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Intelligenza Artificiale, l’Unical esporta algoritmi innovativi. Il futuro? Robot umanoidi intelligenti

Intelligenza Artificiale, l’Unical esporta algoritmi innovativi. Il futuro? Robot umanoidi intelligenti

Posti di lavoro sul territorio e intelligenza artificiale applicata alla medicina anche tra le corsie dell’Ospedale di Cosenza. I laboratori dell’Unical protagonisti nello scrivere il futuro “green” dell’informatica

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RENDE (CS) – L’Intelligenza Artificiale del futuro prende forma nei laboratori dell’Università della Calabria. I prototipi che sfornano sono i sistemi hardware e software che tra 10 anni entreranno nella quotidianità degli europei. E dai cubi rossi di Arcavacata di Rende un’autorevole voce rassicura: «l’IA non prenderà il controllo dell’umanità». A dirlo è l’unico scienziato italiano presente nella classifica mondiale dei ricercatori più d’impatto, stilata da Clarivate, nell’area Computer Science.

Un titolo che Giancarlo Fortino nel 2025 ha riconquistato per il sesto anno consecutivo. È professore di Ingegneria informatica del dipartimento di Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemi (DIMES) dell’Unical, docente “guest” e “distinghuished” di diversi atenei cinesi, associato di ricerca dell’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni (ICAR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche e nuovo vice presidente per il triennio 2026-2028 dell’area Cibernetica della società Systems, Man and Cybernetics dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), il più importante ente nell’ambito dell’ingegneria dell’informazione che definisce tecniche e standard a livello internazionale.

L’Università della Calabria esporta algoritmi innovativi

Posti di lavoro e intelligenza artificiale applicata alla medicina tra le corsie dell’Ospedale di Cosenza. È quanto restituiscono gli studi dei laboratori Unical al territorio. Salute e tutela dell’ambiente sono i focus delle ricerche sull’AI applicata alla medicina e sugli algoritmi sostenibili. «Da soli non si va da nessuna parte» chiarisce il prof Giancarlo Fortino coordinatore della Scuola di Dottorato in Information and Communication Technologies e direttore del laboratorio SPEME (Smart, PErvasive and Mobile systems Engineering) che ha portato all’Unical finanziamenti per milioni di euro e una fruttuosa collaborazione con la Cina sul fronte della salute digitale.

Intelligenza Artificiale Unical Robot umanoidi 02

«I progetti sviluppati – chiarisce Fortino -sono frutto del lavoro svolto con i miei gruppi di ricerca, con i quali annualmente realizziamo circa 50/60 pubblicazioni scientifiche. Nel 2026 gli algoritmi avanzati che abbiamo definito in Calabria nel nostro laboratorio sanno applicati ad automobili senza conducente reali negli Stati Uniti. Portiamo la nostra Scienza negli States grazie al dott. Fabrizio Mangione, dottorando di ricerca del nostro gruppo, che andrà a lavorare sui veicoli a guida autonoma presso l’Università del Delware sotto la supervisione del mio collega prof. Weisong Shi. La mia squadra conta almeno 40 ricercatori tra i quali due professoresse indiane e dottorandi che arrivano da varie parti del mondo: Pakistan, Cina, Europa dell’Est, Sud America. Il gruppo calabrese interagisce con quello internazionale che è fatto da collaboratori sparsi tra i migliori atenei di Arabia Saudita, Australia, Stati Uniti, Cina, India, Europa».

L’intelligenza artificiale sostenibile

«Ci occupiamo di internet delle cose, intelligenza artificiale, cyber sicurezza e robotica. Unitree G1 è il robot umanoide acquisito nel 2025 che usiamo per i nostri studi sperimentali sull’intelligenza embodied. FAIR (Future Artificial Intelligence Research) è il progetto nazionale finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) all’interno del quale l’Unical è chiamata a creare un modello sostenibile di Intelligenza Artificiale. La creazione dei modelli LLM (Large Language Models) che ci permettono di chattare con l’AI – spiega Fortino – è un’attività altamente energivora. Noi stiamo scrivendo gli algoritmi che consentiranno di abbattere i consumi di energia elettrica.

