{"id":98722,"date":"2018-09-24T04:39:37","date_gmt":"2018-09-24T02:39:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-blitz-contro-le-cosca-alvaro-tra-i-fermati-anche-un-sindaco\/"},"modified":"2023-01-16T18:59:47","modified_gmt":"2023-01-16T17:59:47","slug":"256049-ndrangheta-blitz-contro-le-cosca-alvaro-tra-i-fermati-anche-un-sindaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/256049-ndrangheta-blitz-contro-le-cosca-alvaro-tra-i-fermati-anche-un-sindaco\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta e appalti pubblici pilotati da una &#8216;casetta&#8217;, tra i fermati un sindaco (VIDEO E FOTO)"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione scattata alle prime luci dell&#8217;alba ha colpito una cosca in grado di infiltrarsi nelle istituzioni ed influenzarne le scelte<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Tra i fermati c&#8217;\u00e8 anche il\u00a0 sindaco di Delianuova, Francesco Rossi, e due imprenditori. L&#8217;operazione Iris \u00e8 scattata all&#8217;alba. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in esecuzione di un fermo emesso dalla Dda nei confronti di appartenenti alla cosca Alvaro di Sinopoli, accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, truffa aggravata, trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo e dalle finalit\u00e0 mafiose. Le indagini hanno fatto luce sugli interessi criminali della cosca Alvaro, una delle pi\u00f9 agguerrite del mandamento tirrenico della &#8216;ndrangheta reggina, <strong>in grado di infiltrarsi negli enti pubblici e nelle amministrazioni locali per influenzarne le scelte e acquisire illecitamente appalti e finanziamenti pubblici.<\/strong> Francesco Rossi, eletto 3 anni fa a capo di una lista civica, il primo cittadino sottoposto a fermo nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria contro la cosca Alvaro di Sinopoli \u00e8 uno dei destinatari delle misure cautelari. Complessivamente le persone fermate sono 18. Rossi \u00e8 accusato di associazione mafiosa. Secondo gli investigatori sarebbe stato a tutti gli effetti partecipe della cosca le cui principali attivit\u00e0 di arricchimento illecito sarebbero state legate ad appalti per lavori pubblici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA CASETTA IN ASPROMONTE<\/h2>\n<p>L\u2019indagine, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria \u00a0e coordinata dal Procuratore aggiunto, dott. Calogero Gaetano Paci, e dal Sostituto procuratore, dott.ssa Giulia Pantano, \u00e8 stata <strong>avviata nell\u2019estate del 2013 e ha consentito di delineare con straordinaria chiarezza gli assetti attuali e gli interessi criminali della cosca Alvaro<\/strong>\u00a0di documentarne le cointeressenze con articolazioni degli altri mandamenti della provincia reggina, suffragare il ruolo egemone della famiglia\u00a0Alvaro nell\u2019area ricompresa tra i Comuni di Oppido Mamertina, Sinopoli, Delianuova e Cosoleto. Le acquisizioni investigative pi\u00f9 rilevanti ruotano intorno ad un casolare di contrada Scif\u00e0 di Sinopoli: ubicata lungo la SS 183 che collega Gambarie a Delianuova, \u201cla casetta\u201d \u2013 cos\u00ec indicata dagli indagati \u2013 costituisce un luogo nevralgico per la cosca Alvaro, connotato da continue riunioni, mascherate da \u201cmangiate\u201d, e da un andirivieni costante di esponenti di tutti i mandamenti di \u2018ndrangheta presenti nella provincia di Reggio Calabria. Il monitoraggio della \u201ccasetta\u201d ha soprattutto permesso di delineare compiutamente l\u2019organigramma della famiglia Alvaro, confermando le acquisizioni del procedimento &#8216;Provvidenza&#8217; riguardo alla figura di Alvaro Carmine classe 1968, soprannominato \u201cu pulice\u201d, indiscusso capocosca