{"id":99896,"date":"2018-10-19T08:50:28","date_gmt":"2018-10-19T06:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sette-note-spacciavano-cocaina-anche-in-comunita-il-coraggio-di-una-madre-nomi\/"},"modified":"2023-01-16T19:01:06","modified_gmt":"2023-01-16T18:01:06","slug":"260089-sette-note-spacciavano-cocaina-anche-in-comunita-il-coraggio-di-una-madre-nomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/260089-sette-note-spacciavano-cocaina-anche-in-comunita-il-coraggio-di-una-madre-nomi\/","title":{"rendered":"&#8220;Sette note&#8221;, spacciavano cocaina anche in comunit\u00e0. Il coraggio di una madre (NOMI)"},"content":{"rendered":"<h4>Costretta a subire le vessazioni e le richieste di denaro del figlio per l&#8217;acquisto della cocaina e nel frattempo quelle degli spacciatori ai quali doveva circa 2.000 euro.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Ancora una madre coraggio che \u00e8 riuscita, grazie alla sua denuncia a far arrestare spacciatori di cocaina e marijuana. Le ordinanze in carcere sono state emesse per<strong>\u00a0Dimitri Bruno di 30 anni, Maria De Rose, di 48 anni e Riccardo Gaglianese di 25 anni<\/strong>. Le ordinanze agli arresti <strong>domiciliari<\/strong>\u00a0hanno riguardato\u00a0<strong>Giuseppe Cristaldi di 37 anni e Marcello Bennardo di 53 anni, Manuel Esposito, ventiquattrenne<\/strong>. L&#8217;obbligo alla presentazione alla Polizia giudiziaria \u00e8 stato emesso nei confronti di<strong> C.Q. di 26 anni. Una persona \u00e8 irreperibile M.C.<\/strong><\/p>\n<h3>I dettagli dell&#8217;indagine<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-260092 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perquisizioni-settenote-polizia-cosenza.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"335\" title=\"\">Agli otto indagati, vengono contestati numerosi episodi di cessione di sostanza stupefacente (trenta i casi contestati) in particolare cocaina e marijuana. E sono state le\u00a0dichiarazioni rese dalla donna alla Polizia Giudiziaria che, tra notevoli difficolt\u00e0, in quanto terrorizzata dal timore di incorrere in ritorsioni da parte dei fornitori della droga al figlio, ha raccontato tutta la sua difficile storia e permesso agli inquirenti di ottenere un quadro pi\u00f9 ampio e circostanziato della vicenda.<\/p>\n<p>La donna infatti, <strong>per evitare al figlio ritorsioni<\/strong> da parte di coloro che gli cedevano la droga e che nel frattempo si erano tramutati in <strong>feroci aguzzini<\/strong>, <strong>si era fatta carico di debiti<\/strong> contratti dal figlio per importi considerevoli, 2.000 euro -, subendo per\u00f2, gli avvertimenti di Dimitri Bruno e della mamma, Maria De Rose nonch\u00e8 del giovane Q.C., che l\u2019avevano pesantemente minacciata qualora non avesse provveduto a saldarli. Pertanto, a partire dal mese di luglio dello scorso anno, in pi\u00f9 tranche, la donna si era vista costretta a versare ai \u201ccreditori\u201d del figlio la somma di denaro per i <strong>debiti contratti per l\u2019acquisto della droga.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-260091 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/perquisizioni-settenote-polizia-cosenza-02.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"322\" title=\"\"><\/p>\n<p>Le dichiarazioni rese dalla donna, sono state inoltre corroborate da quelle dell\u2019amministratore di sostegno del giovane tossicodipendente che, analogamente, aveva ricevuto minacce e richieste spropositate di denaro dallo stesso giovane, per potere acquistare la cocaina che aveva provveduto a denunciare e da cui era scaturito altro procedimento penale. Le indagini, svolte nell\u2019arco di quasi un anno dalla prima denuncia, si sono sviluppate secondo i consueti canoni investigativi:<strong> intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti e appostamenti che hanno permesso, in taluni casi, di riscontrare l\u2019attivit\u00e0 di spaccio posta in essere dagli indagati.