Altri gruppi si stanno invece occupando degli aspetti etici, per far sì che l’impatto dell’intelligenza artificiale non crei diseguaglianze sociali, ma renda le comunità più eque. Nel 2025 abbiamo introdotto delle nuove tecniche che vengono chiamate di Green Federated Learning in cui i software dell’AI cooperano consentendo un notevole risparmio di risorse. Una tecnica che utilizziamo poi in altri progetti come ad esempio il MLSysOps, finanziato dalla Commissione Europea con 7,5 milioni di euro, per il quale l’Università della Calabria ha ricevuto 600mila euro. È uno studio che permette di applicare l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza di alcuni sistemi dell’internet delle cose. Con il nostro approccio siamo in grado di renderli più ecologici facendo spendere meno energia, ma mantenendo la stessa efficacia.

Intelligenza Artificiale Unical Robot umanoidi 03

Il progetto termina nel 2025, ma per il 2026 abbiamo già trovato i fondi comunitari necessari a proseguire la ricerca. Siamo già partner del consorzio del progetto COMPASS (Cardio-Oncology Multidisciplinary Patient Assistance Solution) composto da 50 partner incluse si importanti università europee, sia aziende quali General Electric, e daremo quindi un contributo innovativo per realizzare sistemi di assistenza sanitaria basati sul wearables. Siamo stati contattati per collaborare perché hanno riconosciuto che il mio gruppo dell’Università della Calabria, ha competenze che altri atenei d’Europa non possiedono. Da gennaio inizieremo questa nuova avventura».

Intelligenza artificiale applicata alla medicina 2026

«Alla medicina applichiamo l’intelligenza artificiale con le nostre tecniche di Deep e Federated Learning grazie al progetto RadioAmica. È una piattaforma per l’elaborazione e l’analisi di immagini convenzionali (come ecografie, radiografie, tac, risonanze, pet) e non convenzionali basate sulle microonde o la termografia che rende in grado di fare diagnosi precocissime anche di alcune patologie tumorali.

In questo momento – afferma Fortino – ci stiamo concentrando sul cancro al seno collaborando con i medici (dell’Annunziata di Cosenza, del Regina Elena di Roma, del Gom di Reggio Calabria e del Monzino di Milano) che ci forniscono dati sulla base dei quali costruiamo i modelli. Il “computer” fa la diagnosi, che dovrà ovviamente essere verificata dal medico, e con il suo ausilio viene stabilito il percorso terapeutico per il paziente. Sarà un supporto significativo per i professionisti della sanità che potranno così raggiungere elevati livelli di accuratezza nel comprendere la malattia e approntare le cure.

Questa non è fantascienza, a breve crediamo possa diventare realtà all’interno dei nostri ospedali. Intanto a gennaio 2026 partirà il master di secondo livello in Radiomica e Intelligenza Artificiale, abbiamo 18 iscritti, tra medici, ingegneri informatici, biologi, laureati in scienze farmaceutiche. Formeremo in Calabria i primi esperti in radiomica. In più entro il 2027 con un project work dedicato faremo toccare con mano tutte le tecniche di ricerca da noi realizzate che verranno applicate in ospedali su casi di studio reali a Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Roma e Milano».

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L’internet delle cose

«L’internet delle cose, Internet of Things (IoT), – ricorda Fortino – è un mio cavallo di battaglia che porto avanti da un ventennio. Ci ha permesso di vincere diversi premi internazionali e di fondare uno spin off di successo, SenSysCal, che a distanza di 15 anni con i suoi sensori intelligenti è oggi un’azienda innovativa che sul territorio ha creato occupazione dando lavoro a figure professionali altamente qualificate. I PRIN ed il PNRR hanno finanziato il prosieguo dei nostri progetti sui “computer indossabili”: Wearable Computing e Smart IoT.

