{"id":99408,"date":"2018-10-08T13:49:05","date_gmt":"2018-10-08T11:49:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/oggi-cosenza-puo-ammirare-licona-della-sua-patrona-la-madonna-del-pilerio\/"},"modified":"2025-02-12T16:17:59","modified_gmt":"2025-02-12T15:17:59","slug":"258569-oggi-cosenza-puo-ammirare-licona-della-sua-patrona-la-madonna-del-pilerio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/258569-oggi-cosenza-puo-ammirare-licona-della-sua-patrona-la-madonna-del-pilerio\/","title":{"rendered":"Oggi Cosenza pu\u00f2 ammirare l&#8217;icona della sua patrona, la Madonna del Pilerio"},"content":{"rendered":"<h4>Inaugurata la mostra mariana in occasione del 30\u00b0 anniversario della proclamazione della Madonna del Pilerio a patrona della citt\u00e0 di Cosenza. Un significativo momento religioso, storico e culturale\u00a0per l&#8217;intera comunit\u00e0<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div>COSENZA &#8211; Oggi Cosenza ha celebrato il 30\u00b0 anniversario della proclamazione della Madonna del Pilerio a Patrona della citt\u00e0 di Cosenza con l&#8217;inaugurazione dell&#8217;esposizione al Museo Diocesano questa mattina della Virgo Lactans. Si tratta della Madonna del Latte, galactotrofusa, icona trecentesca bizantineggiante dell&#8217;Italia meridionale della collezione Bilotti. Una significativa &#8220;galactotrofusa&#8221;di epoca angioina, un fondo oro attribuita ad un artista locale ispiratosi alla Madonna del Pilerio. Una significativa icona raffigurazione sacra di tradizione cristiano-bizantina, ove la figura della Vergine diviene fortemente simbolica perch\u00e8 ritratta nell&#8217;atto di allattare suo figlio. La Madre di Dio diviene cos\u00ec presenza reale, e quindi appartenente al mondo fisico, nel quale il fedele ha modo di stabilire un contatto con la divinit\u00e0 stessa. Gli aspetti magici ed allo stesso tempo apotropaici delle icone, (evidente legame con i culti pagani di derivazione orientale) pone spesso interrogativi sulla natura di questi oggetti e soprattutto sugli artisti che li hanno realizzati. Di qui la tradizione delle famose icone dipinte acheropite (non dipinte da mano d&#8217;uomo). Durante l&#8217;inaugurazione dell&#8217;esposizione \u00e8 stato ricordato come la Madonna del Pilerio nel 1943 durante la guerra fu salvata da Monsignor Aniello Calcara che la sottrasse ai devastanti bombardamenti del 12 aprile e del 28 agosto che misero in ginocchio Cosenza, portandola nel Convento dei Padri Minori di Pietrafitta.<strong>\u00a0Il 20 febbraio\u00a0un violento terremoto travolse\u00a0di nuovo la nostra Citt\u00e0\u00a0ed anche\u00a0\u00a0in questa occasione i cosentini si affidarono alla protezione della Madonna del Pilerio diventata patrona della citt\u00e0.<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">Aniello Calcara, fu\u00a0arcivescovo di Cosenza dal 1940. Il suo episcopato dur\u00f2 ventuno anni\u00a0attraversati da eventi straordinari per la societ\u00e0, come la guerra, il catastrofico caos politico, amministrativo e sociale\u00a0in cui cadde la Citt\u00e0 con 1307 famiglie senza tetto e 436 in baracche fino agli anni &#8217;50, il\u00a0passaggio\u00a0alla Repubblica e le battaglie politiche della Democrazia Cristiana. Autore anche di un trattato di estetica, dedicato alla espressione artistica<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-258640 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/bilotti-440x239.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"239\" title=\"\"> della Madonna\u00a0nel\u00a01951,\u00a0\u00a0Monsignor\u00a0Calcara dedic\u00f2 di suo pugno dei versi alla Madonna\u00a0per\u00a0le celebrazioni per la patrona di Cosenza, la Madonna del Pilerio\u00a0musicato da\u00a0Giuseppe Scalzo. Calcara,\u00a0come ricordato nel rosone del Duomo, diede impulso e\u00a0complet\u00f2 i lavori di restauro del &#8220;tempio&#8221; della Madonna del Pilerio che\u00a0\u00a0ripristinarono sia all&#8217;esterno che all&#8217;interno dell&#8217;edificio, gli austeri connotati romanico-gotici che negli ultimi tre secoli la cattedrale\u00a0aveva perduto. <strong>Legato da profonda\u00a0amicizia con Enzo Bilotti in lui trov\u00f2 grande sostegno in molte iniziative religiose e sociali quali la riedificazione e ridecorazione della bombardata chiesa di San Nicol<\/strong>a, la &#8220;Minestra di San Lorenzo&#8221;\u00a0nel palazzo Quintieri-Bilotti ai Padolisi, l&#8217;Oasi Francescana con la donazione dell&#8217;area edificabile per l&#8217;accoglienza delle persone emarginate.