detenuto colpito dal provvedimento cautelare che nel gennaio 2017 ha interessato le principali cosche della Piana di Gioia Tauro. Figure di spicco sono i cugini di Carmine, i fratelli Antonio, Raffaele e Carmine (u bruzzise) Alvaro, che coordinano le attivit\u00e0 criminali degli affiliati subordinati ed organizzano gli incontri con i referenti mafiosi di altre articolazioni territoriali della &#8216;ndrangheta che chiedono di parlare con Alvaro Carmine \u201cu pulice\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle figure di maggior rilievo se ne affiancano altre: numerosi affiliati, alcuni dei quali gi\u00e0 condannati per reati associativi in altri procedimenti, come Alvaro Giuseppe (\u201cu rugnusu\u201d), Alvaro Giuseppe (\u201cu trappitaru\u201d), Alvaro Carmine (\u201cu limbici\u201d), Alvaro Carmelo (\u201cCarmine Bin Laden\u201d), Alvaro Domenico, Alvaro Paolo (cl. 88), Bonforte Antonino (\u201cu topu\u201d), Calabr\u00f2 Rocco, Sergio Francesco Paolo e La Capria Giuseppe.<strong> Al casolare di contrada Scif\u00e0 \u00e8 stata registrata la presenza di esponenti di blasonate cosche della provincia di Reggio Calabria, quali i \u201cPelle-Gambazza\u201d di San Luca, dei \u201cMollica\u201d di Africo, dei \u201cRugolino\u201d di Catona<\/strong>, \u201cIetto\u201d di Natile di Careri, \u201cCondello\u201d di Varapodio, \u201cCallea\u201d di Ort\u00ec, \u201cMorabito\u201d (\u201cDe Stefano\u201d) di Archi, \u201cScopelliti\u201d di Melia di Scilla, senza tralasciare le cointeressenze con altri casati tra i quali i \u201cGuadagnino\u201d e i \u201cPapalia\u201d\u00a0 di Delianuova, i \u201cMazzagatti\u201d di Oppido Mamertina e \u201cLarosa\u201d di Giffone. Tra questi, tre sono stati raggiunti dall\u2019odierna misura: Rugolino Domenico, capo dell\u2019omonima cosca operante nei quartieri reggini di Catona, Arghill\u00e0, Villa San Giuseppe, Rosal\u00ec e Spontone, insieme a Foti Giuseppe, suo subordinato, e Callea Sebastiano, esponente di spicco della cosca \u201cCondello\u2013Imerti\u201d, operante nel quartiere Ort\u00ec di Reggio Calabria, ai quali viene contestata pure la stretta vicinanza alla cosca di Sinopoli, attestata dalla frequente presenza presso il \u201cquartier generale\u201d di contrada Scif\u00e0 per condividere le strategie criminali, concordando la spartizione degli interessi illeciti e le modalit\u00e0 di aggressione al tessuto economico del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>GLI APPALTI PUBBLICI E LE ESTORSIONI<\/h2>\n<p>L\u2019indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo ha permesso di documentare compiutamente gli interessi criminali della cosca Alvaro e di quelle che con esse si sono accordate. \u00c8 il caso, in particolare, della riscossione del \u201cpizzo\u201d per i \u201clavori di difesa costiera tra Cannitello e Santa Trada ed in particolare in difesa del centro abitato di Porticello\u201d nel comune di Villa San Giovanni, bandito dalla Provincia per un<strong> importo complessivo pari a 1,7 milioni di euro, per la ricarica della barriera soffolta gi\u00e0 esistente e la realizzazione di nuovi tratti a protezione dell\u2019abitato<\/strong>, particolarmente esposto alle mareggiate e al fenomeno erosivo della costa. Aspetto di particolare valenza investigativa \u00e8 il documentato accordo tra diverse compagini \u2018ndranghetiste. L\u2019illecita dazione \u00e8 infatti spartita tra famiglie mafiose che si estendono su un territorio vasto che va da Sinopoli, passando per Villa San Giovanni fino a raggiungere Archi di Reggio Calabria: protagonista della vicenda \u00e8 Domenico Calabrese\u00a0\u2013 gi\u00e0 coinvolto nell\u2019indagine \u201cSansone\u201d, uomo inserito nella cosca Zito-Bertuca, ma vicino agli Alvaro \u2013 