Abbiamo realizzato prototipi che sono in grado, ad esempio di monitorare alcuni dei nostri parametri vitali in maniera continua e da remoto, utilizzando appunto sensori indossabili più accurati rispetto a quelli dei prodotti commerciali attualmente sul mercato. Oltre a questi sistemi con le nostre ricerche ne abbiamo ideato tanti altri che supportano la riabilitazione e la cura del paziente, ma anche la sicurezza sul lavoro come il caschetto che restituisce lo stato di salute di chi lo indossa, monitora l’ambiente circostante (ad esempio se ci sono fuoriuscite di gas o se la temperatura è troppo alto) ed emette dei segnali di allerta prevenendo incidenti e morti bianche.

Sono dispositivi molto innovativi ancora non commercializzati ed alcuni sono anche protetti da un brevetto. Paesi come la Cina hanno proposto di acquistare alcuni nostri prototipi, ma al momento vogliamo provare a mettere sul mercato prodotti tecnologici “made in Calabria”. I tempi sono maturi, non escludo possa succedere nel prossimo futuro».

Un futuro fatto di robot intelligenti

«L’intelligenza artificiale esiste da oltre 70 anni e ha avuto la sua evoluzione. Chat GPT, dietro le quinte, si basa sull’evoluzione delle reti neurali artificiali che sono state introdotte addirittura nel 1943: il neurone artificiale di McCulloch-Pitts. Dal 2022 anche i non addetti ai lavori interagiscono con i chatbot e in questo preciso momento storico esistono tantissime applicazioni dell’intelligenza artificiale, alcune che si manifestano direttamente al pubblico, altre riservate agli esperti.

Il cittadino comune può usare l’IA per generare testi, immagini, video, può usare i suoi strumenti per risolvere problemi. È un supporto per risparmiare tempo ed aumentare la produttività – dice Fortino – ed è già dentro un po’ a tutti gli strumenti della nostra vita quotidiana, principalmente quelli digitali. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Quello che stiamo realizzando nei nostri laboratori sarà sul mercato tra 5 -10 anni ed anche oltre, quindi possiamo fare qualche previsione. I robot umanoidi che ora lavorano solo in alcune fabbriche arriveranno anche nelle case per svolgere faccende domestiche. Per quanto ci riguarda (con il progetto Music4D) stiamo addestrando/programmando il “simpatico” Unitree G1 a dirigere un’orchestra e per valutare le performance dei musicisti.

Di certo Cina, Giappone, India sono aree più sensibili all’innovazione rispetto all’Europa perché per ragioni culturali hanno meno “resistenze” verso l’avanguardia, quindi quello che per loro sarà realtà tra 5 anni, in Italia arriverà tra 10 anni, però il destino è già scritto. Robot intelligenti e parzialmente autonomi dalle sembianze umane inizieranno sempre più a popolare cantieri, negozi, centri commerciali, uffici per poi diffondersi come “aiutanti” tra le famiglie. La paura che prendano potere per dominare l’umanità è solo una fantasia. Saremo noi ad essere più autonomi, perché sollevati da compiti che possono svolgere le macchine, non il contrario. È un dato di fatto».

I robot umanoidi e l’intelligenza artificiale embodied

«I robot umanoidi oggi – dichiara Fortino – sono intelligenti per quello che devono fare, ma non in generale. Nei prossimi 5, 10, 15 anni, progressivamente, l’IA vi sarà incorporata dando alle macchine maggiore autonomia decisionale. Questo sarà il futuro, a breve. L’obiettivo però non è quello di sostituire l’essere umano, ma supportarlo, potenziandone le capacità. Come succede dall’invenzione della ruota. Siamo nel pieno di una nuova rivoluzione industriale e digitale, quella dell’Intelligenza Artificiale.

La prossima sarà quella dei robot umanoidi con dentro l’IA. Esistono già in un certo senso, ma ancora non tutti possono permetterseli. Molto probabilmente tra 30 anni tutti noi avremo un robot umanoide in grado di cucinare, di fare le pulizie più complesse, di gestire le faccende domestiche, potare il giardino. In vista di questo scenario l’Europa deve fare investimenti significativi con una task force dedicata, un apposito istituto dell’Unione europea per l’Intelligenza Artificiale sostenuto da tutti gli Stati membri. Ben venga l’AI Act per dar delle regole, ma non basta legiferare. Serve finanziare la robotica e l’embodied AI, coinvolgendo le aziende».

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