{"id":99495,"date":"2018-10-10T01:07:47","date_gmt":"2018-10-09T23:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sistema-rende-in-aula-presente-principe\/"},"modified":"2023-01-16T19:00:38","modified_gmt":"2023-01-16T18:00:38","slug":"258883-sistema-rende-in-aula-presente-principe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/258883-sistema-rende-in-aula-presente-principe\/","title":{"rendered":"Sistema Rende, in aula presente Principe"},"content":{"rendered":"<h4>Aperto il dibattimento davanti al Tribunale in composizione collegiale nel processo che vede imputati Sandro Principe, l\u2019ex sindaco Umberto Bernaudo e gli ex assessori comunali Pietro Ruffolo e Giuseppe Gagliardi<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Erano quasi tutti presenti in aula gli imputati del processo\u00a0sui presunti intrecci tra politici ed esponenti del clan Lanzino \u2013 Ru\u00e0.\u00a0<strong>Sandro Principe<\/strong>, ex sindaco di Rende e gi\u00e0 sottosegretario al lavoro,\u00a0difeso dall&#8217;avvocato Sammarco \u00e8 stato\u00a0<strong>prosciolto per il reato di corruzione elettorale, ma\u00a0\u00e8 stato rinviato a giudizio per i reati di corruzione in atti amministrativi e concorso esterno in associazione mafiosa<\/strong>.\u00a0<strong>Umberto Bernaudo<\/strong>, ex sindaco di Rende difeso dall&#8217;avvocato Calabr\u00f2 e\u00a0<strong>Pietro Ruffolo<\/strong>, ex assessore, difeso dagli avvocati Caruso e Tenuta sono stati rinviati a giudizio\u00a0 per\u00a0<strong>concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale e prosciolti per la corruzione in atti amministrativi<\/strong>.\u00a0<strong>Giuseppe Gagliardi<\/strong>, ex consigliere comunale e assessore, difeso dall\u2019avvocato Amantea \u00e8 stato\u00a0<strong>prosciolto per la corruzione in atti amministrativi e rinviato a giudizio per la corruzione elettorale<\/strong>. Su di lui non gravava il concorso esterno in associazione mafiosa.\u00a0Per gli inquirenti Principe, Bernaudo e Ruffolo si sarebbero accordati con gli esponenti della cosca che avrebbero poi beneficiato con \u00abcondotte amministrative di favore\u00bb. Inoltre, i tre politici avrebbero agevolato la cosca in cambio di \u201cprocacciamento di voti\u201d per le elezioni comunali, provinciali e regionali, rispettivamente le prime due del 2009 e la terza del 2010.<\/p>\n<p>L&#8217;accusa rappresentata dal pubblico ministero Pierpaolo Bruni oggi Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Paola,\u00a0 ha inteso rappresentare al collegio giudicante presieduto dal giudice Carpino, di provare i fatti di cui ai capi dell\u2019imputazione attraverso la documentazione prodotta nel corso dell\u2019udienza dibattimentale, perizia elenco intercettazioni da presentare, esame teste ed imputati. Conferito l&#8217;incarico peritale al consulente della Procura Zengaro per le trascrizioni delle intercettazioni, la maggior parte telefoniche circa una settantina, \u00e8 iniziato l&#8217;esame del maresciallo dei carabinieri\u00a0del nucleo investigativo di Cosenza all\u2019epoca dei fatti, che svilupp\u00f2 l&#8217;indagine investigativa.<\/p>\n<p>Il maresciallo ha introdotto l&#8217;attivit\u00e0 investigativa svolta dalla polizia giudiziaria sottolineando come si sia occupato delle esecuzioni delle varie attivit\u00e0, dalle origini fino alla conclusione con l&#8217;applicazione delle misure cautelari. \u00abHo redatto informativa riepilogativa del 30 aprile 2015 dove sono state concentrate tutte le informative prodotte gli atti di indagini e tutte le ultime risultanze. Informativa posta alla base per la successiva richiesta di misure cautelari nei confronti degli imputati. L&#8217;attivit\u00e0 investigativa ha riguardato rapporti collusivi evidenziando accordi con la pubblica Amministrazione, con la presunzione di innocenza, che risalgono all\u2019anno &#8217;99 fino al 2011<\/p>\n<p>Gli imputati rispondono: Principe per gli anni che vanno dal 99 al 2001; gli atri dal 2006 al 2011 a vario titolo coprivano incarichi pubblici per corruzione elettorale, propria ed associazione esterna mafiosa. Uno stralcio \u00e8 relativo a Gagliardi Giuseppe perch\u00e9 riguarda un discorso singolo. Il secondo capo di imputazione riguarda le condotte di favore oggetto di pattuizione imputati e cosca lanzino Ru\u00e0.