che, in qualit\u00e0 di diretto esecutore delle disposizioni impartite da Raffaele Alvaro, per conto di Alvaro Carmine \u201cu pulice\u201d, ha riscosso i proventi dell\u2019estorsione ai danni della ditta aggiudicataria dell\u2019appalto provinciale e ne ha consegnato materialmente quota parte proprio alle famiglie di Sinopoli e di Archi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019episodio, per\u00f2, che maggiormente testimonia la capacit\u00e0 di infiltrazione della cosca Alvaro \u00e8 quello inerente<strong> i lavori di realizzazione dell\u2019elettrodotto Sorgente-Rizziconi, opera pubblica di interesse nazionale in ragione della finalit\u00e0 di garantire la sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana a quella peninsulare<\/strong> per ridurre il rischio di black out in Sicilia, incrementando la capacit\u00e0 di trasporto tra la Sicilia e il continente. In questo caso, le mire imprenditoriali del sodalizio criminale sono state estremamente pervasive e rivolte direttamente ai settori pi\u00f9 remunerativi \u2013 movimento terra, trasporto, fornitura di inerti, mezzi e manodopera \u2013 arrivando ad assicurare il controllo del cantiere ed ottenendo introiti diretti e indiretti, attraverso le ditte riconducibili al sodalizio, incaricate delle varie forniture e dei numerosi noli. Di fatto l\u2019indagine ha posto in evidenza l\u2019esistenza di un vero e proprio accordo tra la Roda Spa, impresa aggiudicatrice dei contratti da Terna Spa, e alcune ditte di Sinopoli, Sant\u2019Eufemia e San Procopio, tutte collegate o riconducibili agli Alvaro. Emissari della cosca sono due imprenditori, Saverio Napoli<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(amministratore di fatto della impresa della ditta Costruzioni Flores Eufemia srl) e Rocco Rugnetta<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(amministratore di fatto della RR Appalti &amp; Costruzioni srl), che hanno tenuto i contatti con i rappresentanti della Roda Spa e hanno materialmente imposto le ditte subappaltatrici, i fornitori di ferro e calcestruzzo e i servizi di cantiere in genere, assegnati, su disposizione del clan, a ditte \u201cgradite\u201d e ovviamente a prezzi e condizioni pi\u00f9 sfavorevoli rispetto a quelli di mercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In particolare, <strong>Rugnetta assume il ruolo di garante della \u201csicurezza ambientale\u201d, \u201cproteggendo\u201d le ditte Terna e Roda \u2013 rispettivamente committente e appaltatrice \u2013 da danneggiamenti o intimidazioni<\/strong>; ma \u00e8 anche il \u201cmediatore\u201d con la pubblica amministrazione per la risoluzione di problematiche legate a violazioni di carattere amministrativo riscontrate dal Comune di Sinopoli nel suddetto cantiere, intervenendo e, in definitiva, facendo distruggere i relativi verbali di accertamento e contestazione di alcune infrazioni elevate a carico della Roda Spa. A conferma dell\u2019elevata caratura criminale raggiunta dagli Alvaro \u00e8 il dato relativo alla totale assenza, nel corso dei lavori relativi all\u2019appalto, di episodi di danneggiamento e atti intimidatori; aspetto, quest\u2019ultimo, tanto pi\u00f9 emblematico in considerazione dell\u2019alta densit\u00e0 mafiosa dell\u2019ampio contesto territoriale interessato dall\u2019appalto. Parimenti, in pi\u00f9 occasioni sono le ditte del territorio a rivolgersi agli Alvaro per chiedere di essere incluse nelle imprese interessate dalle forniture di beni e servizi, cos\u00ec riconoscendo di fatto alla \u2018ndrangheta il potere di regolamentazione dell\u2019accesso ai subcontratti e, pi\u00f9 in generale, il controllo sulle attivit\u00e0 economico-produttive nei territori in cui insiste la realizzazione dell\u2019opera pubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LE INGERENZE DELLA COSCA NELL&#8217;AMMINISTRAZIONE COMUNALE<\/h2>\n<p>Le indagini hanno in maniera doviziosa documentato la capacit\u00e0 degli Alvaro d\u2019influenzare le scelte della pubblica amministrazione, in relazione all\u2019attivit\u00e0 dei comuni di Sinopoli \u2013 con riferimento al gi\u00e0 menzionato<strong> intervento di Rugnetta per la distruzione dei verbali di contestazione elevati alla ditta impegnata nella realizzazione dell\u2019elettrodotto<\/strong> \u2013 e, soprattutto, di Delianuova. Riguardo agli interessi mafiosi su quel Comune, centrale si rivela la figura di Francesco Rossi, all\u2019epoca vicesindaco e assessore ai lavori pubblici (oggi sindaco di Delianuova e consigliere della Citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria), anch\u2019egli tra i frequentatori di contrada Scif\u00e0: in particolare, nell\u2019ottobre 2013 partecipava ad una riunione in cui affrontava con gli Alvaro \u2013 in un clima di piena sintonia e unit\u00e0 di intenti con i vertici del sodalizio \u2013 questioni relative agli appalti e finanziamenti pubblici e, pi\u00f9 in generale, a problematiche del centro urbano di Delianuova su cui la cosca esercitava la propria influenza mafiosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In particolare Rossi Franco aveva richiesto un intervento degli Alvaro su alcuni soggetti che ostacolavano la sua gestione amministrativa adducendo presunte violazioni dei <strong>patti pre-elettorali da parte del Rossi nella definizione del piano regolatore comunale e della lottizzazione della zona di Carmelia<\/strong>, per condurre alla caduta del governo locale nel tentativo di porsi poi in prima persona alla guida di quella amministrazione comunale. Rossi, in pratica, aveva deciso di portare sul tavolo dei suoi interlocutori mafiosi le diverse questioni che avevano generato gli attriti in seno all\u2019amministrazione comunale, affinch\u00e9 le figure apicali della cosca Alvaro si esprimessero nel merito, rinnovando il sostegno a Rossi e interrompendo le condotte ostruzionistiche dei suoi oppositori. In definitiva, l\u2019allora vicesindaco e assessore Rossi ha incarnato il ruolo di referente politico della cosca Alvaro in seno all\u2019amministrazione comunale di Delianuova, \u201ccollocato\u201d nella carica pubblica dalla \u2018ndrangheta per farne gli interessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>POLITICI AL SERVIZIO DELLA &#8216;NDRANGHETA<\/h2>\n<p>Referente politico della cosca Alvaro all&#8217;amministrazione comunale di Delianuova, &#8220;collocato&#8221; nella carica pubblica dalla &#8216;ndrangheta per farne gli interessi. Cos\u00ec investigatori ed inquirenti hanno tratteggiato la figura di Francesco Rossi, sindaco di Delianuova indagato per fatti commessi quando era vice sindaco e assessore, \u00e8 anche eletto in quota Pd al consiglio della citt\u00e0 Metropolitana di Reggio Calabria. <strong>Tra gli indagati in stato di libert\u00e0 c&#8217;\u00e8 un candidato al Consiglio regionale nelle elezioni del 2014 &#8211; di cui non \u00e8 stato fatto il nome e che non \u00e8 stato eletto<\/strong> &#8211; che, \u00e8 stato riferito nel corso della conferenza stampa, &#8220;ha incontrato gli esponenti della cosca Alvaro nella baracca di contrada Scif\u00e0 dei Piani di Aspromonte per assicurare il suo impegno in favore del clan nel caso fosse stato eletto&#8221;. &#8220;E&#8217; una inchiesta &#8211; ha detto il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri &#8211; curata dai colleghi Giulia Pantano e Gaetano Paci, avviata nel 2013 e che ha permesso di ricostruire con straordinaria chiarezza gli attuali assetti e gli interessi degli Alvaro e la galassia delle