{"id":99101,"date":"2018-10-01T13:49:28","date_gmt":"2018-10-01T11:49:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-passione-fa-teatro-presentata-la-stagione-di-prosa-del-rendano-programma\/"},"modified":"2023-01-16T19:00:13","modified_gmt":"2023-01-16T18:00:13","slug":"257395-la-passione-fa-teatro-presentata-la-stagione-di-prosa-del-rendano-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/257395-la-passione-fa-teatro-presentata-la-stagione-di-prosa-del-rendano-programma\/","title":{"rendered":"&#8216;La Passione fa teatro&#8217;, presentata la stagione di prosa del Rendano &#8211; PROGRAMMA"},"content":{"rendered":"<h4>Da Gullotta ad Accorsi passando per i migliori titoli della Prosa italiana, la stagione 2018-2019 del teatro Rendano si fa \u201cExtra\u201d<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA -&#8216;La Passione fa teatro&#8217; \u00e8 il claim scelto per la nuova Stagione di Prosa del teatro Rendano 2018-2019 che sancisce e rafforza la strada della collaborazione tra Comune di Cosenza e privati (l&#8217;associazione &#8216;L&#8217;Altro teatro&#8217;), non a caso \u00e8 &#8216;La Passione fa teatro&#8217;. Alla conferenza stampa stamattina il dirigente alla Cultura di palazzo dei Bruzi Giampaolo Calabrese il quale ha spiegato come il &#8220;claim rappresenta la sintesi di quanto \u00e8 stato realizzato durante un preciso percorso&#8221;. A partire dal prossimo <strong>14 novembre<\/strong> arriveranno infatti le migliori proposte del panorama italiano del momento, raccolte nel cartellone messo insieme dall&#8217;Altro Teatro e dall&#8217;Ente municipale. Il Comune ha integrato il cartellone ufficiale con altre offerte collaterali e di pari dignit\u00e0 rispetto al cartellone canonico, tra musical, eventi (come quello della Fondazione Carical) e in particolar modo la rassegna &#8216;Rendano Extra&#8217; (nella quale, ad esempio, la sperimentazione tra due tradizioni, musica folk e musica classica, diventano innovazione), tutti a significare, dal mese di ottobre fino a maggio, un travolgente arricchimento attrattivo in un&#8217;ampia proposta di appuntamenti di qualit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 14 novembre,<\/strong> ore 20.30, si alza il sipario sulla \u201cRassegna L&#8217;AltroTeatro\u201d finanziato dalla Regione Calabria, organizzato dalla societ\u00e0 \u201cL&#8217;AltroTeatro\u201d guidata dal gruppo di operatori del mondo dello spettacolo locale: Enzo Noce, Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano.<\/p>\n<p>Sul palco del Teatro A. Rendano <strong>19 appuntamenti all\u2019insegna della grande drammaturgia<\/strong> senza dimenticare, per\u00f2, il divertimento e il puro spettacolo. Prosa, dai grandi classici agli autori contemporanei e poi, commedie e musical, questi gli ingredienti del cartellone ideato da \u201cL\u2019AltroTeatro\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">PROGRAMMA<\/span><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center;\">dal 14 novembre 2018 al 11 aprile 2019<\/h3>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 14 novembre, ore 20.30<\/strong>, l\u2019esordio, dunque, con lo spettacolo <strong>\u201cDon Chisciotte della Pignasecca \u201d<\/strong> con <strong>Peppe Barra e Nando Paone<\/strong>. Liberamente adattato dal capolavoro di Miguel de Cervantes. Presentato nella riscrittura di Maurizio De Giovanni, gi\u00e0 autore di numerosi romanzi e racconti, lo spettacolo \u00e8 stato diretto dal Alessandro Maggi. Del testo pi\u00f9 famoso della letteratura spagnola restano i due protagonisti &#8211; l&#8217;eroe \u201csenza macchia e senza paura\u201d (Nando Paone) e il suo fedele scudiero Sancho (Peppe Barra) &#8211; trasferiti nel contesto della fine della seconda guerra mondiale. \u00c8 Napoli, e