<\/p>\n<h2>Assegnazione bar Colibr\u00ec<\/h2>\n<p>Breve excursus introduttivo anche sull&#8217;assegnazione del bar Colibr\u00ec, avvenuta nell&#8217;anno 2002; era stata indetta una gara pubblica per struttura adibita a bar, partecip\u00f2 la moglie di D\u2019Ambrosio, solo lei. La gara fu seguita dal dirigente dell\u2019epoca dell\u2019ufficio appalti e venne assegnata alla moglie di D\u2019Ambrosio la quale avvi\u00f2 questo esercizio pubblico. Da l\u00ec partirono richieste di scomputo su lavori eseguiti di miglioria della struttura, in contrasto con quello previsto dalle clausole contrattuali. Questa richiesta di scomputo lavori eseguiti veniva concessa sulla scorta di relazione tecnica dell\u2019ufficio tecnico: 33.500 euro richiesta scomputo concesso. Da quel momento in poi ricalcolato il canone e con un accertamento effettuato il 14 marzo al 31.12.2013 nonostante il computo, la donna era debitrice di oltre 14 mila euro\u00bb. Il maresciallo dell&#8217;Arma si rif\u00e0 ancora al presunto &#8220;favore di aver sfruttato la commissione lavori: &#8220;questi tipi di lavori dovevano essere eseguiti all\u2019esito di una gara mai indetta&#8221;. E ancora sottolinea come non sia stata eseguita la prassi della certificazione antimafia&#8221;.<\/p>\n<h2>Esponenti clan Lanzino Ru\u00e0<\/h2>\n<p>Parla poi dei protagonisti del processo delineandone il profilo degli esponenti del clan Lanzino Ru\u00e0 che discendeva dall\u2019originaria cosca Pino Sena dal processo Garden: <strong>Ettore Lanzino<\/strong>\u00a0indirettamente coinvolto nelle vicende;\u00a0<strong>D\u2019Ambrosio Adolfo, Di Puppo Umberto, Di Puppo Michele<\/strong><\/p>\n<p>D&#8217;Ambrosio Adolfo appartenenza sancita dalla sentenza Twister, colpevole di usura ed estorsione con metodo mafioso, con un periodo di riferimento dall\u2019anno 2001 ad oggi, con sentenza dell&#8217;11 marzo 2008; sentenza Vulpes Dda con sentenza dell\u201911 novembre 2014, con rito abbreviato riconosciuta appartenenza e ruolo di capo del D\u2019Ambrosio; procedimento di sottoposizione alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza; sottoposto 41bis<\/p>\n<p>Di Puppo Michele sentenza Terminator 4 emessa il 9 maggio 2013: associazione mafiosa. Excursus criminale dall\u2019anno 1987 con rapina e detenzione illegale di armi e munizioni; condannato per estorsione ed altre ipotesi di rapina;<\/p>\n<p>Patitucci Francesco (assolto dai capi di imputazione nell&#8217;attuale processo) reggente cosca nel periodo dal 2008 al 2012 nel periodo di assenza per latitanza di Ettore Lanzino. Riconosciuto reggente con sentenza. Patitucci era gi\u00e0 stato indicato come sodale della cosca Pino \u2013 Sena nel processo Garden. Diversi precedenti giudiziari risalenti nel tempo: dal 1984 per omicidio preterintenzionale, associazione mafiosa e reati per estorsione. Nell\u2019ultimo periodo di indagini 2013 \u2013 2014 era sottoposto al 41bis<\/p>\n<p>Di Puppo Umberto fiancheggiatore di Lanzino Ettore, arrestato al momento della cattura di Lanzino nel 2012 perch\u00e9 trovato in flagranza di reato con quest&#8217;ultimo. Sentenza processo Vulpes 2014 dal Gup di Catanzaro con riconoscimento di ruolo di esponente di primo piano tra il 2012 e il 2013. Altri reati: rapina in concorso e detenzione sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.<\/p>\n<p>Il maresciallo ha poi ricordato <strong>i collaboratori di giustizia<\/strong> che hanno &#8220;partecipato&#8221; alla costruzione dell&#8217;indagine investigativa: <strong>Roberto Violetta Calabrese<\/strong>,\u00a0appartenente al sotto gruppo Castiglia, confederato con il clan Ru\u00e0, il 23 aprile 2013 rese dichiarazioni sui contratti di appalto redatti dal comune di Rende;\u00a0<strong>Terrazzano Pierluigi<\/strong> sodale cosca Lanzino \u2013 Ru\u00e0;\u00a0<strong>Adolfo Foggetti ed Ernesto Foggetti<\/strong>. In particolare sulle dichiarazioni di Calabrese furono eseguiti accertamenti posti in essere di tipo documentale sugli atti e documenti acquisiti sulla Rende Servizi tra maggio e luglio 2009, in ragione di cui a questi dipendenti venivano elargite somme di denaro: C. I., figliastra di Ettore Lanzino; D\u2019A. A. nipote di D\u2019Ambrosio Adolfo; M. A. cognato di Rua\u00e0 Gianfranco.