{"id":99276,"date":"2018-10-05T04:47:30","date_gmt":"2018-10-05T02:47:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/roggiano-richiedenti-asilo-sfruttati-per-lavorare-nei-campi-arrestato-imprenditore-agricolo\/"},"modified":"2023-01-16T19:00:24","modified_gmt":"2023-01-16T18:00:24","slug":"258066-roggiano-richiedenti-asilo-sfruttati-per-lavorare-nei-campi-arrestato-imprenditore-agricolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/258066-roggiano-richiedenti-asilo-sfruttati-per-lavorare-nei-campi-arrestato-imprenditore-agricolo\/","title":{"rendered":"Roggiano: richiedenti asilo sfruttati per lavorare nei campi, arrestato imprenditore agricolo"},"content":{"rendered":"<h4>Erano tutti richiedenti asilo politico i lavoratori extracomunitari ospiti del\u00a0<strong>Centro di Accoglienza Straordinaria di Roggiano Gravina<\/strong> . L&#8217;imprenditore agricolo \u00e8 stato arrestato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROGGIANO GRAVINA (CS) &#8211; Erano sottoposti a turni di 9 ore e venivano pagati giornalmente 20 euro; il tutto senza alcun rispetto delle norme di sicurezza ed in assenza di regolare contratto. Ogni mattina alle 5, un &#8216;caporale&#8217; andava a prelevarli direttamente al CAS di Roggiano. A scoprire la vicenda di sfruttamento i militari della Stazione Carabinieri di Roggiano Gravina, che hanno arrestato un imprenditore agricolo,<strong> A.L. 44enne,<\/strong> in esecuzione di un\u2019ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip presso il Tribunale di Cosenza per i reati di \u201cintermediazione illecita\u201d e \u201csfruttamento del lavoro\u201d. I lavoratori, erano tutti extracomunitari richiedenti asilo politico, ospiti nel territorio di Roggiano Gravina.<\/p>\n<p>Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza, sono state avviate dai carabinieri a seguito di segnalazioni sulla presunta presenza di un cosiddetto \u201ccaporale\u201d che impiegava nel proprio fondo agricolo lavoratori stranieri, approfittando dello stato di bisogno in cui versavano, per sottoporli a condizioni di <strong>illecito sfruttamento senza neppure un contratto di assunzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Partendo da tali elementi, hanno avviato mirati servizi di osservazione in alcuni <strong>terreni siti nel Comune di San Marco Argentano<\/strong> che, in un arco temporale compreso tra il mese di settembre dello scorso anno ed agosto scorso, hanno consentito di <strong>dare un nome ed un volto al \u201ccaporale\u201d,<\/strong> accertando che era solito <strong>prelevare quotidianamente<\/strong> diversi extracomunitari da un <strong>Centro di Accoglienza Straordinaria di Roggiano Gravina<\/strong> e condurli presso un fondo ubicato nel territorio di San Marco Argentano, ove venivano sistematicamente impiegati quali braccianti agricoli nella <strong>raccolta di ortaggi.<\/strong><\/p>\n<h3>Prelevati all&#8217;alba dal caporale lavoravano per 9 ore per 20 euro<\/h3>\n<p>Attraverso <strong>videoriprese<\/strong> i carabinieri sono riusciti a documentare le pesanti giornate lavorative degli extracomunitari, come confermato dalle dichiarazioni precise, dettagliate e convergenti successivamente rese dagli stessi (<strong>provenienti dal Gambia, dal Bangladesh e dal Senegal<\/strong>): prelevati all\u2019alba, intorno alle ore 5.00, da un furgone condotto dall\u2019imprenditore, affluivano sui terreni coltivati ad ortaggi ove prestavano la loro attivit\u00e0 lavorativa ininterrottamente<strong> fino a 9 ore &#8211; orientativamente dalle 06.30 alle 15.30 \u2013<\/strong> in un contesto lavorativo assolutamente degradante. Le condizioni di lavoro imposte dal \u201cpadrone\u201d &#8211; in palese difformit\u00e0 dalle minimali regole dei contratti collettivi nazionali &#8211; contemplavano soltanto una <strong>pausa di appena 30 minuti<\/strong> (nel caso gli immigrati avessero voluto consumare cibi portati al seguito), senza mettere a disposizione degli \u201csfruttati\u201d acqua per rifocillarsi ed in assenza di luoghi idonei per ripararsi dal caldo o per soddisfare le proprie esigenze fisiologiche. A fronte di cos\u00ec gravose condizioni di lavoro la retribuzione concordata era di appena 20 euro giornaliere, del tutto sproporzionata rispetto alla quantit\u00e0 ed alla qualit\u00e0 del lavoro prestato, a riprova dell\u2019opera di sfruttamento posta in essere in danno dei lavoratori stranieri.<\/p>\n<p>I carabinieri hanno anche potuto ricostruire un tentativo di <strong>deviare il corso delle indagini<\/strong> da parte dell\u2019odierno arrestato, il quale, in diversi approcci con gli extracomunitari, aveva provato a condizionarne i racconti al fine di alleggerire le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<h3>Ad aprile era stato arrestato il titolare di un&#8217;azienda edile ad Acri<\/h3>\n<p>I gravi fatti portati alla luce dimostrano, ancora una volta, l&#8217;impegno e la particolare determinazione con cui i carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, operano per contrastare il triste fenomeno del \u201c<strong>caporalato<\/strong>\u201d, conducendo un\u2019intensa azione a difesa dei lavoratori coinvolti e di quelle aziende oneste, che indirettamente vengono danneggiate da operatori economici che non esitano a lucrare e fare cassa sulle spalle delle persone pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 tangibile prova <strong>l\u2019arresto lo scorso aprile di un 52enne, titolare di un\u2019azienda edile, che nelle campagne di Acri<\/strong> aveva vessato per oltre un anno con angherie e minacce tre giovani in stato di indigenza &#8211; due cittadini afghani (in possesso del permesso di soggiorno per motivi umanitari) e un cittadino rumeno \u2013 costringendoli a lavorare quotidianamente per 14 ore consecutive in lavori edili, nella coltivazione dei campi e nella custodia di animali. Ed ancora, le <strong>14 misure cautelari<\/strong> eseguite a carico di altrettanti soggetti nel settembre 2017, a conclusione di un\u2019articolata indagine sul fenomeno del caporalato sul territorio silano ed, in particolare, sullo sfruttamento dei migranti nell\u2019area di Camigliatello Silano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano tutti richiedenti asilo politico i lavoratori extracomunitari ospiti del\u00a0Centro di Accoglienza Straordinaria di Roggiano Gravina . 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