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Cosenza: un’incursione di alcuni youtuber riaccende i riflettori sul Planetario, degrado e sprechi

IL PLANETARIO 'MORTO'

Cosenza: un’incursione di alcuni youtuber riaccende i riflettori sul Planetario, degrado e sprechi

Lo youtuber Antonio Lavitola, insieme ad altri due amici documenta il degrado e i gli atti vandalici all’interno del Planetario

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COSENZA – A Cosenza si ritorna a parlare del Planetario, un’opera costata circa 5,5 milioni di euro, realizzata dall’ex sindaco Mario Occhiuto. Se ne ritorna a parlare non perché al centro di dibattito politico per il degrado in cui versa, dove l’opposizione di oggi rinfaccia all’attuale amministrazione comunale il mancato riefficientamento e la fruizione della struttura, ma grazie allo youtuber Antonio Lavitola, che insieme ad altri due amici di avventura ha fatto un’incursione nella struttura, documentandone lo stato di degrado, nonostante la sua messa in sicurezza (qui il link del video per vedere il servizio completo https://youtu.be/78oliRfDcMg?si).

Antonio Lavitola e gli altri due attraverso le immagini spiegano come il Planetario sia diventato rifugio per persone senza fissa dimora ed è stato vandalizzato.

planetario

Il degrado del Planetario

All’interno della struttura il degrado è evidente e mostra i segni di un totale abbandono, oltre a quelli del bivacco di persone che testimoniano l’assenza di qualsiasi forma di controllo. Dai rendering del progetto originario inoltre si evince come, oltre al Planetario, fosse previsto un accesso pedonale diretto al vicino ponte di Calatrava, oggi ponte San Francesco, tramite un ponticello sopra l’attuale sede stradale. Un’opera mai realizzata, così come altre infrastrutture complementari, rimaste solo sulla carta.

Nei locali, Antonio Lavitola e gli altri due youtuber si sono trovati di fronte a uno scenario desolante: bagni completamente distrutti, il computer centrale devastato da atti vandalici e la sparizione di numerosi hard disk. Un saccheggio vero e proprio.

Il danno più grave riguarda il proiettore ottico Zeiss ZMP, uno strumento di altissimo livello tecnologico, unico in Italia, in grado di proiettare oltre 4.000 stelle. Un bene di straordinario valore scientifico e culturale che, come mostrano le immagini, è stato a sua volta vandalizzato. Insomma un patrimonio pubblico lasciato alla mercé dell’incuria, che insieme al Ponte di Calatrava, ma questo merita un approfondimento a parte, avrebbe dovuto rilanciare questa zona periferica della città di Cosenza.

 

 

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