{"id":97328,"date":"2018-08-21T18:58:58","date_gmt":"2018-08-21T16:58:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/antonio-un-eroe-di-rigopiano-tra-i-morti-del-raganello\/"},"modified":"2023-01-16T18:58:11","modified_gmt":"2023-01-16T17:58:11","slug":"233974-antonio-un-eroe-di-rigopiano-tra-i-morti-del-raganello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/233974-antonio-un-eroe-di-rigopiano-tra-i-morti-del-raganello\/","title":{"rendered":"Antonio, un eroe di Rigopiano tra i morti del Raganello"},"content":{"rendered":"<h4>Nel 2017, insieme alla sua squadra, era andato a prestare soccorso agli abruzzesi sommersi dalla neve. Quella stessa neve che spazz\u00f2 via un albergo a Rigopiano<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CIVITA (CS) &#8211; Antonio De Rasis, di 32 anni, era un volontario del Soccorso alpino calabrese e amava profondamente le Gole del Raganello che conosceva palmo a palmo. Un&#8217;esperienza, per\u00f2, che non gli \u00e8 servita a salvarsi. Anche lui \u00e8 stato travolto e ucciso dall&#8217;ondata del torrente che ha sballottato contro le rocce dello stretto canyon il gruppo di escursionisti che stava guidando in un&#8217;esperienza ambientalistica unica. De Rasis aveva partecipato a pi\u00f9 operazioni di salvataggio. E chi lo conosceva assicura che luned\u00ec, nelle fasi drammatiche della piena, invece di preoccuparsi della sua incolumit\u00e0, si \u00e9 adoperato per aiutare qualcuno degli escursionisti, ma non c&#8217;\u00e8 riuscito. &#8220;Antonio era un ragazzo straordinario che aveva un&#8217;esperienza gigantesca nel Raganello, dove andava da circa un ventennio&#8221;.<\/p>\n<p>A ricordarlo \u00e8 Luca Franzese, responsabile regionale del Soccorso alpino calabrese, amico fraterno di Antonio, con cui ha condiviso l&#8217;esperienza di Rigopiano. &#8220;Durante quei giorni &#8211; ricorda Franzese &#8211; abbiamo operato nel teramano, dove abbiamo evacuato alcune persone bloccate da giorni con la neve alta tre metri. Siamo riusciti a evacuarli con gli sci. E&#8217; stata un&#8217;esperienza incredibile&#8221;. De Rasis, celibe e ultimo di tre figli, oltre ad amare intensamente il Raganello, era molto legato alla montagna dove trascorreva gran parte delle sue giornate. Qualche mese fa, su un post pubblicato su un social, scriveva: &#8220;Camminando in montagna riesco a essere una persona migliore, un amico migliore, un figlio migliore. Provo forti emozioni anche solo alzando lo sguardo verso il panorama. Ritrovo in me la voglia di vivere in modo umile apprezzando tutto ci\u00f2 che la natura offre. Sto bene, sono vivo&#8221;. De Rasis, insieme ai genitori, gestiva un B&amp;B a Cerchiara di Calabria, suo paese natale, nei pressi delle Grotte delle Ninfe.<\/p>\n<p>La sua morte ha lasciato attonita un&#8217;intera comunit\u00e0. &#8220;Ricordare Antonio, un ragazzo che prestava con abnegazione e con grande spirito di sacrificio la propria attivit\u00e0 nel settore dell&#8217;escursionismo ma anche del volontariato e della protezione civile della sottosezione Cai di Cerchiara, \u00e8 a dir poco limitativa&#8221;, dice il sindaco di Cerchiara Antonio Carlomagno. &#8220;Era &#8211; prosegue il sindaco visibilmente commosso &#8211; un ragazzo solare, propositivo e pieno di vita, che sicuramente con la sua alta esperienza avr\u00e0 tentato di dare il massimo soccorso ai componenti del gruppo. Siamo attoniti di fronte a questa tragedia che ci colpisce come istituzione e soprattutto come comunit\u00e0&#8221;. Una comunit\u00e0, quella di Cerchiara, che si \u00e8 stretta attorno alla famiglia De Rasis. &#8220;Antonio &#8211; dice chi lo conosceva &#8211; era un ragazzo spontaneo, sempre pronto a dare un sorriso a tutti, dedito alle attivit\u00e0 volontarie. Un ragazzo altruista sempre pronto per dare il suo aiuto&#8221;. E cos\u00ec Cerchiara continuer\u00e0 a ricordarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2017, insieme alla sua squadra, era andato a prestare soccorso agli abruzzesi sommersi dalla neve. 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