loro alleanze. Rossi aveva assunto nei confronti degli Alvaro, durante tutto l&#8217;arco del suo impegno di amministratore pubblico, un ruolo di costante attenzione verso gli interessi della cosca nel settore dei lavori pubblici&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel mirino di carabinieri e Dda sono finiti i lavori della difesa costiera tra Cannitello e Santatrada, nel comune di Villa San Giovanni, per un valore di circa due milioni di euro, e quelli, ancora pi\u00f9 imponenti, dell&#8217;elettrodotto Sorgente-Rizziconi, un&#8217;opera pubblica di interesse nazionale finalizzata a ridurre il rischio di black-out energetico in Sicilia. &#8220;<strong>Un appalto del valore di centinaia di milioni di euro per fornitura inerti, movimento terra, trasporto e assunzione di manodopera<\/strong> &#8211; \u00e8 stato detto &#8211; finito in subappalto alla &#8216;ndrangheta per un vero e proprio accordo tra l&#8217;impresa aggiudicataria, la &#8216;Roda&#8217; spa di Brescia, che aveva vinto l&#8217;appalto di Terna, e imprese di Sinopoli, San Procopio e Sant&#8217;Eufemia d&#8217;Aspromonte, tra le quali la Costruzioni Flore di Saverio Napoli, e la RR appalti srl, di cui era amministratore di fatto Rocco Rugnetta, tra i fermati, genero del capo &#8216;ndrangheta Nicola Alvaro &#8216;u colaciuni&#8217;, attualmente detenuto&#8221;. Tra i fermati c&#8217;\u00e8 anche un funzionario della sede Inps di Palmi, Giuseppe La Capria, di 47 anni. Secondo i carabinieri si sarebbe adoperato per far ottenere a famigliari degli Alvaro sussidi sociali attraverso la Regione e il riconoscimento di invalidit\u00e0 civile.<\/p>\n<h2>NOMI E SEQUESTRI<\/h2>\n<p>Alla luce delle complessive risultanze investigative \u00e8 stato eseguito il sequestro preventivo delle seguenti societ\u00e0 \u2013 <strong>con relativi patrimoni aziendali, quote sociali e conti corrent<\/strong>i \u2013 <strong>riconducibili agli indagati, come pure il casolare nella disponibilit\u00e0 della famiglia mafios<\/strong>a: R. Appalti e Costruzioni S.r.l.; ditta Costruzione Flores Eufemia s.r.l. e un immobile ubicato in contrada Scif\u00e0 di Sinopoli.\u00a0 I destinatari della misura sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>ALVARO Raffaele, cl. 65, \u201cPagghiazza\u201d;<\/li>\n<li>ALVARO Carmine, cl. 59 \u201cu bruzzise\u201d;<\/li>\n<li>ALVARO Giuseppe, cl. 43 \u201cu trappitaru\u201d;<\/li>\n<li>ALVARO Carmine, cl. 71 \u201cu limbici\u201d;<\/li>\n<li>ALVARO Domenico, cl. 77;<\/li>\n<li>ALVARO Carmelo, cl. 60 \u201cCarmine Bin Laden\u201d;<\/li>\n<li>ALVARO Paolo, cl. 88;<\/li>\n<li>LA CAPRIA Giuseppe, cl. 71;<\/li>\n<li>ROSSI Francesco, cl. 57;<\/li>\n<li>RUGNETTA Rocco, cl. 83;<\/li>\n<li>BONFORTE Antonino, cl.57, \u201cu topu\u201d;<\/li>\n<li>NAPOLI Saverio, cl. 68;<\/li>\n<li>CALABRO\u2019 Rocco, cl. 68;<\/li>\n<li>SERGIO Francesco Paolo, cl. 89;<\/li>\n<li>RUGOLINO Domenico, cl. 66;<\/li>\n<li>FOTI Giuseppe, cl. 55;<\/li>\n<li>CALLEA Sebastiano, cl. 57;<\/li>\n<li>ALVARO Giuseppe, cl. 32, \u201cu rugnusu\u201d (arresti domiciliari).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Operazione IRIS, clan Alvaro\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZXCRtp1HvNY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione scattata alle prime luci dell&#8217;alba ha colpito una cosca in grado di infiltrarsi nelle istituzioni ed influenzarne le scelte<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":98723,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-98722","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=98722"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/98722\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=98722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}