<\/strong> Complessa \u00e8 stata l&#8217;attivit\u00e0 investigativa della Polizia Giudiziaria che ha dovuto svolgere parte delle indagini in contesti ambientali difficili come nel quartiere di San Vito, diventata piazza di \u201cspaccio\u201d .<\/p>\n<h3>La cocaina arrivava anche in comunit\u00e0<\/h3>\n<p>Per sottolineare ulteriormente la pericolosit\u00e0 degli indagati &#8211; precisano gli inquirenti &#8211; <strong>uno di loro, Dimitri Bruno<\/strong>, aveva trovato anche il modo di <strong>fare arrivare la \u201ccocaina\u201d<\/strong> all\u2019interno della <strong>struttura sanitaria dove il giovane tossicodipendente si trovava sottoposto alla misura di sicurezza della libert\u00e0 vigilata<\/strong> e ricoverato in \u201cdoppia diagnosi\u201d \u2013 si tratta di un regime di ricovero per pazienti affetti da disturbi psichiatrici dovuti all\u2019abuso di sostanze stupefacenti. E questo sarebbe stato possibile grazie a <strong>Giuseppe Cristaldi,<\/strong> in quanto addetto alla manutenzione della <strong>struttura sanitaria<\/strong>. In virt\u00f9 del rapporto professionale precedentemente instaurato, aveva ampia possibilit\u00e0 di movimento all\u2019interno della struttura stessa.<\/p>\n<p>In cinque occasioni, una delle quali con riscontro immediato e sequestro di droga, sono stati documentati episodi di cessioni avvenutiall\u2019interno della struttura. A seguito dell&#8217;ampio quadro probatorio, positivamente valutato dal GIP, sono state accolte le richieste Pm, che ha contestato agli indagati le accuse. L\u2019operazione \u00e8 stata convenzionalmente denominata \u201c<strong>Sette note\u201d<\/strong>, prendendo spunto dalla residenza della principale indagata, <strong>Maria De Rose<\/strong>, nei pressi del teatro di tradizione cosentino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-260111 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/manzini-e-spagnuolo-.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"392\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Spagnuolo: &#8220;uno spaccato delicato e difficile&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Il figlio era un assuntore e dialogava con queste persone. Ma \u00e8 uno spaccato complicato &#8211; spiega il Procuratore di Cosenza, il dott.<strong> Mario Spagnuolo<\/strong> &#8211;\u00a0 difficile, una situazione che desta allarme. Non \u00e8 la prima indagine che nasce a seguito di una denuncia di una mamma. Giovanissimi assuntori che si trasformano poi in spacciatori e che diffondono droga sul territorio e non hanno remore ad entrare in luoghi di cura per la tossicodipendenza e rifornire i loro cliente. La Procura sta facendo tante indagini ma il problema \u00e8 molto pi\u00f9 complesso, di prevenzione, sociale&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La figura della madre ha avuto un ruolo importante &#8211; ha spiegato invece la d.ssa <strong>Marisa Manzini<\/strong>, sostituto procuratore di Cosenza &#8211; perch\u00e8 dopo essere stata soggetta a minacce e intimidazioni da parte del figlio, ha deciso di denunciarlo per cercare di fare un&#8217;ampio squarcio in quella che vedeva in verit\u00e0 il figlio, vittima della situazione perch\u00e8 assoggettato alla droga. La caratteristica di questo territorio \u00e8 che gli assuntori sono giovani e questo deve far alzare il livello di attenzione di tutte le istituzioni&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI ANCHE:<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5630\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Spaccio di droga ed estorsioni in citt\u00e0, 8 misure cautelari. A denunciare una \u2018madre coraggio\u2019 \u2013 VIDEO<\/a><\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costretta a subire le vessazioni e le richieste di denaro del figlio per l&#8217;acquisto della cocaina e nel frattempo quelle degli spacciatori ai quali doveva circa 2.000 euro.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":99897,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-99896","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99896"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99896\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}