precisamente la zona della Pignasecca, la destinazione del loro vagare: qui, infatti, don Michele Ghigliotti (alias don Chisciotte) \u00e8 nato e cresciuto, ed \u00e8 qui che si nasconde un antico tesoro di famiglia, custodito inconsapevolmente all&#8217;interno di una locanda. La coppia di viaggiatori non solo incontra i gestori della locanda, ma si imbatte nel loro solo ospite e nelle loro difficolt\u00e0 quotidiane, compreso un arrogante strozzino che li tiene in pugno con minacce<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 29 novembre,<\/strong> ore 20.30, sar\u00e0 la volta di una produzione calabrese <strong>\u201cCommedia all&#8217;Italiana\u201d<\/strong> di e con <strong>Max Mazzotta<\/strong>. La commedia \u00e8 divisa in tre atti e ci troviamo in un teatro di posa negli studi cinematografici di un&#8217;ipotetica Cinecitt\u00e0. Qui il cast di attori e tecnici pronti per le riprese di un film che vuole sublimare e reinterpretare la \u201cCommedia all&#8217;italiana\u201d, con la speranza di ridare lustro ad un genere, ora in declino, ma che fu d&#8217;esempio per tutto il cinema internazionale. Il compito di ridare sorriso al mondo della celluloide nostrana \u00e8 affidato al regista sperimentale Tommy Mix, un artista a tuttotondo ben considerato negli ambienti che contano. Il suo unico difetto \u00e8 nel carattere a volte troppo schietto e poco incline al compromesso.<\/p>\n<p><strong>Domenica 2 dicembre<\/strong>, ore 18.30, la kermesse entra nel vivo con \u201cBukurosh, mio nipote\u201d ovvero il ritorno de<strong> \u201cI Suoceri Albanesi\u201d protagonisti Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi.<\/strong> La coppia di celebri doppiatori tornano a vestire i panni di Lucio e Ginevra, lui consigliere comunale progressista impegnato nella campagna elettorale, lei titolare di un ristorante di cucina molecolare. Lucio, Camilla, Corrado e Benedetta sono appena tornati dall\u2019Albania dove Camilla, 17 anni, e Lushan, 18, si sono appena sposati, perch\u00e9 lei \u00e8 rimasta incinta di lui durante i lavori di ristrutturazione del bagno di casa. Tra battute e situazioni divertenti e imbarazzanti la nuova commedia di Gianni Clementi affronta con leggerezza alcuni temi attuali della societ\u00e0 contemporanea: la famiglia multietnica con annessi pregiudizi e relative differenze culturali; le difficolt\u00e0 della convivenza tra genitori, figli e parenti acquisiti.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 12 dicembre<\/strong> \u201c<strong>Pensa ci Giacomino\u201d,<\/strong> ore 20.30. L&#8217;opera pirandelliana con un istrionico<strong> Leo Gullotta<\/strong>. Spettacolo scritto nel 1917 dal premio Nobel agrigentino, \u00e8 tutt\u2019ora di grande contemporaneit\u00e0. Si affrontano temi come la condizione della donna, il rapporto dello Stato nei confronti dei dipendenti pubblici, nella fattispecie degli insegnanti, le maldicenze del prossimo, il perbenismo dei benpensanti. Il grande attore catanese, si muover\u00e0 attraverso grandi giganti, che raffigurano una societ\u00e0 che implacabilmente giudica e condiziona la vita.<br \/>\nGioved\u00ec 20 dicembre, ore 20.30, Roberto Ciufoli sar\u00e0 il protagonista del musical di Natale \u201cA Cristmas Carol\u201d. Lo spettacolo, che vanta le musiche originali del compositore statunitense Alan Menken (La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Aladdin\u2026), racconta la storia fantastica di Ebenezer Scrooge. Il ricco e avaro uomo d\u2019affari sar\u00e0 interpretato dall\u2019attore e regista Roberto Ciufoli, che ha sposato con entusiasmo il nuovo progetto della Compagnia dell\u2019Alba. Scenografie firmate da Gabriele Moreschi, la direzione musicale di Gabriele de Guglielmo e la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-257402 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/stagione-prosa-cs-altro-teatro-290x280.