CASTROVILLARI (CS) – Ci sono canzoni che non invecchiano mai, che restano impresse nella mente e nel cuore, come ricordi indelebili, raccontando un pezzo di vita vissuto o nuove emozioni che si scoprono giorno dopo giorno. Melodie che sanno parlare linguaggi diversi, capaci di unire intere generazioni.
È quello che è successo ieri sera a Castrovillari, in piazza Gallo, con il concerto degli Zero Assoluto, il duo romano che dopo un periodo di stop è ritornato sulle scene continuando a riempiere piazze e palazzetti.

Il concerto degli Zero Assoluto a Castrovillari: un coro a cielo aperto
Dagli adolescenti degli anni 2000, che sono cresciuti con i loro primi successi, ai giovanissimi di oggi che li hanno riscoperti attraverso le piattaforme digitali, Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, in arte gli Zero Assoluto, hanno trasformato la piazza in un unico, immenso coro a cielo aperto.
Con il loro concerto organizzato dall’amministrazione comunale di Castrovillari in occasione del Primo Maggio e del festival “RiGenerazioni”, i due artisti, accompagnati dalla loro band, hanno regalo un viaggio emozionale di quelli autentici.
90 minuti in musica tra pop d’autore raffinato e quella complicità che unisce il duo romano ormai da più di 30 anni. Gli Zero Assoluto hanno fatto cantare una piazza intera, riproponendo le loro pietre miliari: da Svegliarsi la mattina a Semplicemente, da Sei parte di me a Mezz’ora fino a Per dimenticare. Una platea gremita li ha accompagnati dall’nizio alla fine, anche quando, a fine serata, insieme a Cicco Valente, hanno intonato i loro brani più famosi in una versione solo chitarra e voce.

Un finale raccolto, intimo, fatto di musica vera che è culminato nella riproposizione di Per dimenticare facendo ballare e cantare a squarciagola, ancora per un’ultima volta, tutta la piazza di Castrovillari, nella serata del Primo Maggio.
L’incontro con gli Zero Assoluto nel backstage prima del concerto
Pochi minuti prima del loro ingresso sul palco, noi di QuiCosenza.it abbiamo incontrato Matteo e Thomas nel backstage per una chiacchierata tra presente, futuro e il racconto di questa incredibile longevità artistica che racchiude una complicità che non ha tempo, fatta di caratteri opposti che non si scontrano, ma si completano.

Matteo estroverso, esuberante, un fiume in piena. Thomas dolce, delicato, lascia fare il suo amico ma che, con voce gentile e garbata, trova il suo spazio e commenta quando serve. Una dinamica perfetta la loro, ormai collaudata, sul palco, come dietro le quinte, quella che da 30 anni li porta a scrivere canzoni e regalare serate piene di emozioni.
L’intervista a Matteo e Thomas
Un ritorno dopo un po’ di tempo, il vostro, calorosissimo l’abbraccio che avete ricevuto dal pubblico, sia da chi vi seguiva negli anni Duemila ma anche quello di tanti giovanissimi vi hanno un po’ scoperto negli ultimi anni. Ve lo aspettavate? Siete insomma contenti?
Matteo: Siamo molto contenti ovviamente, contentissimi, ma non sono cose che ti aspetti. La cosa bella è che il lavoro che abbiamo fatto anni fa su un certo tipo di repertorio di canzoni, la fortuna è che sono canzoni che poi sono rimaste nel tempo, sono rimaste lì, la bellezza della musica è quando tu fai uscire una canzone e poi le lasci fare la sua strada. E la strada che hanno fatto le nostre è una strada che non è ancora terminata, stanno ancora viaggiando. Questa cosa qui è meravigliosa, mettici anche l’utilizzo di tutto il mondo social che inevitabilmente poi prende le canzoni e ci fa ciò che desidera.
Se oggi doveste raccontare questi 30 anni insieme in tre parole, quale usereste?
Matteo: Tanto tempo passato insieme, 30 sono tanti. Una parola chiave è sicuramente l’amicizia, ovviamente, questo è il fulcro da cui poi è partito tutto, poi possiamo aggiungere passione. Si racchiude tutto qua, nasce come una passione veramente tra i banchi di scuola e poi insomma passano 30 anni e non te ne sei neanche accorto. Quindi credo che effettivamente l’amicizia e la passione siano le due parole chiave più importanti e anche tanta determinazione perché poi ci vuole impegno, non è che le cose capitano e basta.

Cos’è cambiato in questi anni? Siete cambiati voi, cos’è rimasto?
Matteo: L’amicizia e la passione è rimasta, il tempo che passa purtroppo è una cosa che si accolla, come si dice a Roma, è una cosa che comunque ci accompagna, però posso dire? A me piace pure che passi il tempo un po’, questa cosa del per sempre giovane non è una cosa di cui sono fan.
Thomas: Nel tempo che passa c’è anche il divertimento, cioè paradossalmente quando ti accorgi che hai il privilegio di poter fare una cosa che ti piace ancora, è proprio una soddisfazione. Forse in un’età un po’ più adulta riesci a godertelo anche di più. Quando eravamo giovanissimi, in un’esplosione di una serie di successi che ci hanno colti comunque impreparati, oggi ovviamente è tutto molto più gestibile, abbiamo un’esperienza per godercela.
Com’è cambiato l’approccio degli Zero Assoluto alle canzoni, alla musica rispetto a quando eravate giovanissimi?
Matteo: Non è cambiato l’approccio, ognuno ha il suo e lo porta avanti. Scrivere una canzone cambia sempre la modalità, non è che c’è una regola per farlo. Certo, più il tempo passa e più il tuo punto di riferimento da superare aumenta. Sei sempre te stesso ma incominci ad avere tutta una serie di canzoni nel tuo bagaglio che ti porti dentro e quindi cerchi sempre di fare meglio.
Thomas: Questa è un argomento di cui potremmo parlare per ore. Diciamo che sulla scrittura e su quello che hai scritto, come dice Matteo, parti da quel riferimento. Abbiamo imparato, però, che forse è un errore partire da quel punto di vista. C’è stato un periodo in cui abbiamo scritto con dei ragazzi più giovani, come con Gazzelle, Colapesce e altri e abbiamo notato che con loro, che appartengono a una generazione un po’ più giovane della nostra, noi ritrovavamo un approccio che infondo non era fatto di tutte queste paranoie. Questa cosa l’abbiamo un po’ riscoperta negli ultimi tempi, stiamo scrivendo un disco dopo tantissimi anni ed effettivamente stiamo proprio approcciati così, liberissimi.

Lo avete detto, c’è nuova musica in arrivo, cosa ci potete anticipare?
Matteo: C’è tantissima musica, stiamo scrivendo canzoni in continuazione e questa cosa è bella. Poi ne sceglieremo alcune.
Thomas: Abbiamo scelto di far uscire un disco nonostante c’è stato un momento nel quale pensavano che i tempi non erano più da disco, perché ormai la musica si ascolta tanto in digitale, e ci siamo chiesti: ma serve a qualcosa un disco? A un certo punto, negli ultimi anni, ci siamo detto che questo periodo va in qualche modo ribordato, fotografato, e questo qui è l’esercizio che stiamo facendo.
La bellezza dei live, anche in piazza come quello di questa sera..
Matteo e Thomas: La bellezza è quello che facciamo con le persone che incontriamo ed è l’estremo significato poi delle canzoni che si scrivono, quindi insomma non possono vivere separate le cose.
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