{"id":99972,"date":"2018-10-20T16:30:05","date_gmt":"2018-10-20T14:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/uccide-il-padre-in-carcere-chiede-di-iscriversi-alluniversita-per-dare-un-futuro-migliore-ai-familiari\/"},"modified":"2023-01-16T19:01:12","modified_gmt":"2023-01-16T18:01:12","slug":"260349-uccide-il-padre-in-carcere-chiede-di-iscriversi-alluniversita-per-dare-un-futuro-migliore-ai-familiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/260349-uccide-il-padre-in-carcere-chiede-di-iscriversi-alluniversita-per-dare-un-futuro-migliore-ai-familiari\/","title":{"rendered":"Uccide il padre, in carcere chiede di iscriversi all&#8217;universit\u00e0 per dare un futuro migliore ai familiari"},"content":{"rendered":"<h4>Il parricidio cui processo \u00e8 ancora alle battute iniziali si \u00e8 consumato a Rossano nel novembre del 2017. Il ventiseienne avrebbe reagito alle continue vessazioni che era costretto a subire da anni<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CORIGLIANO ROSSANO (CS) &#8211;\u00a0Ha preso il via dinanzi alla Corte di Assise di Cosenza, con una richiesta preliminare avanzata dall&#8217;avvocato difensore Ettore Zagarese, il processo per parricidio che vede imputato il giovane rossanese Alessandro Manzi, 26enne, accusato di aver ucciso il padre Mario, 50enne, nel novembre 2017 all\u2019interno di un\u2019abitazione degli alloggi popolari di viale Sant\u2019Angelo a Rossano. Il legale della difesa, ribadendo come il proprio assistito, immediatamente dopo il gesto, si sia assunto le proprie responsabilit\u00e0 recandosi volontariamente presso la Caserma dei Carabinieri di Rossano a denunciare l\u2019accaduto, ha chiesto che il processo venga definito con le forme del rito abbreviato condizionato all\u2019esame di alcuni testi. La decisione della Corte sar\u00e0 depositata alla prossima udienza fissata per luned\u00ec 22 ottobre. L\u2019importanza dell\u2019audizione degli informatori, ha evidenziato il penalista, si rende necessaria per illustrare a chi giudica le gravi ragioni che hanno armato la mano del giovane Manzi innescando in lui uno stato di estrema disperazione che lo ha indotto ad un gesto cos\u00ec grave.\u00a0<strong>Notoria era infatti la condizione di grave pressione e sudditanza alla quale il genitore del 26enne sottoponeva il proprio nucleo familiare, con vessazioni e maltrattamenti quotidiani<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al giovane, inoltre, sarebbe finanche stato impedito di proseguire gli studi nonostante avesse conseguito il diploma e ambisse a frequentare l\u2019universit\u00e0. Gli sarebbe anche stato impedito di frequentare i propri compagni di classe in quanto ritenuti troppo \u201cmollaccioni\u201d. Per queste ragioni, qualche giorno prima dell\u2019omicidio, il giovane Alessandro sarebbe stato allontanato da casa con l\u2019ordine ai familiari di non rivolgergli la parola. Proprio al fine di delineare meglio tali dinamiche, sono stati indicati quali testi alcuni soggetti che da sempre operano nel sociale e che, in tali vesti, hanno avuto modo di interfacciarsi con il nucleo familiare. Indicata quale teste anche la dottoressa Figoli, psicologa, che su autorizzazione del Giudice per le indagini preliminari ha avuto numerosi colloqui e che dovr\u00e0 esprimere il proprio motivato parere sulle cause che hanno determinato l\u2019azione omicidiaria. Nel frattempo, il giovane <strong>Manzi anche dall\u2019interno del carcere non ha perso la speranza di avere un futuro migliore per s\u00e9, per la madre e per i suoi fratellini, avanzando anche la richiesta di iscrizione ad una facolt\u00e0 universitaria<\/strong> al fine di potersi affrancare dall\u2019ambiente in cui \u00e8 cresciuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il parricidio cui processo \u00e8 ancora alle battute iniziali si \u00e8 consumato a Rossano nel novembre del 2017. 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