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"280\" title=\"\">Sabato 12 gennaio<\/strong>, ore 20.30 e <strong>domenica 13 gennaio<\/strong>, ore 18.30, \u00e8 la volta di un&#8217;altra brillante commedia questa volta tutta partenopea <strong>\u201cColpo di scena\u201d di e con Carlo Buccirosso<\/strong>. In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del pi\u00f9 integerrimo rigore. Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercher\u00e0 conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando cos\u00ec rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna. E come nella pi\u00f9 classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potr\u00e0 sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal pi\u00f9 classico colpo di scena finale\u2026<\/p>\n<p><strong>Sabato 19 gennaio<\/strong>, ore 20.30 e <strong>domenica 20 gennaio<\/strong>, alle ore 18.30 sul palco del Teatro Rendano giunger\u00e0 <strong>Stefano Accorsi<\/strong> con \u201c<strong>Giocando con Orlando Assolo<\/strong>\u201d. Delle molte storie parallele che si dipanano nell\u2019Orlando Furioso di Ariosto, l\u2019attenzione del regista Marco Baliani si focalizza sulla figura dell\u2019amore fra uomo e donna, in tutte le sue molteplici forme: \u00e8 proprio l\u2019amore che spinge l\u2019uomo a compiere gesta eroiche e a farlo impazzire se non corrisposto. Donne bellissime, carismatiche guerriere o rosee principesse, ammaliano l\u2019uomo che rischia la propria vita per salvarle, uccide altri uomini ed entra in guerra per averle, sfida gli dei per amarle. Gli epici cavalieri sono come incompleti, cercano costantemente di colmare questa loro mancanza \u201caffettiva\u201d mediante la soddisfazione del loro desiderio, e questa loro caratteristica viene spesso usata per irretirli, come fa Alcina nella sua isola incantata, trasformandoli poi in rocce e piante.<\/p>\n<p><strong>Domenica 27 gennaio<\/strong>, ore 18.30, un&#8217;altra produzione calabrese <strong>\u201cIl Vangelo secondo Antonio\u201d scritto, diretto e interpretato da Dario De Luca della Compagnia Scena Verticale<\/strong>. Dopo una documentazione sul campo, Il Vangelo secondo Antotonio in scena il 13 e 14 aprile al Nest, racconta di un parroco che, malato di Alzheimer, vive in una realt\u00e0 parallela per gli altri impenetrabile. Don Antonio, un parroco di una piccola comunit\u00e0, vicario generale del vescovo, si ammala di Alzheimer. Al suo fianco la sorella, devota perpetua dal carattere rude e un giovane e candido diacono. La malattia colpir\u00e0 la mente brillante di questo sacerdote e nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima: i congiunti si muoveranno a tentoni in un terreno per loro sconosciuto, con rabbia, insofferenza e shock. Don Antonio, entrato nella nebbia, inizier\u00e0 a perdere tutti i riferimenti della sua vita ma allaccer\u00e0 un rapporto nuovo e singolare con Cristo che porter\u00e0 avanti anche quando, alla fine, si sar\u00e0 dimenticato della malattia stessa.<\/p>\n<p><strong>Sabato 2 febbraio,<\/strong> ore 20.30, un&#8217;altro classico della drammaturgia \u201c<strong>Il Misantropo\u201d di Moli\u00e8re con Giulio Scarpati e Valeria Solarino<\/strong>. \u201cIl Misantropo \u00e8 la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un\u2019intera giornata non ci \u00e8 ancora riuscito.