{"id":97865,"date":"2018-09-05T07:58:06","date_gmt":"2018-09-05T05:58:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sindacati-il-report-di-demoskopika-persi-450-mila-iscritti-negli-ultimi-2-anni\/"},"modified":"2023-01-16T18:58:49","modified_gmt":"2023-01-16T17:58:49","slug":"235942-sindacati-il-report-di-demoskopika-persi-450-mila-iscritti-negli-ultimi-2-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/235942-sindacati-il-report-di-demoskopika-persi-450-mila-iscritti-negli-ultimi-2-anni\/","title":{"rendered":"Cala il consenso nei sindacati, il report di Demoskopika: &#8220;persi 450 mila iscritti negli ultimi 2 anni&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Nel Mezzogiorno quasi il 70% del calo complessivo italiano. Andamento negativo anche per chi ha svolto attivit\u00e0 gratuita nelle organizzazioni sindacali: 60 mila volontari in meno nel 2016 rispetto all\u2019anno precedente.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Basilicata e Toscana si posizionano in cima per maggior gradimento nei confronti delle sigle sindacali. Sul versante opposto \u00e8 in Piemonte che l\u2019appeal sindacale raggiunge il livello pi\u00f9 basso. \u00e8 quanto emerge dal report \u201c<strong>La mappatura regionale della rappresentanza sindacale\u201d realizzata dall\u2019Istituto Demoskopika<\/strong>. Il sindacato italiano continua a<strong> registrare un calo del consenso<\/strong>. In soli due anni, le principali organizzazioni sindacali hanno perso complessivamente circa 450 mila iscritti. Una contrazione, che poteva manifestarsi in forma ancora pi\u00f9 allarmante se non fosse per l\u2019Unione Italiana dei Lavoratori (UIL) che ha fatto registrare, al contrario, un incremento, seppur non particolarmente rilevante. I numeri non lasciano spazio a dubbi: dal 2015 al 2017, i tesserati hanno subito una contrazione di 447 mila persone, di cui ben 293 mila residenti nelle realt\u00e0 regionali del Mezzogiorno. \u00e8 la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) a registrare il maggiore decremento con un calo di ben 285 mila iscritti seguita dalla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori\u00a0(CISL) con meno 188 mila tesserati. Per l\u2019Unione Italiana del Lavoro (UIL), andamento in controtendenza: circa 26 mila iscritti in pi\u00f9 nell\u2019arco temporale osservato.<\/p>\n<p>Piemonte, Valle d\u2019Aosta e Campania si collocano in coda alla graduatoria delle regioni \u201cpi\u00f9 sfiduciate\u201d dalle organizzazioni sindacali. Al contrario, sul podio delle regioni a maggiore appeal sindacale si posizionano Basilicata, Toscana e Sicilia. Circa 574 mila italiani over 13 anni, pari soltanto all\u20191,2% della popolazione di riferimento, infine, hanno dichiarato di aver svolto attivit\u00e0 sociale gratuita per un sindacato nel 2016 con un decremento di oltre 9 punti percentuali rispetto all\u2019anno precedente. \u00e8 quanto emerge dall\u2019Indice di Appeal Sindacale (IAS) ideato dall\u2019Istituto Demoskopika che, analizzando il periodo 2015-2017, ha tracciato una classifica delle regioni in relazione all\u2019attrattivit\u00e0 delle principali organizzazioni dei lavoratori sul territorio. Due gli indicatori utilizzati: gli iscritti ai sindacati di CGIL, CISL, UIL e le persone di 14 anni e pi\u00f9 che hanno svolto attivit\u00e0 gratuita per un sindacato.<\/p>\n<h3>Appeal sindacale: svettano Basilicata, Toscana e Sicilia. Piemonte in coda<\/h3>\n<p>Sono tre le regioni a guidare la graduatoria dell\u2019Indice di Appeal Sindacale (IAS) realizzata dall\u2019Istituto Demoskopika sulla base di tre livelli di gradimento, alto, medio e basso. Due gli indicatori individuati: il numero di iscritti alle principali organizzazioni sindacali ogni mille occupati per regione e le persone di 14 anni e pi\u00f9 per attivit\u00e0 gratuita per un sindacato ogni mille persone residenti over 13 anni per regione.<\/p>\n<p>La Basilicata prima su tutte, con un punteggio complessivo pari a 115,48 si posiziona in cima alla classifica delle realt\u00e0 regionali \u201cpi\u00f9 sindacalizzate\u201d guidando l\u2019area del livello alto di appeal. A pesare significativamente il primo posto ottenuto nella \u201dgeografia\u201d degli iscritti: ben 717 tesserati per mille occupati. Sul podio, al secondo posto, si colloca la Toscana totalizzando un risultato complessivo pari a 110,35 punti \u201ccondizionato\u201d positivamente dal primato quale realt\u00e0 territoriale pi\u00f9 virtuosa in relazione ai volontari: 16 persone di 14 anni per mille residenti over 13 anni. A chiudere il medagliere dell\u2019appeal sindacale la Sicilia con 108,4 punti. Nell\u2019area del livello alto altre due realt\u00e0 regionali, <strong>Calabria<\/strong> e Liguria, rispettivamente con 107,77 e 107,14 punti.