<\/p>\n<p>Per il maresciallo dell&#8217;Arma le elargizioni di denaro sono rilevanti all\u2019interno di un verbale di Calabrese dove era stato indicato \u201cstavolta senza soldi\u201d perch\u00e9 dimostra che in passato c\u2019erano state elargizioni di denaro in corrispondenza delle campagne elettorali da parte della Rende Servizi\u201d che disconoscevano l\u2019impegno della collaborazione dei tre . I proprietari della Rende Servizi hanno dichiarato che i tre non erano stati assunti. Formalmente sono stati inquadrati come prestatori di attivit\u00e0 occasionali nella Rende 2000. Sono risultati collaboratori della cooperativa e quindi non pagati ma abbiamo rinvenuto degli assegni (prestazioni occasionali dice Sammarco, ndc) per la corrispettiva elargizione che si pu\u00f2 raffigurare in un anticipazione sulla campagna elettorale del 2009;<\/p>\n<p>Attivit\u00e0 d&#8217;indagine su Terrazzano, \u00e8 stata eseguita attivit\u00e0 di riscontro e verifica all\u2019anagrafe di Rende un nome F. S. dato collegato al fratello di S. P. e padre di S. D. che sono le stesse dichiarazioni che avrebbe reso principe Sandro nel corso dell\u2019interrogatorio. Principe frequentava la piscina di Rende accompagnato da Ugo Paese<\/p>\n<p>Adolfo Foggetti sodale di spicco della cosca Bruni Zingari, \u00e8 ritenuto affidabile perch\u00e9 con le sue dichiarazioni aveva consentito il ritrovamento del cadavere di Bruni; identificato De Luca Francesco Costantino noto pregiudicato di Rende tratto in arresto insieme a Ciancio Massimo, fermati insieme con decreto di fermo per tentato omicidio. Operava spaccio a Rende per conto dei Di puppo. Ciancio era riferimento di un sottogruppo sempre appartenente alla cosca. Per Ernesto Foggetti sono valse le dichiarazioni rese nel 2015<\/p>\n<p>Prima di chiudere l&#8217;udienza il teste ha poi illustrato le <strong>intercettazioni<\/strong> utilizzate nell&#8217;attivit\u00e0 investigativa, in particolare quelli avuti tra D&#8217;Ambrosio e il figlio, di cui tre in carcere nel 2014<\/p>\n<h2><strong>Condanne e assoluzioni con il rito dell&#8217;abbreviato<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019inchiesta\u00a0\u201cSistema Rende\u201d vede anche\u00a0<strong>condanne e assoluzioni<\/strong>\u00a0per gli imputati che hanno chiesto il rito abbreviato.\u00a0<strong>Adolfo D\u2019Ambrosio e Michele Di Puppo<\/strong>,\u00a0ritenuti dagli inquirenti appartenenti alla\u00a0<strong>cosca Lanzino \u2013 Ru\u00e0<\/strong>\u00a0sono stati condannati alla pena di\u00a0<strong>4 anni e 8 mesi di reclusione<\/strong>, applicata la diminuzione per la scelta del rito;\u00a0<strong>Mirabelli Rosario<\/strong>, ex consigliere regionale della Calabria e\u00a0<strong>Marco Paolo Lento<\/strong>\u00a0condannati a\u00a0<strong>due anni di reclusione<\/strong>.\u00a0<strong>Assolti Francesco Patitucci\u00a0\u00a0e Umberto di Puppo<\/strong>, difesi dagli avvocati Laura Gaetano, Luigi Gullo e Paolo Pisani,\u00a0<strong>perch\u00e8 il fatto non sussite<\/strong>; per\u00a0<strong>Adolfo D\u2019Ambrosio<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Michele Di Puppo<\/strong>\u00a0l<strong>\u2018interdizione dell\u2019esercizio dei pubblici uffici per 5 anni<\/strong>;\u00a0<strong>sospensione al diritto elettorale<\/strong>\u00a0sempre per 5 anni per D\u2019ambrosio, Di Puppo, Lenti e Mirabelli e per quest\u2019ultimo anche la\u00a0<strong>privazione dal diritto di eleggibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aperto il dibattimento davanti al Tribunale in composizione collegiale nel processo che vede imputati Sandro Principe, l\u2019ex sindaco Umberto Bernaudo e gli ex assessori comunali Pietro Ruffolo e Giuseppe Gagliardi<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":99496,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-99495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}