\u201d Le parole con cui Louis Jouvet riassumeva il capolavoro di Moli\u00e8re, colgono un elemento niente affatto riduttivo e spesso trascurato o messo in ombra a favore del tema politico dell\u2019uomo onesto e sincero in lotta contro la corruzione e l\u2019ipocrisia della societ\u00e0. L\u2019aspetto privato, in questo capolavoro che si muove sempre in equilibrio tra commedia e tragedia, \u00e8 altrettanto importante dal punto di vista teatrale, di quello sociale, perch\u00e9 ne evidenzia il fattore umano, e dalla corte del re Sole lo porta dritto a noi. Nella sua urgenza di parlare con C\u00e9lim\u00e8ne, che gli sfugge e evita il confronto, Alceste \u00e8 un personaggio estremamente moderno. \u00c8 un uomo che in modo vagamente masochista si ostina ad amare la donna sbagliata, quella che \u00e8 il suo opposto in tutto. E lo stesso vale per Celimene nei confronti di Alceste, quando dichiara di preferirlo agli altri pretendenti. \u00c8 proprio la loro differenza la molla che li spinge uno verso l\u2019altra: signora dei salotti lei, intellettuale duro e puro lui, rigido negli scontri filosofici con l\u2019amico Filinte, cos\u00ec assoluto da apparire eroico, e nello stesso tempo ridicolo. Due protagonisti di una commedia amara in cui non \u00e8 previsto il lieto fine.<\/p>\n<p><strong>Sabato 9 febbraio<\/strong>, alle ore 20.30, arriva un&#8217;altra grande interprete sul palco del Teatro Rendano.<strong> Claudia Gerini e il Solis String Quartet in \u201cQualche estate fa\u201d<\/strong>. La storia artistica di Franco Califano si \u00e8 sempre intrecciata, per scelta consapevole, con quella umana, al punto che il personaggio, forse, ha spesso finito con il mettere in ombra l\u2019autore di tanti successi. \u201cQualche estate fa\u201d prova a riportare in equilibrio le due dimensioni, facendo di alcune canzoni molto amate il punto di partenza per raccontare la vita dell\u2019autore. Tra le canzoni cantate da Claudia Gerini e rese in musica, con arrangiamenti originali, dal Solis String Quartet alcune tra e pi\u00f9 famose come \u201cTutto il resto \u00e8 noia\u201d, \u201cMinuetto\u201d, \u201cLa musica \u00e8 finita\u201d e \u201cUn\u2019estate fa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Domenica 17 febbraio<\/strong>, ore 18.30, direttamente dal Teatro Manzoni di Roma <strong>\u201cIl giorno della Tartaruga\u201d di Garinei e Giovannini.<\/strong> Una commedia musicale divertente e tenera. Con Cesare Vangeli e Cristina Pensiero. Al centro la crisi della coppia, nell\u2019Italia degli anni del boom. I due protagonisti, oltre ad interpretare Lorenzo e Maria, marito e moglie che litigano dalla prima all\u2019ultima scena, interpretano anche i vari personaggi della storia, offrendo una grande prova di attori; a completare il cast, accanto a loro 4 performers che danno vita ai ricordi della coppia creando atmosfere romantiche, divertenti e a tratti nostalgiche. E poi c\u2019\u00e8 un altro protagonista: la tartaruga che d\u00e0 il titolo allo spettacolo. Come da tradizione per i due grandi autori, inserire un vero animale in scena. In fondo la tartaruga simboleggia un modello di vita coniugale: i due protagonisti, proprio come lei, restano chiusi all\u2019interno del guscio della propria casa.<\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 22 febbraio<\/strong>, ore 20.30 e <strong>sabato 23 febbraio,<\/strong> ore 20.30, l&#8217;indimenticabile commedia musicale <strong>\u201cAggiungi un Posto a Tavola\u201d di Garinei e Giovannini.<\/strong> Interpreti sul palco Gianluca Guidi, Emy Bergamo, Marco Simeoli, Beatrice Arnera e Piero Di Blasio. Torna sul palcoscenico Don Silvestro, alle prese con la sua Arca da costruire e la sua favola che parla d\u2019amore, di accoglienza, di vita nuova da inventare. Aggiungi un posto a tavola esord\u00ec nel 1974 con protagonista Johnny Dorelli e, da allora, ogni nuova edizione \u00e8 stata un successo, in Italia come in tutto il mondo (oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori). In quest\u2019ultima versione, il copione \u00e8 quello originale, cos\u00ec come la scenografia, i costumi e le musiche, riprese dall\u2019iconica prima rappresentazione. Ogni ingrediente \u00e8 riproposto con rispetto filologico, ma allo stesso tempo con nuova vita e freschezza.