per collocazione, hanno portato ad Abbruzzese. Abbruzzese che si \u00e8 arreso subito, si \u00e8 consegnato. Aveva due pistole tra cui una Glock proveniente da mercato estero con matricola abrasa, un revolver rubato a Cassano, entrambe pronte all\u2019uso, con relative munizioni. Quattromila euro in contanti, due documenti di identit\u00e0 contraffatti. Accanto al latitante c\u2019era la compagna e i proprietari della villa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233594 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/014f8a49-c079-4c41-97cf-709eeddcbf3f-308x280.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"280\" title=\"\">\u00abOggi \u00e8 una giornata piena di soddisfazioni per la polizia di Stato, le forze dell\u2019ordine, per la Questura di Cosenza. Dopo un anno e mezzo di indagini \u00e8 stato <strong>arrestato uno dei latitanti pi\u00f9 pericolosi e importanti legati all\u2019ambiente della criminalit\u00e0 organizzata qui in Calabria<\/strong>. Ringrazio la Procura e la \u201cmia\u201d squadra mobile. Sono di parte, sono arrivata adesso a Cosenza ma ho potuto vedere in questi 15 giorni che sono ragazzi validi\u00bb. <strong>Queste le parole di soddisfazione espresse dal questore Giovanna Petrocca<\/strong> durante la conferenza stampa a cui erano presenti\u00a0il procuratore capo della Distrettuale di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri<\/strong> e l&#8217;aggiunto <strong>Vincenzo Luberto<\/strong>. Presente anche il vice direttore Sco Marco Garofalo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>GRATTERI: ABBRUZZESE NON E&#8217; UNO QUALUNQUE<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233593 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/0d43eade-7d48-4473-bf3c-2d651945512b-158x280.jpg\" alt=\"\" width=\"158\" height=\"280\" title=\"\">Siamo soddisfatti \u2013 sottolinea il Procuratore capo Gratteri &#8211; \u00a0perch\u00e9 abbiamo arrestato Lugi Abbruzzese che era una priorit\u00e0 per la Procura Distrettuale di Catanzaro; e da pi\u00f9 di un anno e mezzo che con il collega Luberto discutiamo delle strategie, di come fare e muoversi in un territorio vastissimo, perch\u00e9 la provincia di Cosenza pi\u00f9 tempo passa e pi\u00f9 mi rendo conto che \u00e8 sterminata, non si raggiunge mai. Con gli uomini che sono disponibili abbiamo cercato di fare sinergia e abbiamo aperto un fascicolo dedicato ad Abbruzzese Luigi e con i colleghi Luberto, Sirleo, Assumma e Tramonti abbiamo creato questo gruppo di lavoro. Perch\u00e9 tanti magistrati, perch\u00e9 tanta polizia giudiziaria dietro Abbruzzese Luigi; <strong>perch\u00e9 Abbruzzese Luigi non \u00e8 uno qualunque.<\/strong> Perch\u00e9 intanto \u00e8 ritenuto il capo locale di Cassano che \u00e8 un territorio vastissimo dove c\u2019\u00e8 una criminalit\u00e0 organizzata\u00a0 anzi un locale\u00a0 di \u2018ndrangheta in espansione, in crescita che si \u00e8 interfacciato e si interfaccia con la \u2018ndrangheta della Piana di Gioia Tauro al punto che Abbruzzese Luigi e il suo \u201clocale\u201d sono stati autorizzati, \u201clegittimati\u201d,\u00a0 a poter intessere rapporti diretti con i trafficanti colombiani per quanto riguarda la cocaina e ingenti importazioni di eroina dall\u2019Afghanistan e marijuana dall\u2019Albania.