<br \/>\nNell\u2019area di livello medio trovano spazio dieci regioni: Molise (103,9 punti), Sardegna (102,46 punti), Lazio (101,86 punti), Emilia Romagna (100,75 punti), Puglia (99,42 punti). E, ancora, Abruzzo (99,26 punti), Veneto (98,96 punti), Friuli Venezia Giulia (98,83, punti), Lombardia (97,04 punti) e Marche (95,5 punti). Infine, nell\u2019area di livello basso, caratterizzato dalle regioni con minore gradimento verso le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil, si collocano le rimanenti cinque realt\u00e0 territoriali. Il territorio pi\u00f9 disincantato dal ruolo delle sigle sindacali \u00e8 il Piemonte che ha totalizzato complessivamente solo 88,93 punti, immediatamente preceduto dalla Valle d\u2019Aosta e dalla Campania rispettivamente con 92,05 punti e con 93,63 punti. Nell\u2019area delle maggiori sfiduciate, infine, anche l\u2019Umbria (94,58 punti) e il Trentino Alto Adige (95,11 punti).<\/p>\n<p><strong>Adesioni<\/strong>: nel 2017 il valore pi\u00f9 basso degli ultimi anni. Sono ben 447 mila le persone che hanno rinunciato ad iscriversi ai sindacati solamente nell\u2019ultimo biennio: nel 2013 i tesserati erano poco pi\u00f9 di 11,5 milioni milioni, nel 2016 erano 11,4 milioni mentre nel 2017 il numero complessivo \u00e8 sceso a 11,1 milioni. Un andamento costantemente decrescente pari a una contrazione delle adesioni del 7,2% rispetto al 2012 quando gli iscritti hanno sfiorato la soglia dei 12 milioni di tesserati. Dall\u2019analisi territoriale dell\u2019Istituto Demoskopika emerge un quadro piuttosto differenziato abbastanza significativo.<\/p>\n<p>Con oltre 293 mila iscritti in meno, pari al 65,6% del calo complessivo delle adesioni, sono le regioni del Mezzogiorno, nel 2017, a rinunciare prioritariamente all\u2019appartenenza sindacale nell\u2019arco temporale considerato con una variazione negativa pari al 5,1 rispetto al 2015. A seguire il Nord con una riduzione pari 114 mila iscritti (-2,7%) e il Centro con una contrazione delle adesioni di poco meno di 40 mila persone (-2,5%).<\/p>\n<p>A livello regionale, sono quattro le realt\u00e0 territoriali meridionali a comparire tra le prime sei regioni per \u201csforbiciata\u201d degli iscritti alle sigle sindacali, in valore assoluto, con oltre 245 mila adesioni in meno nell\u2019ultimo biennio: Campania con 90,8 mila iscritti in meno, Puglia con 66,7 mila iscritti in meno, Sicilia con 53,7 mila iscritti in meno e <strong>Calabria<\/strong> con 33,8 mila iscritti in meno. Tra loro si posizionano altre due regioni rilevanti per contrazione di tesserati quali la Lombardia con 50,5 mila iscritti in meno e l\u2019Emilia Romagna con 46,1 mila iscritti in meno.<br \/>\nA seguire per andamento negativo delle adesioni, Lazio (-21,4 mila iscritti), Umbria (-20,7 mila iscritti), Abruzzo (-16,4 mila iscritti), Marche (-16 mila iscritti), Piemonte (-13,3 mila iscritti), Toscana (-8,5 mila iscritti), Sardegna (-7 mila iscritti), Friuli Venezia Giulia (-6,2 mila iscritti), Molise (-4,8 mila iscritti), Liguria (-3,1 mila iscritti) e Basilicata (-2,8 mila iscritti).<br \/>\nIn controtendenza, infine, il dato delle rimanenti tre realt\u00e0 territoriali che, nell\u2019arco temporale analizzato, si sono contraddistinte per un incremento dei tesserati ai sindacati: Trentino Alto Adige (+8 mila iscritti), Veneto (+6,1 mila iscritti) e Valle d\u2019Aosta (+630 iscritti).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-235945 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/infografica-sindacati-demoskopika-2.