<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div class=\"x_x_x_x_x_x__rp_A5\">\n<div class=\"x_x_x_x_x_x__rp_p1\">\n<div>\n<div class=\"x_x_x_x_x_x_ms-font-s x_x_x_x_x_x_ms-fwt-sl x_x_x_x_x_x_ms-fcl-ns x_x_x_x_x_x__rp_e2\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x_x_x_x_x_x__rp_B5\">\n<div class=\"x_x_x_x_x_x__rp_C5 x_x_x_x_x_x_rpHighlightAllClass x_x_x_x_x_x_rpHighlightBodyClass x_x_x_x_x_x_allowTextSelection\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_Item.MessageNormalizedBody\" class=\"x_x_x_x_x_x__rp_D5 x_x_x_x_x_x_ms-font-weight-regular x_x_x_x_x_x_ms-font-color-neutralDark x_x_x_x_x_x_isMessageBodyInPopout\">\n<div class=\"x_x_x_x_x_x_rps_7295\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div id=\"x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_x_divtagdefaultwrapper\" dir=\"ltr\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>L&#8217;immagine della Protettrice cosentina del Duomo, \u00e8 stata attribuita al periodo svevo 1198 1167 e si rif\u00e0 all\u2019archetipo riconducibile a quella dipinta, secondo la tradizione, da san Marco Evangelista dal vivo, quando frequent\u00f2 la Madonna. L&#8217;Apostolo Marco portava la tavola da lui dipinta sempre con s\u00e9, alla sua morte, l\u2019affid\u00f2 alla chiesa degli Odeghi a Constantinopoli, da qui il nome di &#8220;Odigitria&#8221;, distrutta dalla furia turca alla conquista della citt\u00e0. L\u2019imperatrice Eudocia ne aveva fatto fare diverse copie, una delle quali fu donata da re Baldovino di Gerusalemme ai congiunti d\u2019Angi\u00f2 di Napoli, ed oggi venerata nel Santuario di Montevergine nel comune di Ospedaletto d\u2019Alpinolo (Avellino). <strong>Da questa deriverebbe quella cosentina. L&#8217;appellativo &#8220;del Pilerio&#8221; dell&#8217;icona del Duomo sarebbe pi\u00f9 tardo, riferibile al Viceregno spagnolo, 1507-1714, durante il quale Cosenza fu colpita dalla peste e salvata dalla sacra immagine nel 1576; epoca nella quale l\u2019influenza della pietas spagnola potrebbe aver portato a Cosenza la devozione per la Vergine del Pilar<\/strong> anch\u2019essa collocata su di una colonna o pilastro. Le fonti ricordano che la tavola era appesa ad una colonna abbandonata a pila neglecta penderet.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Vergine del Pilar \u00e8 molto venerata ancora oggi a Saragoza, in Aragonia, \u00e8 patrona della Spagna celebrata il 12 ottobre. Secondo una a tradizione che dovrebbe risalire al 40 d. C.,<strong> la Vergine apparendo nei pressi del fiume Ebro all&#8217;Apostolo Giacomo addolorato per gli scarsi risultati della sua predicazione apostolica gli consegn\u00f2 un pilastro, chiedendogli di edificare una chiesa in suo onore<\/strong>. Il pilastro fu collocato da San Giacomo nello stesso punto nel quale si trova oggi, e che nonostante la chiesa abbia subito vari cambiamenti e vicissitudini, tra cui un incendio, il pilastro si sia conservato nei secoli. Gli autori nella realizzazione di queste tavole con la Vergine Allattatrice, su modello delle icone bizantine, potrebbero essere stati influenzati dall\u2019appartenenza della Citt\u00e0 di Cosenza all\u2019eparchia greca fin dal IV secolo e della vicina Rossano. Nella tradizione e nella liturgia bizantina \u00e8 uso collocare la Vergine alla porta del Tempio e nei punti strategici delle Citt\u00e0 come atto di affidamento alla \u201cCustode\u201d del popolo di Dio, dal greco pulor\u00f2s, custode della porta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA DESCRIZIONE DELL&#8217;OPERA<\/h2>\n<p>Il fondo oro, in parte evanide, conferendo luminosit\u00e0, accentua l&#8217;effetto mistico, metafisico e divino.<strong> Il rosso della veste del bambino e della Vergine ed il suo copricapo maphorion, sono simbolo della divinit\u00e0 e regalit\u00e0, che richiama anche alla dimensione sacerdotale.<\/strong> Simbolo della \u201cpotenza dell\u2019Altissimo\u201d di cui l\u2019angelo annunziante le propone il grande progetto della salvezza e della maternit\u00e0. La veste anch&#8217;essa rossa indica che la Vergine Maria \u00e8 la kecharitom\u00e9ne avvolta dalla grazia di Dio. Il manto blu che la avvolge indica il suo rapporto con Dio. Le stelle d&#8217;oro cosparse sul manto fanno riferimento alla sua verginit\u00e0: prima, durante e dopo la nascita di Ges\u00f9. Le 3 stelle pi\u00f9 grandi con i raggi a croce, posti rispettivamente sulla fronte e ai lati, sulle spalle rappresentano la salvezza del genere umano quale opera congiunta del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. L&#8217;aureola d&#8217;oro intorno al capo della Vergine simboleggia la gloria di Dio che tutto abbraccia e a Lei fanno corona gli Apostoli di cui \u00e8 Regina, con cui attese nel Cenacolo di Gerusalemme l&#8217;effusione dello Spririto Santo il giorno di Pentecoste, secondo la promessa di Ges\u00f9 prima di ascendere al cielo. L&#8217;aureola corociata del Bambino, indica il sacrificio della Croce. Il cordone ombelicale che ne cinge il corpo come un nastro, indica la natura divina del Figlio di Dio, ma allo stesso tempo la sua natura umana sottolineata dal gesto di prendere il latte dal seno, riferimento tra gli altri alla mensa eucaristica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-258643 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/foto-2-2-199x280.jpg\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"682\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurata la mostra mariana in occasione del 30\u00b0 anniversario della proclamazione della Madonna del Pilerio a patrona della citt\u00e0 di Cosenza. 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