<\/p>\n<p>Per fare questi tipi di traffici \u2013 ricorderete durante l\u2019operazione Gentleman \u2013 che livello di traffico esisteva al punto che il giorno dell\u2019arresto furono trovate decine di armi da guerra tra cui\u00a0kalashnikov, mitragliatori, esplosivo e 10 milioni di euro. Per noi era una priorit\u00e0 come Procura Distrettuale di Catanzaro catturare Abbruzzese, perch\u00e9 riteniamo che con questa cattura <strong>abbiamo per il momento congelato l\u2019operativit\u00e0 dei vertici della locale \u2018 ndrangheta<\/strong> e non \u00e8 cosa da poco perch\u00e9 ci vuole tempo per riorganizzarsi. Abbruzzese non esce dal carcere domattina: \u00e8 stato condannato ad una pena di 20 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. In questa attivit\u00e0 abbiamo avuto il vice direttore dello Sco di Roma che ha dato il suo contributo; altro contributo l\u2019ha dato la squadra mobile di Catanzaro, ma <strong>il cuore, il motore dell\u2019indagine \u00e8 stata la squadra mobile di Cosenza e non poteva essere altrimenti visto la competenza funzionale che ha sul territorio, sulla provincia di Cosenza.<\/strong> Vi sono molto grato, ringrazio tutti i colleghi e la polizia di Stato. E\u2019 stata una indagine lunga laboriosa; il fatto che sia stato impiegato un anno e mezzo la dice lunga sulla capacit\u00e0 di mimetizzazione e sugli appoggi di Abbruzzese Luigi quale trafficante internazionale di cocaina: la latitanza non la trascorrono solo sul loro territorio ma all\u2019estero e in diversi paesi d\u2019Europa e del mondo.<\/p>\n<h2>LUBERTO: HO SOLLECITATO UOMINI E MEZZI PER LA CATTURA<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233597 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/1d198a80-522a-48c5-bf41-6239bd0e0256-158x280.jpg\" alt=\"\" width=\"158\" height=\"280\" title=\"\">\u00abAd attestare quanto ci tenevamo a questa cattura, dal primo giorno dell\u2019arrivo in procura del Procuratore Capo Gratteri ho sollecitato uomini e mezzi &#8211; dichiara il Procuratore aggiunto Luberto. Era un mio ridondare nel sottolineare l\u2019importanza di questo latitante che origina soprattutto dal fatto che <strong>gli zingari hanno dimostrato di poter sedere a tavoli pi\u00f9 importanti della \u2018ndrangheta e del narcotraffico<\/strong> e l\u2019operazione Gentlemen dimostra canali di approvvigionamento sud americani e dell\u2019est europeo per cocaina, eroina e marijuana. Addirittura stavano cercando di impiantare una raffineria a Cassano tant\u2019\u00e8 che trovammo circa 80 chili di materiale da taglio nell\u2019ambito sempre dell\u2019operazione Gentlemen. Non \u00e8 la prima volta. La prima raffineria di eroina fu trovata in Calabria a Cassano. La raffineria \u00e8 degli anni \u201980 ed era a Terranova da Sibari. Fu la prima raffineria trovata in Calabria, forse in Italia. Questo non \u00e8 un fatto gran ch\u00e9 conosciuto, ma c\u2019era stato all\u2019epoca dei fatti la delocalizzazione della mafia in Calabria nella sibaritide, un territorio difficilissimo e complicatissimo.<\/p>\n<p><strong>I primi legami con i narcotrafficanti albanesi si devono proprio alla sibaritide<\/strong>. Si sono allocati in sibaritide e da l\u00ec hanno iniziato ad importare marijuana per tutto il territorio nazionale. Un territorio troppo vasto per essere controllato ed \u00e8 per questo che sono contento per il risultato oggi. Questo a dire quanto sia importante nel panorama del narcotraffico. I complimenti alla polizia di Stato: noi eravamo abituati a vedere la mobile impegnati nel centro cittadino in quanto dedicati tradizionalmente ad attivit\u00e0 su questo territorio. Un anno e mezzo fa hanno avuto indicazioni su dove potesse essere Luigi Abbruzzese e vi assicuro che \u00e8 stato un continuo di contatti di lavoro, di rogatoria all\u2019estero; perch\u00e9 possiamo dirlo senza tradire nessun segreto: <strong>Luigi Abbruzzese era tornato in Italia da poco tempo ma era stato a lungo in Germania.