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"460\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Raffale Rio<\/strong>, presidente di <strong>Demoskopika<\/strong>, ha commentato i dati del Report ai microfoni di Rlb<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/h4>\n<pre class=\"aLF-aPX-K0-aPE\">[audio_mp3 url=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/RAFFAELE-RIO-SINDACATI.mp3\"]<\/pre>\n<h3>CGIL: calo pi\u00f9 rilevante delle adesioni nelle regioni a \u201cgoverno rosso&#8221;<\/h3>\n<p>E&#8217; la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), nel 2017, a subire il maggiore decremento con ben 285,4 mila iscritti in meno, pari a ad un calo del 5,2 per cento rispetto al 2015. Una contrazione che tocca principalmente i territori \u201ca guida rossa\u201d. Tra le prime otto realt\u00e0 territoriali, infatti, a dimostrare pi\u00f9 sfiducia, in termini assoluti, ben sette sono attualmente governate dal centrosinistra: Campania con una contrazione di 55,8 mila iscritti pari al 17,9% in meno rispetto al 2015, Puglia che ha registrato una decrescita di 54,1 mila iscritti pari al 18%, Emilia Romagna con una perdita di 46,5 mila iscritti pari al 5,7%. E, ancora, <strong>Calabria<\/strong> con una contrazione di 20,8 mila iscritti pari al 12,7% in meno rispetto al 2015, Umbria che ha registrato una decrescita di 20,2 mila iscritti pari al 17,2%, Marche e Lazio con un calo rispettivamente di 14 mila iscritti (-7,4%) e 12,4 mila iscritti (-3,7%). Sul versante opposto, il primato dei territori caratterizzati da un aumento delle iscrizioni spetta al Veneto con all\u2019attivo ben 8,9 mila adesioni in pi\u00f9 (+2,3%), al Trentino Alto Adige con 5,9 mila tesserati in pi\u00f9 (+8,2%) e, infine, alle Valle d\u2019Aosta con un incremento meno significativo di 718 iscritti (+5,9%).<\/p>\n<h3>CISL: oltre 188 mila iscritti in meno. Sicilia e Campania le \u201cpecore nere\u201d<\/h3>\n<p>La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori\u00a0(CISL), ha perso per strada ben 188,1 mila iscritti con una contrazione del 4,5 per cento nell\u2019arco temporale considerato. Le perdite \u201ca due cifre\u201d si sono registrate in sette regioni: Sicilia che ha visto ridurre il numero degli iscritti alla sigla sindacale di 38,7 mila persone (-12%), Campania con una contrazione di 30,6 mila iscritti pari al 11,1%, Puglia con 22,5 mila iscritti in meno (-9,1%), Lombardia con 18,5 mila iscritti in meno (-2,4%), <strong>Calabria<\/strong> con 15,5 mila iscritti in meno (-10,3%), Piemonte con 11,8 mila iscritti in meno (-4,4%) e, infine, Lazio con 11,4 mila iscritti in meno (-3,9%). Sul versante opposto, il Trentino Alto Adige si \u00e8 dimostrato il territorio \u201cpi\u00f9 devoto\u201d facendo registrare un incremento, seppur poco rilevante, del numero degli iscritti pari a 447 tesserati (+0,6%).<\/p>\n<h3>UIL: sindacato in controtendenza. Iscritti aumentano dell\u20191,4%<\/h3>\n<p>L\u2019Unione Italiana del Lavoro (UIL), nel periodo osservato, non ha subito la contrazione del \u201cconsenso\u201d. Nel 2017, infatti, l\u2019organizzazione sindacale, al contrario, ha visto incrementare il proprio portafoglio del tesseramento di 26,5 mila iscritti pari ad una crescita dell\u20191,4 per cento rispetto al 2015. A rappresentare prioritariamente il saldo positivo gli incrementi della base registrati in Puglia con 9,9 mila iscritti in pi\u00f9 (+4,8%), in Piemonte con 5,5 mila iscritti in pi\u00f9 (+3,8%) e in Lombardia con 3,9 mila iscritti in pi\u00f9 (+2%). Tre, infine, le uniche realt\u00e0 territoriale a non confermare fiducia alla sigla sindacale: Sicilia con 7 mila iscritti in meno (-3,2%), Campania con 4,3 mila iscritti in meno (-2,3%) e Marche con 1,1 mila iscritti in meno (-2,5%).<\/p>\n<h3>Partecipazione: si riduce l\u2019esercito dei volontari nel sindacato<\/h3>\n<p>Quasi 60 mila in un solo anno. Si \u00e8 ridotto, di oltre nove punti percentuali, il numero della popolazione di 14 anni e pi\u00f9 che ha dichiarato di aver svolto attivit\u00e0 gratuita per un sindacato nel 2016 rispetto all\u2019anno precedente. Sono state circa 574 mila, infatti, le persone che, nel 2016, hanno scelto un impegno gratuito nel pianeta delle organizzazioni sindacali a fronte dei 632 mila volontari dell\u2019anno precedente. In altri termini, <strong>in un solo anno la partecipazione attiva dei cittadini alle attivit\u00e0 delle sigle sindacali si \u00e8 ridotta di circa 60 mila unit\u00e0<\/strong>. Quattro le principali realt\u00e0 regionali segnate da una riduzione rilevante dell\u2019esercito dei volontari: Emilia Romagna (-26 mila volontari), Piemonte (-22 mila volontari), Campania (-10 mila volontari) e Umbria (-10 mila volontari). Da evidenziare, infine, Lombardia e Toscana che, al contrario, hanno visto crescere significativamente il numero della popolazione di 14 anni e pi\u00f9 che ha dichiarato di aver svolto attivit\u00e0 gratuita per un sindacato, rispettivamente di 16 mila e 12 mila volontari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Mezzogiorno quasi il 70% del calo complessivo italiano. 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