<\/p>\n<p><strong>Domenica 3 marzo,<\/strong> un&#8217;altra produzione della compagnia calabrese Libero Teatro con \u201c<strong>Giangurgolo<\/strong>\u201d, ore 20.30. <strong>Max Mazzotta<\/strong> non solo si cimenta nella riscrittura del Bardo ma lo mescola con la maschera calabrese di Giangurgolo. Uno spettacolo decisamente esilarante. In assenza di canovacci e trame classiche sul personaggio di Giangurgolo, si potrebbe immaginarlo immerso in un contesto a lui completamente estraneo. E cosa pu\u00f2 essere pi\u00f9 estraneo alla personalit\u00e0 di Giangurgolo, alla sua cialtroneria e intrinseca non-nobilt\u00e0, se non la pi\u00f9 nobile delle espressioni teatrali, la tragedia? E quale tragedia \u00e8 pi\u00f9 nobile di quella di William Shakespeare? Pu\u00f2 Giangurgolo vestire i panni del pi\u00f9 tragico e nobile degli eroi shakespeariani, Amleto? La lettura non pu\u00f2 che essere in chiave comico-parodistica ed introduce lo spettatore ai temi della tragedia shakespeariana sfruttando le corde del grottesco.<\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 6 marzo e gioved\u00ec 7 marzo<\/strong>, alle ore 20.30, <strong>l&#8217;amatissimo musical degli Abba<\/strong> e riproposto in Italia dal Teatro Sistina<strong> \u201cMamma mia\u201d<\/strong> con Luca Ward, Paolo Conticini, Sergio Muniz e Sabrinba Marciano. Forse la pi\u00f9 celebre commedia musicale degli anni 2000 che ha strappato applausi in tutto il mondo e ha fatto scatenare il pubblico con le mitiche canzoni degli Abba: a quasi 10 anni dal film con Meryl Streep, arriva in Italia una nuovissima versione che per la prima volta sar\u00e0 realizzata da una grande produzione tutta italiana, con protagonisti tre attori amatissimi dal grande pubblico. Nel ruolo protagonista femminile la rivelazione del musical italiano Sabrina Marciano (reduce da una clamorosa affermazione nel ruolo della maestra di danza nell\u2019acclamato Billy Elliot) circondata da un cast di oltre 30 artisti.<\/p>\n<p><strong>Domenica 10 marzo<\/strong>, ore 18.30, un&#8217;altra opera calabrese prodotta dalla Compagnia Arciere e l&#8217;Associazione Lilli in \u201cIl dono del male\u201d interpretato da Marco Silani.<strong> Il \u201cdel Male Male\u201d<\/strong> \u00e8 la seconda opera della Trilogia Gioachimita di Adriana Toman. Riccardo Cuor di Leone ha iniziato la terza crociata ed \u00e8 in attesa di imbarcarsi per la Terra Santa \u00e8 a Messina con Filippo II Augusto Re di Francia, suo alleato, con cui pare avere un rapporto ambiguo. Ha voluto l\u2019Abate Gioacchino da Fiore a corte per avere una profezia sull\u2019impresa. Si scontrano la forza della visione di Gioacchino con la capacit\u00e0 di Riccardo di manipolare la trasmissione degli eventi da parte del potere.<\/p>\n<p><strong>Sabato 16 marzo<\/strong>, alle ore 20.30, la commedia brillante \u201c<strong>Mostri a parte<\/strong>\u201d con il celebre attore <strong>Maurizio Casagrande<\/strong>. Franco, dimenticata rockstar degli anni \u201980, \u00e8 sposato con la pi\u00f9 giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d\u2019oro della sua carriera, ma che oggi \u00e8 la vera \u201cstar\u201d di casa. Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacit\u00e0, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell\u2019effimero mondo della televisione. Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realt\u00e0 il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.