<\/strong> I poliziotti italiani lo avevano localizzato ma possiamo dire anche senza grandi polemiche non hanno avuto una collaborazione forte da parte dei poliziotti tedeschi (Sostanzialmente in Germania il reato associativo mafioso non esiste. Nel tempo tra l\u2019altro la polizia tedesca si \u00e8 dovuta dedicare al fenomeno del contrasto al terrorismo che hanno sofferto molto di pi\u00f9 rispetto all\u2019Italia). Questo ha determinato la mancata cattura sebbene fosse certa la sua localizzazione.<\/p>\n<p>A dimostrazione che la rete era corretta e l\u2019ambito relazionale era stato censito dai poliziotti, appena tornato in Italia \u00e8 stato arrestato. Sono stati arrestati con lui gli zii della convivente, coloro i quali ospitavano la coppia. La convivente non \u00e8 stata tratta in arresto perch\u00e9 stiamo seguendo un orientamento giurisprudenziale molto recente con il quale si estendono alla convivente le cause di non punibilit\u00e0 per i prossimi congiunti per il reato di favoreggiamento. Sono stati ritrovati soldi in contante e due pistole giusto a colorare la personalit\u00e0 del soggetto. Vorrei ancora sottolineare lo sforzo effettuato da questi poliziotti. Questa \u00e8 una indagine che era stata seguita dai finanzieri che non hanno avuto la possibilit\u00e0 di dedicarsi alla cattura. I poliziotti sono partiti da zero senza conoscere le caratteristiche morfologiche, la voce di Abbruzzese che hanno dovuto imparare ascoltando fonie e vedendo fotografie. Sono andati a censire un ampio ambito parentale estremamente vasto: gli zingari si sposano tra parenti, hanno tutti gli stessi cognomi e si distinguono per soprannomi. Questo \u00e8 il lusinghiero risultato che tanto lavoro ha determinato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233595 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/a65f51bd-5f6e-4c17-9f8c-798d43d49562-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sentiti ringraziamenti per la sinergia del gruppo operativo e verso la Distrettuale da parte\u00a0\u00a0di Marco Garofalo dirigente al Servizio Centrale Operativo, Sco, la sezione che si occupa del contrasto alla \u2018ndrangheta. \u00abAbbiamo gi\u00e0 da tempo iniziato a lavorare in questo distretto su tutte le tematiche delicate che riguardano la \u2018ndrangheta anche e soprattutto nel territorio estremamente faticoso dal punto di vista investigativo che \u00e8 quello della provincia di Cosenza. Con riferimento a questa indagine sottolineo gli sforzi portati avanti in sinergia con i colleghi della mobile di Cosenza e di Catanzaro, con le nostre competenze sul territorio. Grazie a questa faticosa tela che abbiamo tessuto per oltre un anno siamo riusciti a cogliere l\u2019occasione buona per rintracciare Abbruzzese appena rientrato in Italia. Gli sforzi all\u2019estero sono stati straordinari ma alla fine era sul territorio che dovevamo catturalo dove purtroppo per lui pensava di rimanere impunito\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI ANCHE<\/span><\/h2>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5469\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VIDEO \u2013 L\u2019arresto di Abbruzzese: nascosto in una villetta a Cassano Ionio<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Abbruzzese &#8220;non \u00e8 uno qualunque&#8221;. Lo ha affermato Il procuratore capo della Dda Gratteri. 29 anni, latitante dal 2015, raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 pesante del padre &#8220;Dentuzzo&#8221; sul traffico internazionale di cocaina. 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