<\/p>\n<p><strong>Martedi 26 marzo<\/strong>, alle ore 20.30 <strong>e Mercoled\u00ec 27,<\/strong> alle ore 20,30 torna la grande tradizone della commedia musicale con \u201c<strong>Il Conte Tacchia<\/strong>\u201d con il mattatore <strong>Enrico Montesano<\/strong>. Dopo Rugantino e Il Marchese del Grillo, grandi successi applauditi in tutta Italia, Enrico Montesano affronta un altro popolare personaggio romano per chiudere la sua trilogia. Autore della regia e della versione teatrale scritta con Gianni Clementi, Montesano presenta al suo pubblico un\u2019altra appassionante commedia ambientata nella Roma antica dei primi del novecento, tratta dall\u2019omonima pellicola cinematografica di Sergio Corbucci con scene aggiunte che andranno ad integrare la storia. Per la prima volta sul palcoscenico teatrale, il divertente personaggio di Francesco Puricelli prender\u00e0 di nuovo anima per far ridere il suo pubblico con la sua comicit\u00e0 e le sue gags. Un cast di valenti attori e di scatenati ballerini animeranno il palcoscenico con costumi d\u2019epoca sulle musiche originali del Maestro Armando Trovajoli e nuove canzoni scritte appositamente per la Commedia dal Maestro Maurizio Abeni.<\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 4 aprile,<\/strong> alle ore 20.30, il teatro civile con \u201c<strong>Dietro ai tuoi passi &#8211; La Storia di Peppino Impastato\u201d<\/strong>. Lo spettacolo che racconta la vicenda di Peppino Impastato considerato uno degli eroi e martiri della lotta alla mafia. A Cinisi, paesino siciliano, cento passi separano la casa di Peppino Impastato da quella del boss locale. Peppino, fin da piccolo curioso, nel 1968 si ribella come tanti giovani al padre. Ma in Sicilia la ribellione diventa sfida allo statuto della mafia. Peppino non cede, battendosi insieme ai suoi compagni contro una cultura mafiosa accettata e coperta. Due giorni prima del voto lo fanno saltare in aria sui binari della ferrovia con sei chili di tritolo. La morte coincide con il ritrovamento a Roma dell\u2019onorevole Aldo Moro, viene rubricata come \u201cincidente sul lavoro\u201d poi, dopo che gli amici mettono a disposizione degli inquirenti molti indizi dell\u2019esecuzione diventa addirittura \u201csuicidio\u201d. Quest\u2019allestimento \u00e8 un atto d\u2019amore verso un personaggio che ha lasciato alla storia e all\u2019Italia stessa una testimonianza esemplare di lotta contro la mafia.<\/p>\n<p>Gran finale <strong>gioved\u00ec 11 aprile<\/strong>, alle ore 20.30, con il ritorno sul palco del Teatro Rendano di <strong>Massimo Ranieri<\/strong> con <strong>\u201cIl Gabbiano\u201d di Anton Cecov<\/strong>. Un affascinante incontro fra due protagonisti assoluti del teatro italiano, Massimo Ranieri e Giancarlo Sepe, che per la prima volta insieme metteranno in scena uno dei testi teatrali tra i pi\u00f9 noti e rappresentati di sempre: Il Gabbiano di \u010cechov. Una grande produzione, un allestimento imponente, undici attori in un nuovo e rivoluzionario adattamento di Giancarlo Sepe. La storia di Treplev, scrittore incompreso, del suo amore per Nina, il suo rapporto di odio\/amore con la madre Irina, una anziana e famosa attrice, e poi tutti gli altri splendidi personaggi con le loro intense storie scritte magistralmente dal giovane \u010cechov, rivivranno in questo originale spettacolo. Una pietra miliare del teatro mondiale in una inedita grande edizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Gullotta ad Accorsi passando per i migliori titoli della Prosa italiana, la stagione 2018-2019 del teatro Rendano si fa \u201cExtra\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":99102,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40],"tags":[],"class_list":["post-99101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99101"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99101\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}